" Vite deragliate." di Bolognino,Bortolozzo,Gabbriellini,Grilli Leonulli, Mannolini, Ruoso – Tempi e scompartimenti…


“-Metti due persone in treno, un giovane ed un vecchio
-Come sono vestiti?
-Il vecchio in modo un po’ eccentrico, una giacca di tweed, il borsalino in testa. il giovane in jeans, pero’ i dettagli non li so, dorme un po’ raggomitolato.
– E che succede?
-Ma, metti che all’improvviso entra una giovane, oggi grigi, il resto qualunque.
-E poi?
-E poi continua tu….”
Questo è l’incipit da cui devono partire tutti i racconti. Come per l’altra raccolta di racconti che ho gia’ recensito di “Amori (S)cacciati” anche in questo caso agli autori viene data una difficoltà, ovvero quella di sviluppare il racconto partendo da questa ambientazione e questi personaggi.
Non saprei dire se questo sia riuscito meglio dell’altro, perche’ in fondo sono entrambe prove validissime di autori che sembrano essersi “trovati”.
Generalmente non associo volentieri di mio i libri ad un genere, preferisco farlo fare a chi e’ titolato in materia, ma mi sento di dire che i risvolti noir di questi racconti e di quelli dell’altra raccolta sono decisamente interessanti. Quel che forse mi piace ancor più pensare e’ che ci sia “vita” oltre la commerciale distribuzione dei libri e che questa “vita” sia valida a volte più di quella “letterariamente” accettata. Quindi consiglio spassionato: troverete questo testo in distribuzione gratuita, ma secondo me il piacere di avere delle belle prove d’autore, vale la minima spesa con la quale si puo’ possedere il volume fisico.
Come nel precedente caso mi accingo ad analizzare racconto per racconto perche’ l’incipit e’ identico, ma ogni scrittore ha fatto le sue scelte di ambientazione, nel tempo e nello spazio, a seconda del suo modo di sentire e di quel che voleva raccontare e quindi un giudizio univoco non basterebbe.
Come ho cambiato il mondo
Massimo Bolognino
Da quel che ho capito Massimo e’ un fine osservatore. La volta precedente mi ha fatto fare un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la mente di un malato mentre questa volta mi ha portato in un’altra dimensione, si parla di un “futuro possibile” e li svolge tutta la storia. E devo dire che il racconto vale la lettura! C’e’ tutto ambientazione, personaggi credibili, una storia estremamente accattivante e una riflessione, che non conclude il racconto, ma che viene lasciata aperta ad ulteriori sviluppi di pensiero del lettore. E’ gestita in maniera calibrata, il racconto ha la lunghezza giusta e la debita attenzione ai particolari e l’ho veramente apprezzato.
In estrema sintesi, non volendo rovinare la lettura del racconto, tratta la scoperta di un uomo che possiede un televisore in grado di proiettare immagini di eventi che avverranno in un futuro prossimo.
Giada
Diego Bortolozzo
Diego invece e’ una nuova conoscenza. Il racconto e’ un giallo con risvolti noir che ricordano molto i quadri di Escher. Tutto e’ tutto e niente e mai nulla e’ come appare.Il suo racconto, che sempre per problemi di brevità fisica vi posso solo accennare, inizia in un vagone di un treno (si chiamera’ cosi’ nel futuro?!?) che viaggia su un pianeta lontano anni luce dalla terra. Il giovane e’ un poliziotto in borghese e il suo compito è quello di recarsi a tutelare la vita di un noto politico del luogo.
Nello svolgimento del racconto, tutti personaggi hanno una storia i cui particolari li connettono agli altri. E trovo che sia un’ottima prova d’autore perche’ penso che tenere in piedi tutte queste connessioni e rendere contestualmente credibili tutti i personaggi non per questo lasciando scadere lo svolgersi della storia è veramente una bella prova di attenzione. In piu’ questo racconto scorre cosi’ velocemente da sembrare scritto di getto senza doversi stare a fare tanti problemi di costruzione e questa ne e’, a mio avviso, l’arma vincente.
Anneke
Tommaso Gabbriellini
E qui torniamo ad autori che gia’ erano nella raccolta precedentemente citata e lo preciso, non solo perche’ il racconto precedente mi era particolarmente piaciuto, ma anche perche’ Tommaso mi ha stupito. Questo perche’ ogni volta che ti metti a leggere, memore di quel che hai gia’ letto, pensi di avere inquadrato il tipo….e invece ogni volta e’ una nuova sorpresa. La cosa che lascia piu’ piacevolmente di sasso, non e’ che questo sapore noir persista, ma che ogni volta sia residente in testi fra loro diversissimi per natura e argomenti trattati. Qui siamo in un ambiente e in un tempo fisso attorno al quale si sviluppano sia l’esperienza passata che quella futura dei personaggi. E così come accade in altri racconti metafisici quel che è non e’ quel che sembra e le uniche cose che confermano la penna di Tommaso e’ il sottile sapore amaro che percorre sempre le sue storie e questa spiccata propensione a cercare sempre nuove forme di narrazione. In questo caso il racconto si apre su tre personaggi principali un uomo anziano, una “mancata prostituta” e un “pappa” mancato. Di piu’ non si puo’ dire.
