"Poesie", Nazim Hikmet…lontanze vicine…

Immagine presa da qui

Alt, chiariamo una cosa! Mi sono sempre definita “donna da prosa” e non “da poesia” e difendo con forza questa mia posizione nell’assoluta convinzione di non esser abbastanza “romantica” da apprezzarla a tutto tondo. Questo non significa che io non la legga o che mi ritorni in mente ogni tanto, ma agli amici che mi segnalano libri da leggere e che poi vorrebbero sapere cosa ne penso continuerò a dire che la poesia non è il mio campo. 

In questo caso la recensione è vecchiotta, è nelle prime pagine delle recensioni fatte su Anobii e mi è venuta in mente perché oggi, nel tardo pomeriggio ho avuto l’insana idea (perchè non avrò pace finchè non lo avrò finito, cosa da non fare quando sai di non avere molto tempo libero nei giorni seguenti!!) di aprire uno dei libri acquistati alla fiera “Più libri più liberi” di Roma. Il romanzo in questione è di Christa Wolf, recentemente scomparsa, e si chiama “La città degli angeli” edito da E/O. Leggendo queste pagine mi è saltata in mente l’atmosfera di queste poesie, e nel caso specifico l’atmosfera del secondo poema cui faccio riferimento in questa recensione…

Così ho deciso di postarvela. 
Buone letture a tutti, 
Simona


[..]A casa non mi aspettano brutte notizie
ne una tavola apparecchiata
a casa mi aspetta
il distacco.[..]


“Non so se era l’alba
o la sera
forse mezzanotte
non so.
tutte le finestre della mia vita
sono rientrate nella mia stanza[…]”
(da “Le finestre”)

Probabilmente non ci sono parole adeguate per descriverlo, in effetti, e’ difficile riassumere in una recensione lavori così differenti.
Il libro e’ composto di tre parti di cui la prima e composta di poesie sparse scritte in vari periodi (da cui ho tratto l’inizio di questa recensione) la seconda e la terza sono composte da due poemi “il treno delle 15.40” e “sinfonia di Mosca”. Il suo stile di scrittura tra il futurista e il post futurista in fondo è dato dall’esigenza di comunicare, anche visivamente sensazioni, colori e odori. E cosi’ parole che normalmente troveremmo amabilmente disposte fra quartine e terzine… vengono invece disposte intenzionalmente sparse per la pagina a sottolineare questa o quella immagine.
Nulla di paragonabile al futurismo marinettiano , meno pomposo e ricercato, ma risultato dall’esigenza di guidare il lettore evidenziando i punti per lui focali dei suoi scritti.

Probabilmente, a parte le poesie, sono particolarmente rimasta rapita proprio dai poemi che non conoscevo.
Il primo narra stazione per stazione un viaggio, a volte in modo confuso (stando su un treno che attraversa la Turchia pieno di gente che sale e scende e viaggia, non potrebbe essere altrimenti per il viaggiatore che osserva, sente e odora i propri compagni di vagone o di scompartimento!), parla di persone e dello scorrere del paesaggio; narra di uomini e donne che ora parlando a voce piena ora raccontando con gli occhi o con i gesti delle vicissitudini della propria vita.

Il secondo poema e’ ancor più opera magistrale, partendo da una prigione.. dove una radio manda in onda una sinfonia…. il poeta interpreta tutti i suoni e gli strumenti coinvolti dallo spartito e ad ognuno di essi affida il racconto delle storie o dei dolori delle terre lontane di Mosca e di coloro che l’hanno composta per chi invece ora, lontano da quei li ascolta e li interpreta per chi non sa leggere fra le note.

E così lasciata la musica e iniziate le visite ai prigionieri in una sala affollata vi capitera’ di sentire “[..]
Calmati, Osman, conosco la tua pena:
il tuo corpo è dietro le sbarre,
ma i tuoi pensieri vagano fuori.
Così sono fatti gli uomini: sono sempre scontenti.
Certuni vagano liberi, e i loro pensieri sono in carcere,
altri stanno dietro le sbarre, e i loro pensieri sono in libertà!”
[…]”


Testamento, monito e ricordo di chi come lui non e’ potuto morire nella sua patria natia.

Ripeto e’ un libro che e’ difficile da raccontare in poche parole, ma e’ da leggere….


Poesie
Nazim Hikmet
Newton Compton Editore, ed 1996
Collana “Grandi Tascabili Economici”
Prezzo circa 5,00€ (non l’ho sottomano sono ancora accampata da mia madre!)

– Posted using BlogPress from my iPad

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