[Dal libro che sto leggendo] L’ultima lezione. la vita spiegata da un uomo che muore.

Immagine presa da qui


È difficile scegliere un pezzo di questo libro da riportarvi, pertanto ho scelto veramente a caso, perchè altrimenti non avrei saputo a cosa dare la precedenza rispetto agli altri.

Alzare bandiera bianca

Mia madre mi chiama sempre “Randolph”.

Era cresciuta in una piccola fattoria casearia in Virginia durante la Depressione, chiedendosi ogni giorno se avrebbe avuto abbastanza da mangiare per cena. Scelse “Randolph” perché era un nome aristocratico della Virginia. Ed è per questo motivo per cui lo rifiutavo e lo aborrivo! Chi vorrebbe mai un nome del genere?

E tuttavia mia madre non mollava. Da adolescente, affrontai il problema. “Davvero credi che il tuo diritto di darmi un nome sia superiore al mio diritto di avere un’identità?”

“Si, Randolph, lo credo” rispose.

Bene , almeno avevamo chiarito le nostre posizioni!

Quando ero al college, decisi che ne avevo abbastanza. Le lettere che mi spediva erano indirizzate a “Randolph Pausch”. Rispondevo scarabocchiando sulla busta:” A questo indirizzo non risulta alcun Randolph”, e rispedivo al mittente senza averle aperte.

Con grande acume e capacità di compromesso, mia madre cominciò ad indirizzare le lettere a “R. Pausch”. Quelle le aprivo. Ma poi, quando mi chiamava al telefono, ritornava punto e daccapo. “Randolph, hai ricevuto la nostra lettera?”

Ora dopo tutti questi anni, ho. Edito. Apprezzo mia madre per così tanti motivi che se vuole appesantire il mio nome con un inutile “olph” ogniqualvolta la vedo, sono più che contento di sopportarlo. La vita è troppo breve.

Certe volte, con il passare del tempo, e le scadenze che la vita impone, arrendersi è la cosa giusta da fare.


L’ultima lezione.
La vita spiegata da un uomo che muore
Randy Pausch
Rizzoli Editore, ed. 2009
Collana “BUR, Biblioteca universale Rizzoli”
Prezzo 9,90€


Nota bene: Per il mese di Agosto non ci sarà il gioco che però ritorna alla fine di settembre. Ho scelto di non mettervi una cosa raffazzonata, tanto per fare, ma di essere onesta e dirvi che non ho avuto tempo e soprattutto modo di farlo. Pertanto portate pazienza altri 20 giorni!

Simona


– Posted using BlogPress from my iPad

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