"Mia suocera beve", Diego De Silva – Pare brutto…


[..]
La caratteristica peculiare del pare brutto è che si manifesta all’improvviso sotto forma di dubbio, per cui una cosa ( gesto, un’affermazione, una domanda) anche se non pare ancora brutta ma c’e’ una minima possibilità che lo diventi, ti fa astenere automaticamente dal farla.
E’ un canone estetico estremamente mobile, il Pare Brutto. Non si sa in cosa esattamente consista, ma accidenti se funziona. [..]
Eh sì, Pare Brutto dire che questa e’ la 4° volta che provo a recensire questo libro che per me e’ il migliore del 2010. Pare Brutto dire che, nonostante io abbia riso dall’inizio alla fine, ho anche sentito la frustrazione di un uomo il cui semplice svolgere con competenza il suo lavoro, Pare Brutto sottolinearlo, non basta a farlo sentire un buon avvocato. Pare proprio Brutto. Ma tanto tanto.
Intanto diciamo che questo libro è spettacolare sia nell’organizzazione della trama che nella distribuzione dei personaggi, ognuno dei quali trova la sua definizione e il suo momento di celebrità grazie ad una scelta sapientemente dosata di scrittura che passa attraverso il tergiversare dei pensieri di un uomo che potrebbe essere ognuno di noi. Se in fondo ci sentissimo pensare ognuno di noi potrebbe, nel suo piccolo essere l’avvocato Malinconico. Ed e’ qui che c’e’ la genialità dello scrittore, quello di affidare al cervello del suo protagonista i pensieri semplici di tutti i giorni, forse trascrivendoli così come ci risalgono in testa, senza ne capo e ne coda e magari senza alcuna ragione esteriore. Ci sono e si manifestano nei momenti meno impensati, loro arrivano e al momento sembrano enormi punti di domanda che ci costringono a declinare a dovere il problema incipiente che ci propongono.
La trama e’ abbastanza semplice. Malinconico avvocato campano, ha una ex famiglia composta da ex moglie, figli ed ex suocera. Un coinquilino di ufficio che e’ un improbabile quarantenne commercialista infoiato. Una attuale storia con una donna che per lui e’ troppo bella per amarlo.
Le figure che spiccano nel racconto come protagoniste sono l’avvocato e la sua ex suocera, che apprezza l’ironia di un regalo, e che diviene la confidente privilegiata di colui che ritiene degno della sua attenzione. Così, se da un lato c’e’ un uomo conteso fra vecchio (la ex moglie) e nuovo (attuale compagna) e che non si rassegna al passare del tempo ponendosi i classici dubbi del passaggio d’età, dall’altro c’e’ una donna forte e volitiva che nella sua vita non ha avuto troppo tempo da perdere in smancerie dovendo crescere una figlia tutta da sola.
Ma, a turbare questo idillio di normalità quasi perfetta in una giornata che doveva presentarsi del tutto normale, in un momento delicato come e’ quello della spesa, quando tenti di ricordare quello che ti serve a casa e che immancabilmente non comprerai, Malinconico si ritrova coinvolto in un sequestro di persona. Polizia, il rapitore deluso dalla giustizia, il rapito che dovrebbe essere in carcere e grazie alle maglie della giustizia e’ invece a piede libero, giornalisti incapaci di fare il proprio lavoro, vecchiette preoccupate e salumieri spaventati compongono un mix infernale che gli darà un’improvvisa notorietà, difficile da gestire se non ti senti eroe ma ti ci fanno sentire gli altri.
E cosi’ fra il serio e il faceto si affrontano temi abbastanza seri. La giustizia, la mancanza di serietà di una categoria, come quella giornalistica che sempre piu’ sta seduta in redazione e si gloria di tuttologia, invece che specializzarsi e affrontare i temi che propone con competenza e non alla carlona, i difficili rapporti fra persone che si conoscono o che si amano. Si dice che per un attore e’ piu’ difficile far piangere che fare ridere. Nella scrittura forse e’ l’opposto e’ difficilissimo far riflettere su tematiche importanti, tralasciando la pomposità dei saggi e proponendo l’immagine della nostra quotidianità con una buona dose di ironia. In questo, Diego De Silva, e’ un vero maestro a quanto pare!
Quest’anno di questo libro ho regalato 4 copie di questo libro, a testimonianza di quanto mi sia piaciuto 😉
Vi segnalo per informazione che questo libro e’ il seguito, ma non e’ importante averlo letto prima, di “Non avevo capito niente”. Il libro “Mia suocera beve” e’ costruito in maniera tale che possa sussistere indipendentemente al precedente.
Mia suocera beve.
Vita, affetti e cause perse di Vincenzo Malinconico, filosofo involontario.
Diego De Silva
Einaudi Editore, ed. 2010
Collana “I coralli”
Prezzo 18,00€

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.