[Dal libro che sto leggendo] A Mosca, a Mosca!


MGU-Mosca
Immagine presa da qui

Questo è proprio un assaggio di un libri la cui recensione è dello scorso anno e la trovate qui. Avevo dimenticato di segnalare un pezzo in questa categoria e così l’ho trovato ancora nella borda sei libri su cui devo ancora fnire la segnalazione sul blog. La borsa è piena, nonostante mi sembri sempre di leggere poco e l’unica regola perchè un libro esca da lì è che il suo spazio sia fra le recensioni e sia fra i [Dal libro…] sia stata completata.
Come detto a suo tempo, questo è un viaggio fra i ricordi di Serena Vitale e come avviene per questioni fisiche un pensiero, anzi meglio, lo scorrere dei ricordi è più intenso quando li si visualizza e rivive nella propria intimità. La vitale sceglie di fare questo giro fra i cassetti mentali che conservano questa sua esperienza che ha fortemente influito sul suo lavoro e di metterla per iscritto. Pertanto non è lo scrittore che si deve ingraziare il destinatario finale quando è quest’ultimo che deve essere presente e attento correndo dietro le divagazioni dell’autrice.
Da leggere,
buone letture,
Simona


A Mosca, a Mosca! Con tre compagne dell’università di Roma e una borsa di studio. Il 16 settembre 1967 ci insediamo nel convitto dell’Università Statale di Mosca (MGU, pronuncia: Emmgheù, con lugubre eco da upupa foscoliana), sulle Colline Lenin: il più alto dei sette autarchici grattacieli – più esattamente incroci fra gigantesche torte nuziali e piramidi azteche – voluti da Stalin, “il più grande architetto di tutti i popoli e paesi”, come orgogliosa risposta agli skyscrapes americani.. “Empire sovietico” (Roma antica e antica Russia, un tocco di gotico), l’Emmegheù occupa centosessantasette ettari nel luogo più alto di mosca, lì dove anche Napoleone si soffermò per ammirare la città che credeva definitivamente sua. Quarantamila tonnellate di cemento armato, centosettantacinque milioni di mattoni, ducentottantamila metri quadrati di ceramica: nessuno è mai riuscito a a contare le colonne, esterne, interne, funzionali o solo ornamentali. I ventiquattro piani dei quattro torrioni laterali ospitano i pensionati, come le tozze ali di raccordo con la torre centrale (duecentotrentasei metri, trentasei piani) sormontata da una guglia (cinquanta metri) su cui campeggia una stella (dodici tonnellate) dai riflessi dell’oro nell’abbraccio di due colossali spighe. Il “Tempio della scienza” possiede l’orologio, il barometro e il termometro più grandi del mondo; centoundici fra ascensori e montacarichi possono scarrozzare su e giù più di millecinquecento persone contemporaneamente. Per visitarne i cinquantamila locali bisognerebbe percorrere a piedi centocinquantaquattro chilometri…. L’Emmegheù, calcolai, poteva contenere metà della mia nativa Brindisi.[…] 

Il libro da cui è tratto:

A Mosca! A Mosca!
Serena Vitale
Mondadori Editore, ed. 2010
Collana “Scrittori Italiani”
Prezzo 19,00€

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