[Da non perdere in rete] Vi racconto una storia…

Questa è una storia e non so quanto sia aderente alla realtà, però l’idea che me ne sono fatta è così come ve la racconto.
In un paese non tanto lontano, almeno da me, c’è un luogo, anzi “il luogo”, che non c’è o che almeno nessuno vorrebbe che ci fosse. E’ fatto di cemento e di rovine, nasconde almeno nelle parti più abbandonate povertà, solitudine e traffici illegali, e chi vi finisce quasi mai ne riesce a scappare. Quel che vede chi sta lì è una nazione, sempre pronta da indignarsi a comando e puntare il dito contro “il luogo” senza fare distinzioni. In un certo senso è peggio di dire abito a Scampia, perché forse lì qualcuno è ancora disposto a credere nel cambiamento, ma per “Il luogo” di cui qualcuno forse ricorda le ragioni fastose per il quale è stato edificato, non appena viene nominato lo si vorrebbe distruggere, ma poi, vuoi la burocrazia e vuoi le dimenticanze della nazione sempre troppo impegnata a fare altro, “il luogo”, continua a rimanere lì sbriciolandosi un pò giorno per giorno e rimanendo l’inferno per quei tanti che lo abitano. Se ti capita di morirci, non fai notizia come anche se lo vivi. E’ come una porta invisibile che una volta varcata con i tuoi effetti personali ti avviluppa nella sua nebbia immaginaria e nella quale chi ti vede da fuori vede pian pian sfumare la tua figura.
Per arrivare a questo luogo c’e’ uno svincolo di una strada, “La strada”. Una strada molto lunga e molto vecchia. E’ una strada che sta lì dai tempi dei romani almeno i tracciati su cui i tempi moderni hanno influito ora aggiungendo e ora togliendo passaggi. “La strada” non è solo lunga, ma attraversa o costeggia o tange i vari perimetri dei comuni che nel tempo si sono definiti partendo chissà da quali accampamenti iniziali. Se abiti in quei luoghi, “La strada” è una di quelle che almeno per un pezzetto percorrerai giornalmente e che quindi vivrai anche. Perché essa pullula di persone sia di giorno che di notte che vedi solo se guardi, che percorrono quella strada o ci vivono o lavorano ai bordi, ognuno apparentemente solitario, ma interconesso agli altri attraverso, appunto “La strada”.
Anche “I comuni” hanno lo stesso problema di “visibilità invisibile a comando” de “La strada” e de “Il luogo”, ma sanno di aver tanto da dire e non sempre sanno star zitti anche se, non sempre, anzi quasi mai le loro voci arrivano alla nazione.
C’e’ anche un gruppo di amici, ognuno assorto nelle proprie attività giornaliere, che si sono conosciuti nel tempo e che oggi adulti si riuniscono ad un tavolo. E a parte i soliti discorsi, sulla vita normale e sulle ultime novità, le partite di calcio e di basket, famiglia e figli, l’ultima volta che si sono riuniti hanno deciso di mettere su un progetto e hanno deciso di dar voce, come hanno sempre fatto nelle più svariate forme come documentari foto e articoli, a tutta la provincia compresi i comuni, la strada e il luogo. Si sono dati un tempo, 1.000 giorni, per vedere quale sia il responso di chi legge e non hanno deciso di raccontarci storie vecchie e famose, e magari a volte distorte, ma di macchiarsi della colpa più grande ovvero di raccontare e rappresentare la realtà com’e’ oggi e come non ci piacerebbe vederla. E non perchè sia brutta o bella, ma solo perchè smonterà probabilmente l’idea che di quei luoghi ci siamo fatti e anche perchè loro la vivono ogni giorno e quindi sono in grado di farci vedere anche la stagionalità che ne caratterizza le attività.
I colpevoli sono parecchi e hanno tutti un’arte particolare con la quale raccontare questi luoghi e hanno deciso di usarle tutte per questo progetto. “Il progetto” è un blog dove riuniranno tutte le loro storie e si chiama appunto (s)Caput mundi ed è visibile già da un mese a questo link:
Perchè leggerlo? Ci sono varie motivazioni, ma forse, almeno per il mio modo di vedere e di vivere, (anche se da lontano) le persone che vi scrivono, è per l’anima che ci mettono a descrivere questi luoghi che secondo l’immaginario collettivo sono posti di perdizione e pieni di camorristi e in fondo, invece, sono pieni di gente normale che nonostante tutto, vive e ama la terra dove è cresciuto anche se magari non ci abita più. Fondamentalmente non ci vuole tanto a far l’abitudine alla lettura di un blog, basta un mese, e diventa una piacevole abitudine e nel caso del gruppo di colpevoli in questione è sempre un modo per scoprire un luogo lontano che sulla carta tutti conoscono e nessuno ha visto a meno che non vi abitasse. E se nelle mie descrizioni non avete riconosciuto i luoghi, eccoli qui:
Il luogo è il villaggio Coppola
La strada è la Domiziana
I comuni sono quelli che compongono la provincia di Caserta.

(s)Caput Mundi è anche su FB:

Buona lettura,
Simona

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