"Labirinto", Monica Lombardi – La dimensione del giallo contemporaneo

La difficoltà dei giallisti di oggi è forse quella di riuscire a catturare il lettore anche su una trama che non prevede colpi di scena all’americana e che, sopratutto, non segua le scie battute dai romanzi di successo ma che si ponga, attraverso una classica costruzione della storia come si conviene al genere cui appartiene, come un prodotto contemporaneo e quindi appetibile per i lettori di oggi.
In questo Monica riesce, secondo me, sempre nel suo intento non solo per l’abile scelta del luogo ove si svolgono gli omicidi e le modalità da cui partire ma anche con una serie di accortezze, delle quali, la principale è la costante presentazione dei dati dell’indagine che ci si appresta a seguire. In questo modo ci si sente partecipi della storia e si fanno ipotesi ad ogni dato su chi sarà l’assassino, perché…. c’è sempre un assassino!
Il titolo è azzeccatissimo perché Labirinto non è solo il sito attorno a cui tutto il giallo si svolge ma è anche il termine più corretto per descriverne la trama. Questo, è il secondo libro della saga di Mike Summer tenente alla Homicide Unit di Atlanta e, con “Scatole cinesi”, lo avevamo lasciato li dove lo ritroviamo però, con l’ausilio della storia criminale che si svolge in questa seconda puntata, abbiamo la possibilità di conoscere qualcosa in più di questo uomo un pò finto burbero un pò personaggio di altri tempi. Si comincia con un efferato omicidio dove la vittima è stata sfigurata e soffocata; tra indagini sul campo e quelle informatiche in rete la storia scorre non senza colpi di scena. Il tenente non è un ispettore Colombo che punge con una serie di domande tutti coloro che gli capitino a tiro e nemmeno un Maigret che elucubra tutto il tempo dando la soluzione all’ultima scena. Mike Summer è un ispettore all’antica ma altrettanto contemporaneo e quindi dedito al gioco di squadra dalla quale, non solo riceve dedizione e professionalità, ma anche supporto all’indagine senza per questo sminuire il suo ruolo di attore principale. E ,in questa storia, l’autrice ha avuto il suo bel da fare con l’elevato numero di personaggi da caratterizzare e che collaborano all’indagine. Forse deve anche festeggiare una vittoria tutta particolare ovvero che tutti sono visibili, nella misura in cui intervengono nella storia, e contestualmente sono credibili. E’ difficile trovare un giallo con così tanti personaggi tra indagati e indagatori e, nella mia piccola conoscenza del genere, gli unici che si avvicinano a questa fitta ragnatela sono due gialli di Agatha Christie “Il mistero di Hunter’s Lodge” o anche “Il ballo in maschera” dove, vado a memoria, c’erano tanti “Presunti colpevoli”. La differenza risiede nel fatto che però Agatha, nonostante Poirot fosse sempre o quasi accompagnato da uno o piu’ aiutanti, non ha mai permesso al suo personaggio principale l’utilizzo della delega, come invece avviene nell’Unità Omicidi di Atlanta.
A conferma di quel che ho detto la scorsa volta su “Scatole cinesi” la scrittrice non solo si pone con il piglio inglese svolgendo gli intrecci delle trame con dovizia di particolari che non sempre si colgono al volo (ma danno la possibilità al lettore di avere tutti gli strumenti per arrivare almeno vicini alla soluzione del caso) ma ha, anche, una particolare attenzione sulle sfumature dei gesti degli sguardi e delle emozioni. Sicché la storia personale del tenente Summer e quella principale scorrano contemporaneamente incrociandosi di tanto in tanto e rendendone partecipe il lettore in ogni attimo dell’inchiesta. Menzione speciale va per l’utilizzo della terminologia informatica che, essendo divenuta oramai di utilizzo comune, e’ tanto semplice sia da utilizzare e sia da sbagliare e, in questo caso, e’ perfetta sia nell’utilizzo che nelle precisissime note a margine sempre puntuali e chiare. Poirot infatti non da spiegazioni e non condivide i suoi sospetti e nemmeno cerca il confronto con i suoi collaboratori del momento. Nella Unità Omicidi di Atlanta avviene invece e il confronto stimola l’osservazione dei particolari da punti differenti aiutando il lettore nello scorrere della storia.
Il libro scorre velocemente come il primo, tanto che alla fine, ti rendi conto di averlo letto in un soffio e vorresti che la storia continuasse. Ma confido che Mike Summer non decida di andare in pensione e che ritorni presto con una nuova indagine che, manco a dirlo, saro’ felicissima di leggere!
E ora vi sfido a trovare l’assassino prima di me…io l’ho scoperto all’ultimo…forse e’ per questo che faccio un altro lavoro! 😉
Buone letture,
Simona
Labirinto
Monica Lombardi
Domino Edizioni, Ed. 2009
Collana “I Criptex”
Prezzo 15,00€

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