[Dal libro che sto leggendo] Igiene dell’assassino

Immagine presa da qui


E’ veramente un piccolo pezzo di questo spettacolare romanzo dalle tinte un pochino noir. La scelta è voluta per vari motivi tra i quali spicca un’infinità di pezzi che sarebbero non solo da riportare ma da ripetere come una nenia ricordandosi perchè si legge, si scrive o si parla di libri e come lo si fa.
Poi c’e’ il fatto che questo libro è talmente piccolo da leggersi in un pomeriggio e quindi qualsiasi pezzo riporti potrei rischiare di anticipare qualcosa sui passi successivi della storia stessa.
Quindi, ammesso che il mio consiglio possa contar qualcosa sulle vostre decisioni di acquisto, questo è un libro da comprare, leggere e tenere nella propria biblioteca.
Tach è lo scrittore, che scopre che un tumore lo porterà alla morte che viene intervistato prima che questo possa accadere. 
Buone letture,
Simona 


[…]

[Tach] – Mi capita di pensare che tutte le vite si equivalgano. Di sicuro, non ho rimpianti. Se avessi di nuovo diciotto anni e lo stesso corpo ricomincerei, riprodurrei esattamente quello che ho vissuto, per quello che ho vissuto.

[Giornalista] – Scrivere non è vivere?

– Non sono nelle condizioni di rispondere a questa domanda. Non ho mai conosciuto altro.

– Ventidue romanzi sono già stati pubblicati, e a quanto mi dice ce ne saranno altri. Nella folla di personaggi che animano quest’opera immensa, ce n’e’ uno al quale lei assomiglia in modo particolare?

– Nessuno.

– Davvero? Le devo confessare una cosa: c’è uno dei suoi personaggi che mi sembra il suo sosia.

– Ah.

– Sì, il misterioso venditore di cera, in La crocifissione indolore.

– Lui? Che idea assurda.

– Le dirò anche il perché: quando è lui che parla, lei scrive sempre ‘crocifinzione’.

– E allora?

– Non si lascia abbindolare. Sa che è una finzione.

– Anche il lettore lo sa. Non mi assomiglia, comunque.

– E quella mania di fare calchi di cera dei volti dei crocifissi è lei, vero?

– Non ho mai fatto calchi dei crocefissi, glielo assicuro.

– Certo, ma è una metafora di quello che fa lei.

– Che ne sa delle metafore, giovanotto?

– Ma… quello che sanno tutti.

– Eccellente risposta. La gente non sa niente delle metafore. E’ una parola che vende bene, perché ha un portamento fiero. “Metafora”: l’ultimo degli ignoranti percepisce che viene dal greco. Una raffinatezza incredibile, queste etimologie fasulle – fasulle, veramente: quando si conosce la spaventosa polisemia della preposizione meta’ e le neutralità buona per tutte le stagioni del verbo phéro, fora’ significa qualunque cosa. D’altronde, a sentire l’uso che se ne fa, si arriva a conclusioni identiche. 

– Che intende dire?

– Esattamente quello che ho detto. Non mi esprimo per metafore, io.

– Ma i calchi di cera, allora?

– Quei calchi di cera sono calchi di cera, giovannotto.

– Adesso tocca a me essere deluso, signor Tach, perché se esclude ogni interpretazione metaforica, delle sue opere resta solo il cattivo gusto.

– C’è cattivo gusto e cattivo gusto […]


Igiene dell’assassino
Amélie Nothomb
Voland Editore, ed. 1997
Collana “Amazzoni”
Prezzo 13,00€

4 thoughts on “[Dal libro che sto leggendo] Igiene dell’assassino

  1. So che ha un qualcosa di eretico quel che sto per scrivere, ma essendo un'edizione ristampata da tanto tempo, credo che si possa trovare anche in versione usata;)
    Io l'ho acquistato a “Più libri più liberi” e al 25% di sconto, magari se hai una manifestazione del genere vicino conviene fare la lista della spesa!
    In qualsiasi modo tu decida di acquistarlo, sappi che non solo questa scrittrice è geniale, ma anche che questo libro è talmente ben curato in rilegatura, carta e stampa che durerà sicuramente ed è un ottimo investimento.
    Felice di leggerti anche qui oltre che sul tuo blog bellissimo,
    Simona;)

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  2. Si mi è piaciuto, questo è un libro che ho letto a Dicembre e che ho adorato, la storia è abbastanza arzigogolata e quindi all'inizio, quando l'ho finito, ho dovuto riflettere se fosse coerente. Alla fine ho concluso che è plausibile. Ma quello che ho adorato sono tutta una serie di esempi di sarcasmo tagliente riguardo il mondo della cultura e gli scrittori che leggendo ho pensato più di una volta che questa donna è geniale. Nessuno aveva osato tanto, almeno per quello che ho letto io. Certo lei usa una scusa differente, la butta in sarcasmo che è un facile espediente, ma lo ha scritto!!:))

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