Un’altro giro di vite
Barbara Grilli Leonulli
Anche Barbara era presente nell’altra raccolta e anche in questo caso ha dato vita ad una prova estremamente riuscita. Quel che sembra caratterizzare le sue storie e’ il filo conduttore che non e’ la trama come si potrebbe pensare, ma e’ un qualcosa che rimane presente dall’inizio alla fine accompagnandoti per mano. Nell’altro racconto era un dolore in trasformazione qui e’ un cappello borsalino che compare e scompare tra la folla. Come nel precedente caso, anche qui il dettaglio fa si che il racconto ti rimanga appiccicato addosso; cerco di spiegarmi meglio le sensazioni diventano tattili e le percepisci dall’incipit fino alla conclusione. Quel che apprezzo di piu’ in questa scrittrice e’ il taglio netto. Nelle situazioni della vita reale, non ci sono mai lenti accompagnamenti alla realizzazione delle situazioni o nei rapporti. Cosi’ anche qui i rapporti e i pensieri verso un personaggio o l’altro sono netti definiti da bordi precisi e non lasciano alcun dubbio al lettore. La correlazione fra due vite che hanno vissuto insieme dipendenti l’uno dall’altra, lei per prigionia psicologica scelta e al tempo stesso subita e lui per il bisogno di ogni dominatore, ovvero, la necessita’ di avere una vittima che al contempo e’ anche un amore. Intorno a questo tema si muovono gli altri personaggi che servono a rappresentare i motivi per definire quale sia l’opzione migliore finire quel che e’ stato vissuto insieme o separati. Un racconto davvero bellissimo.
Una fine nessun inizio
Antonio Mannolini
Con questo racconto sono invece alla mia prima conoscenza con Antonio. Dunque la storia ci sarebbe e il racconto mi e’ piaciuto. Quel che mi ha piu’ colpito e’ il fatto e’ che forse questo racconto dovrebbe essere un intero libro. Ovvero che forse la soluzione del racconto solitamente breve, per ovvie ragioni, costringa l’autore a tagliare velocemente dei dettagli che invece lo renderebbero parimenti credibile e molto piu’ apprezzabile. I personaggi ci sono tutti pero’ e’ un po’ come pensare di vedere una famiglia di 8 componenti piu’ cane e gatto e pretendere che ci raccontino e ci facciano vedere la loro storia in un monolocale.
Il protagonista di questa storia ha un compito ben preciso, sa quello che deve portare a casa e’ il suo passato che gliel’ha suggerito;ma, spesso, la soluzione piu’ ovvia non e’ quella che praticheremmo più volentieri. Ma non e’ detto che prescindendo dai compiti, affidatici dal destino, la realtà sarebbe migliore o modificabile con altri mezzi. Questa e’ la riflessione che sembra lasciarci.
L’ultimo viaggio
Alessandro Ruoso
Questo e’ il racconto che mi ha fatto piu’ pensare e penare. Poi mi sono accorta che non e’ che il racconto sia diverso o brutto e’ solo che e’ reale. E’ una storia molto classica e pertanto inserita in una raccolta con risvolti noir, questa che non ne ha, rischia di sembrare “diversa”. In effetti l’autore la svolge con un velo di malinconia ma il racconto si svolge piacevolmente riga dopo riga. Anche qui i personaggi ci sono e anche la storia nonché la piccola sorpresa finale. E’ un racconto ben calibrato e anche ben costruito che paga pero’ lo scotto di avere una definizione temporale e quindi risulta diverso dagli altri ma non piu’ piacevole.
E’ una buona prova d’autore, una interessante sfida che lascia con la soddisfazione di aver letto dei pregievoli esercizi di stile sotto forma di racconti che non hanno la pretesa di essere presi troppo sul serio, anche se tutti lasciano una sorta di morale e riflessione sull’umano sentire o agire, ma che non per questo risultano melensi e licenziosi.
Vite deragliate
Di Massimo Bolognino,Diego Bortolozzo, Tommaso Gabbriellini, Barbara Grilli Leonulli, Antonio Mannolini, Alessandro Ruoso
Disponibile su Lulù.com qui
Prezzo 7,06€

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