"Toxic", Hallagrimur Helgason – Pulp o non Pulp, questo e’ il problema…

Come già detto in qualche recensione precedente non c’e’ sempre una ragione vera per acquistare un libro. E in questo caso è cosi’. Mi è stato segnalato da Amazon in virtu’, almeno cosi’ spiega il sito, dei libri che ho acquistato ultimamente o che ho segnalato come già miei. Quello che ha attirato di piu’ la mia attenzione e’ la copertina dove la descrizione del libro e dell’autore non sono in seconda e terza (di copertina, perdonate la ripetizione) ma sono inseriti armoniosamente nella prima e nell’ultima pagina a comporre il format dell’immagine con il titolo.

Come spesso avviene, quando faccio questi acquisti che io definisco *estetici*, è stata una piacevole scoperta. Questo libro non è Pulp come ho visto ammiccare in qualche recensione. Il genere Pulp da wikipedia sarebbe:

“Il pulp è un genere letterario che propone vicende dai contenuti forti, abbondanti di crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre e che di norma va a braccetto con l’hard boiled, il poliziesco e l’horror.”

Non è nato con l’ormai famoso film Pulp Fiction di Tarantino ma bensì

“Il genere pulp nacque nei primi anni venti con storie pubblicate a puntate su riviste (le cosiddette Pulp magazine) di 128 pagine dalle sfolgoranti copertine ma con le pagine interne stampate su carta non rifilata di polpa di legno (in inglese pulp), quindi di infima qualità.”

e le storie che componevano questa rivista erano:

“Contenevano storie avventurose, fantastiche e ricche di suspense, spesso con protagonisti mascherati, ma quasi sempre con donne sensuali ritratte in copertina.”

Ebbene tenendo conto di tutto ciò, qui dentro di Pulp ci sono solo le descrizioni delle donne. Detta alla Toxic, che ne e’ anche il protagonista di professione sicario, le donne si distinguono da quanti giorni ti ci vorrebbero in una situazione limite, dove non hai altro e nessuno, a volerle possedere. Tutto qui. Gli efferati delitti narrati, non sono riconducibili a questo genere, e forse non ne hanno nemmeno voglia di essere cosi’ associati. La narrazione infatti non serve, come potrebbe sembrare, a elencare una serie di azioni delittuose al limite ma a far conoscere il protagonista e ad accentuare la dicotomia fra quello che era e quello che sta diventando. L’eccezionalità di questo racconto e’ la finezza con la quale il protagonista “non descrive” la sua evoluzione; la difficoltà e’ proprio questa quella di rendere l’idea di un qualcosa che sta accadendo a qualcuno, che narra agli altri attraverso i propri pensieri e occhi, facendogli intuire qualcosa che nemmeno il narratore/protagonista vede, perchè direttamente coinvolto, ma fermamente convinto di essere reticente al cambiamento stesso. Complicata la spiegazione? Figuratevi quanto e’ piu’ difficile metterlo per iscritto. Ed è qui che questo autore non solo è riuscito ma ne è maestro, si muove e si divincola in questa situazione senza dover far appello a troppi personaggi o a storie parallele. La sua attenzione è concentrata sul suo protagonista e sulle convinzioni dello stesso che quasi pare un resoconto di una vita realmente vissuta invece del parto fortunato della fantasia di un autore, a mio avviso, geniale.

Non e’ un romanzo Pulp nella misura in cui non e’ fine a se stesso, non si croggiola nello stile appartenente a questo genere ma ne usa lontani riferimenti per costruire una storia a tratti ironica e a tratti stupita di una rinascita nell’inferno/paradiso dei sicari. Toxic al secolo Tom Boksic, il cui appellativo che da il nome al titolo e’ il risultato di una abbreviazione americana, viene dal’ex Jugoslavia e a New York, dopo l’ormai famosa guerra dei Balcani, è diventato un maestro nella sua nuova attività: sicario per la mafia balcanica. Nel suo lavoro non è secondo a nessuno ma gli viene chiesto di far fuori uno che poi si rivela essere in realtà un agente dell’FBI ed e’ quindi costretto ad abbandonare l’America sotto copertura per scappare ai federali. Fin qui non vi ho raccontato altro di quel che c’e’ scritto in copertina.

Quel che è spettacolare e’ il rapporto fra il sicario e la sua nuova patria acquisita. Qui si che diventa un po’ Pulp perche’ arrivato in Islanda terra di luce per interi giorni e di notte per altrettanti, di freddi artici, di pace e dove non esiste un esercito e nessuna arma, tanto per rendere ancora piu’ difficile la vita di Toxic egli viene a contatto con le sette cristiano-ortodosse che nel luogo hanno la meglio. E’ un po’ come mandare un porno divo in un convento di suore. Ecco in questo è Pulp alla maniera di Tarantino che viene ogni tanto citato nel testo. L’associazione finisce qui, perche’ poi tra una situazione surreale e l’altra, narrata dal sicario in prima persona, si passa ad affrontare il tema successivo ovvero se una patria tanto pacifica sia o no inferno o paradiso di un sicario e quanto tempo di vuole per rendersi conto che le condizioni di vita sopratutto quelle piu’ estreme possono cambiare l’uomo anche se lui non ne è parimenti convinto o cosciente.

Questo è un libro spettacolare, non vi prometterà nulla di cio’ che non puo’ darvi, ma vi stupirete di quanto sia spettacolare la semplicità. Non servono situazioni alla James Bond o alla Tarantino per vedere il marcio e l’alternativa che sembra sempre un po’ sbiadita. Serve il cuore. Il cuore di un uomo che uccide per professione e ha iniziato a farlo per costrizione in guerra. Il cuore di un uomo che pulsa nelle parti basse quando vede una donna. Il cuore di un figlio e di un padre che sopportano un grande segreto. Il cuore che cambia in incognito per evitare di raccontarsi quel che si è perchè è piu’ semplice e probabilmente più Pulp vivere nel dubbio. Tutto questo raccontato sorridendo dalla prima fino quasi all’ultima pagina. E’ un libro imperdibile che ho amato dalla prima all’ultima pagina che ha un format esterno spettacolarmente semplice, quanto il testo che racchiude, mistificando con maestria tutto un mondo nascosto che però, l’autore ci fa abilmente vedere, in sapienti e misurate fessure di un sipario all’apparenza consunto che in realtà e usurato ad arte.

Toxic.
Come smettere di ammazzare la gente e imparare a lavare i piatti.
Hallagrimur Helgason
ISBN Edizioni, Ed 2010
Collana “Special Books”
Prezzo 15,00€

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