[Dal libro che sto leggendo] Bravi bambini

Immagine presa da qui

E’ il secondo dei tre libri (tradotti in italiano e disponibili sul mercato) di Tom Perrotta che l’anno scorso mi è capitato fra le mani e che ho divorato. Ho scelto di mettervi l’inizio perché in Perrotta è l’anticipo del tema dominante del libro anche se non è mai così evidente al lettore. In questo caso, si parla di insofferenze, ovvero quello status di quando si sa che non si sta bene ma non si ha il coraggio di fare quel che dovremmo, per cambiare la situazione. La storia è ben congegnata e il resto dei miei commenti in merito li troverete prossimamente nella recensione.
Buone letture,
Simona 


Mamma cattiva 
Le giovani madri stavano parlando della loro stanchezza. Era uno degli argomenti che preferivano, insieme alla abitudini alimentari, di sonno e di defecazione dei loro pargoletti, ai pregi di certi asili nido locali, e alla difficoltà di fare esercizio fisico con regolarità. Sorridendo cortesemente per mascherare un familiare senso di disperazione, Sarah ricordò a se stessa di dover ragionare da antropologa. “Sono una ricercatrice che studia il comportamento di noiose donne delle zone suburbane. Non sono una di loro”.
“L’altra sera Jerry e io abbiamo cominciato a guardare quel film con Jim Carrey, avete presente?”
Quella era Cheryl, madre di Christian, un robusto bambino di tre anni e mezzo che si aggirava per il parco giochi con l’arroganza di un campomafia, sparando ai bambini più piccoli con qualsiasi oggetto potesse plausibilmente fungere da pistola: una cannuccia, una banana mangiata a metà, persino una Barbie abbandonata nella sabbionaia. Sarah detestava quel bambino e le riusciva difficile guardare negli occhi la madre.
“Ace Ventura?” domandò Mary Ann, madre di Troy e Isabelle. “Non capisco proprio. Da quando in qua i peti fanno ridere?”
“Solo da quando è cominciata la vita umana sulla Terra” pensò Sarah, rimpiangendo di non avere il coraggio di dirlo ad alta voce. Mary Ann era una super mamma deprimente, una donna minuta e truccata in modo elaborato che portava vestiti da ginnastica in spandex, guidava un fuoristrada grande come un furgone dell’UPS e ascoltava canali radio di destra tutto il giorno. Nonostante i numerosi commenti buttati là da Sarah a dimostrazione del contrario, Mary Ann si rifiutava di credere che una madre potesse non condividere il suo entusiasmo per Rush Limbaugh o il suo disprezzo per Hillary Clinton. Ogni giorno Sarah andava ala parco giochi determinata a mettere le cose in chiaro e ogni giorno batteva in ritirata.
“Non Ace Ventura” disse Cheryl. “Quello con il poliziotto dalla doppia personalità”
“Io, Me & Irene” pensò Sarah impaziente. Dei fratelli Farrelly. Perchè le altre madri non si ricordavano mai un titolo, neppure di film che avevano visto, mentre lei registrava informazioni inutili su film che non si sarebbe mai sognata di guardare neppure se l’avessero tenuta prigioniera in aereo? Non che le capitasse mai di viaggiare in aereo.



Bravi bambini
Tom Perrotta
Rizzoli editore, ed 2004
Collana “Biblioteca Universale Rizzoli”
Prezzo 9,20€

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