"La signora dei funerali" Madeleine Wickham – Questioni di cappelli e gusti…

Quando si dice il caso, donne cappelli e uomini da spennare, saltano fuori alla chetichella dalle mie letture di Febbraio, con un romanzo comperato più per titolo e copertina che per fiducia nella scrittrice. E come ho detto da qualche parte se io e la Wickham o Kinsella, come si fa chiamare per un’altra serie di libri,non ci siamo incontrate un motivo c’era e ora lo so. C’e’ una linea di demarcazione sottilissima che fa passare il romanzo rosa, da questa categoria a raccolta di ovvietà e questo romanzo si inserisce proprio nel mezzo fra le due ora sbordando da un lato e ora nell’altro.

La storia si riassume in poco, donna 40enne con figlia a carico avuta da uno che doveva essere una notte di divertimento, suole adescare i suoi compagni, mai mariti, alle commemorazioni delle loro mogli defunte. Salta da un letto ad un altro con la medesima facilità con la quale cambia il cappellino che ritiene adatto alla commemorazione cui sta andando a conoscere la vittima successiva. La storia si dipana in un adescamento, appunto, di un vedovo ricco da spennare.
Ora il mio racconto della trama terminerà qua per permettervi, qualora decideste di comperarlo, di leggere senza avere anticipazioni. La questione è che questo libro in pratica, a parte la storia dell’adescamento, raffigura una donna contemporanea che poi diventerà, anzi lo è già,  modello per le adolescenti e le donne adulte, non dimentichiamo che Kinsella e’ l’idolo di molte donne di una fascia ben ampia che va dai 20 ai 40anni. Una donna attentissima all’esteriorità, all’apparenza cui poco importa il resto, ma questo sarebbe il minimo! Quel che a noi donne viene spesso contestato è il vendersi per una promozione. In effetti questa donna è molto peggio, perché a lavorare non ci pensa proprio, non le importa assolutamente nulla ne della figlia e ne degli altri, se non del conto in banca e di una gold card. Che e’ poi lo stesso tipo di donne contro le quali spesso si dice tutto il male possibile.

Problema: dov’è che la donna che si sistema, anche per amor proprio, finisce di essere una donna curata e inizia ad essere una donna d’abbordaggio? Quale momento ha stabilito che le donne innocenti e a volte civettuole , nate per maritarsi, come quelle di Jane Austen o quelle sfortunate ma volitive delle sorelle Bronte o anche dell’italianissima e “signora del romanzo rosa” italiano Liala hanno smesso la loro dignità di donne per diventare arrampicatrici sociali non interessate ad autodefinirsi con il duro lavoro ma a cercare una via semplice per ritagliarsi la propria fetta di celebrità e quindi auto-dimostrarsi che sono vive? 
Non so quando questo momento sia arrivato, ma sono certa che buona parte del lavoro sia stata fatta dalla macchina imperante del marketing che tutto circonda e tutto cerca di vendere. Quindi se “io valgo” solo perché uso uno shampoo che senso ha dimostrare che valgo perché ho studiato? Kinsella o Wickham, o come la volete chiamare, dimostra tutto questo in un libro. Donne vuote, insipide e senza definizione, isteriche e incapaci di ribellarsi che si affaccendano attorno a uomini insulsi e che cadono sempre dalle nuvole e che contestualmente si stupiscono di tanta cattiveria ma ne sono completamente succubi. Il tutto racchiuso in un romanzo che non ha un perché, non c’e’ un motivo di partenza e nemmeno una morale è solo una serie di fotogrammi che iniziano e finiscono con la medesima vacuità di soap opera.

Inutile dire, che probabilmente non è il mio genere, che non mi rispecchio nemmeno un po’ nella rappresentazione di questa donna e nemmeno nell’idea della stessa. E’ altrettanto fuor di dubbio che non ho gradito questa storia perché mancante palesemente di obiettivi e credo di non essere fatta per i romanzi da ombrellone perché non ne trovo l’utilità finale. E’ comunque un’esperienza da fare, perché spesso si rifiutano dei generi aprioristicamente senza sapere se proprio ci disgustano o no ma senza aver mai letto nemmeno una riga di quel che dicono. Non nascondo che sia stato un po’ arduo leggerlo anche perché nemmeno ha un finale un po’ forte ha spezzasse la mancanza di ritmo della narrazione. 
Possiamo tranquillamente dire che la mia passione per i libri che attirano la mia attenzione per copertina e titolo stavolta non ha premiato. 
In fondo l’apprezzare questo romanzo, è tutta una questione di cappelli, che a me piacciono, tranne quelli da funerale che personalmente trovo stucchevoli e fuori luogo…


La signora dei funerali
Madeleine Wickham
Mondadori Editore, ed. 2009
Collana “Oscar bestsellers”
Prezzo 9,50€



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