"Le Beatrici." Stefano Benni – Donne svelate…




Io e Benni abbiamo “una relazione complicata” come si dice su Facebook. Stefano Benni è uno dei pochi scrittori italiano che hanno il dono della profondità dello sguardo nelle situazioni e nelle vite altrui e anche un talento nel renderle grottescamente chiare nei propri racconti. Così spesso avviene che mi si dica di leggere quello o l’altro libro, perché l’ha scritto lui, e io declini cortesemente l’invito.  E questo non avviene perché io non l’apprezzi ma solo che è uno dei pochi scrittori con il quale mi sento senza difese.


E a maggior ragione avviene in questo libro, perché tra una ironia e l’altra, le donne si spogliano dell’aura di protettrici del focolare, di madri, sorelle amanti e amiche per mostrarsi come sono. Ovvero esseri umani con pensieri e desideri, nonché contraddizioni e cattiverie che non sono tipiche del nostro sesso, ma che si accentuano proprio perché a noi donne viene spesso associato il ruolo di sesso debole e di madri chiocce. In effetti la donna contemporanea non è questo. Non siamo più le tipiche donnine che aspettano impazienti il ritorno del marito a casa, che amano essere vezzeggiate o ansiose di essere scelte per un ballo. La donna contemporanea ha solo un’apparenza di femminilità dovuta o alla propria presenza e accuratezza nell’aspetto o ad aiuti esterni rimovibili o fissi e siliconici; per il resto, a parte questa confezione che può piacere o no, siamo evolute in una versione di una brutta copia dei paritetici squali maschili. E non è una cosa che si possa condannare, anche gli uomini ci sono passati, solo che loro hanno avuto secoli per farlo, noi invece, dopo aver assecondato per millenni il detto che dice “Dietro un grande uomo c’e’ una grande donna”, abbiamo fatto un passo avanti al primo spiraglio di libertà e stiamo prendendo le misure per autodefinirci e trovare un posto nella società odierna. E’ altresì vero che la fratellanza femminile non esiste, noi proveniamo da un mondo animale da cui abbiamo ereditato un atavico spirito della competizione che è figlio di quello volto alla conservazione della stirpe che fa di noi complici ma mai sorelle, perché la supremazia e’ una cosa che ci appartiene per DNA.


Cosi’ leggere i monologhi di Benni in “Le Beatrici”, non è altro che guardare in uno specchio le fasi della nostra vita, dalla gioventù alla vita adulta. Entrare nella nostra mente e dare voce a una delle nostre paure più nascoste, ovvero, che qualcuno ci capisca prima che lo possiamo fare noi da sole. E la voce c’e’, è li che ci descrive minuto per minuto amplificando in questo anche l’immagine dell’età contemporanea che viviamo giornalmente e che trasformiamo noi stesse, non solo sul lavoro ma anche nella formazione dei figli e nell’esempio di nuove forme di famiglia. Che sia un male? Non necessariamente. prendere le misure per fare un passo avanti non è mai un male. E’ un male non rendersi conto che si sta cambiando e si sta influendo sul futuro di tutti e capire quando e quanto fare in questa o quella direzione e quale sia la direzione giusta.


Sono otto dialoghi per voce sola quelli che qui troverete. Donne reali, madri, mogli, amanti e anziane. Tutte questa donne ne rappresentano una sola, perchè noi siamo così tanto sfaccettate che un solo dialogo non bastava. E se Beatrice si lamenta del suo Dante che non si decide o la Madame Licantropa ci fa sapere la sua solitudine che precede l’accettazione di se stesse, l’anziana, la donna manager e quella che attende raccontano la mancata accettazione del tempo che passa, il pragmatismo con il quale spesso affrontiamo le questioni – che non sempre presuppongono un aiuto esterno-, e il nostro essere sempre in continua ansia verso la tutela di cio’ che ci appartiene. Una menzione particolare vanno per i due monologhi “La mocciosa”, in cui Benni da saggio evidente con il suo sguardo sornione delle nuove generazioni e “Suor Filomena” che rappresenta le contraddizioni e come ci adattiamo a quel che la vita ogni tanto ci impone.


E’ un libro da leggere e assolutamente imperdibile che sembra paradossale che sia stato scritto da un uomo, ma che coglie fino all’ultima goccia il mare immenso della contraddittorietà dello spirito femminile con un pizzico di ironia. All’interno, intervallando un monologo con l’altro, ci sono delle moderne ballate che si concludono con una, che se ho ben capito era stata scritta per De Andrè, canzone molto toccante. Un Benni inedito per me i cui precedenti, nelle mie letture, erano “Bar dello sport duemila” e “Il bar sotto il mare” ma che per quanto mi riguarda sembra aver centrato pienamente l’oggetto della sua osservazione. Per citare la “fatina della lettura” (che stavolta non ci entra con l’acquisto di questo libro preso all’autogrill in un momento di acquisto compulsivo) Mister Benni chapeau! 




Le Beatrici
Stefano Benni
Feltrinelli Editore, ed 2011
Collana “I narratori”
Prezzo 9,00€



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