"Chesil beach", Ian McEwan – Raccontando un modo d’amare…

Immagine presa da qui

Quanti modi ci sono per amare? E qual’e’ il più nobile fra questi? Nel passaggio fra il dominio romano e il mondo delle razionalizzazioni delle lingue e delle letterature nazionali della vecchia Europa, l’amore è stato sempre un tema più affrontato dai nuovi cultori delle letteratura; così se da principio l’amore era ora nobilitante ore distruttore, se permetteva a coloro che ne erano coinvolti di realizzarsi e al contempo di dar prova del proprio valore e coraggio nell’oltrepassare ostacoli che altrimenti non sarebbero stati superati, oggi la definizione della prova d’amore assume nuove declinazioni.


Oggetto delle storie è anche quello di fornirci una sorta di palla di cristallo attraverso la quale magicamente vedere personaggi e le loro storie e quando le immagini divengono più evanescenti ci permettono di riflettere sulle nostre esperienze. Così l’esperienza di una storia che sembra uguale a milioni di altre ma ne differisce magari per la caratterizzazione dei personaggi o per il focus che l’autore ne dà su una situazione già trattata, diviene un momento per affrontare un tema all’apparenza semplice fornendo riflessioni profonde. Quello che avviene qui, in “Chesil beach” è proprio questo: partire da una situazione comune  per poi arrivare a definire un nuovo modo di amare.
Edward e Florence si sono incontrati per caso e dopo il naturale decorso di un normalissimo fidanzamento si sposano ed è proprio qui che la storia inizia: la prima notte di nozze. E’ un momento importante per tutte le coppie che di solito viene atteso con ansia ed eccitazione perchè è il culmine di una giornata che viene costruita con mesi di lavoro e pianificazioni e che in quell’unico momento invece non si può programmare. Non puoi prevedere le emozioni, la stanchezza o a felicità che muoveranno determinati gesti, puoi solo sperare che tutto vada bene e il ricordo di quella serata, sia che la vita la passi con tuo marito/moglie per sempre sia che ti separi, rimarrà indelebile nella tua memoria come la prima volta che hai perso la verginità.

Quindi l’autore sceglie di partire da questo momento sicuramente per sottolineare la vita di molti di noi, che sembra svilupparsi per quell’unico momento che tanti uomini e donne desiderano e che è un nuovo inizio di una vita tutta diversa. Le differenze fra ieri e oggi, “Chesil Beach” è stato pubblicato nel 2007 ma si rifà agli anni ’60, sono sostanzialmente poche e l’autore sceglie di trattare non la tipica coppia del periodo, ma una coppia tutta particolare. Edward e Florence sono cresciuti nella medio-alta borghesia inglese, hanno studiate e si sono laureati. Hanno degli obiettivi di realizzazione differenti, lui storico e lei musicista, ma li perseguono con la costanza e la caparbia necessaria fino a quella notte.
Quindi è da quelle ore, che vanno dalla cena all’alba successiva che si deciderà il decorso della vita successiva, non è necessario che tale notte risulti essere in un modo particolare, basta che ci sia solo per spezzare la linearità di una vita fino a quel punto completamente lineare e per focalizzare in quell’attimo quel che sarà il futuro degli sposi.

 Da questo punto, se non vuoi avere anticipazioni…smetti di leggere qui!

Chiaramente questa notte non avrà l’esito sperato e i due ragazzi si separeranno e proseguiranno le loro vite in direzioni differenti. Ma è proprio qui che sta la genialità della storia stessa. il loro amore proseguirà in via retta anche se non si incontreranno più. Questo perchè questo amore che è cresciuto nel silenzio delle aspettative che volevano essere soddisfatte e nella paura di dirsi che non sarebbero mai state realizzate, diviene altro. All’apparenza è un ricordo recondito che rimane nascosto nell’intimo dell’animo, ma che c’e’ e per questo non è dimenticato, ma continua a tenere acceso quel che non fu mai. Nel frattempo si cresce e si diviene altro, ma quel momento, che come abbiamo detto è un punto di rottura nella linearità della vita precedente, rimane caro ad entrambi i nostri protagonisti e ne diviene la forza recondita per affrontare la vita e definire il prorprio io in una società in evoluzione.

Pertanto questa piccola storia, targata come romanzo, ma che in effetti sembra un racconto lungo, formato da tanti racconti minori, diviene il momento per dirsi che quel punto di rottura, che sia svolto nella maniera consueta o che abbia esiti all’apparenza disastrosi, come in tutti momenti topici che ci si possono presentare durante il percorso diventa un nuovo inizio. Che l’amore non finisce anche nel caso di separazione, ma prosegue epurato delle aspettative che muovono gli amanti e evoluto in una forma più adulta e più saggia e diviene quel che in italiano viene indicato con il vocabolo “Bene”. E nonostante sia nel comun sentire, per retaggi reconditi, l’amore “colui che tutto muove” il “bene” diventa sinonimo di maturità e distanza nel vedere la situazione dell’oggetto del proprio sentimento e contestualmente una forma d’amore più profonda che va oltre lo “stare insieme” perchè non ha bisogno di essere coltivato giornalmente; “c’è”  e questo basta.

Il libro di cui parliamo è lungo una vita ma è breve nella narrazione, per la dote dell’autore di rendere le situazioni in maniera mirabile ma sintetica. I capitoli, quasi a sottolineare questo aspetto di “punto di rottura” sono fra loro intervallati, per la durata della descrizione della notte si alternano con la vita passata fino al momento del matrimonio e successivamente fra le decisioni che inducono i due giovani a sposarsi e la vita seguita dopo la fatidica notte. Lo stile è contemporaneo, il libro è del 2007, e la contestualizzazione è solo in parte fedele al periodo in cui è ambientata, per esempio mia madre che quegli anni ha vissuto poco ci rivede la gioventù del periodo, e quindi anche qui possiamo dire che l’eccezionalità della coppia sottolinea l’eccezionalità del caso che vuole sottolineare questo aspetto del bene.

Un libro sicuramente da leggere, un romanzo che nonostante il bagaglio di significanti, passatemi la quasi ripetizione, “significativo” scorre piacevolmente fra le righe di un tempo passato, di un immaginario Hotel delle coste inglesi, che molti lettori hanno cercato e che anche nell’edizione italiana viene comunicato che è inventato, a testimonianza di quanto questa vicenda possa prendere colui che si appresta a leggerla. A me è decisamente piaciuta e ve lo consiglio.

Chesil Beach
Ian McEwan
Einaudi Editore, ed. 2009
Collana “Super ET”
Prezzo 11, 00€






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