[Dal libro che sto leggendo] Senza passare per Bagdad


Immagine presa da qui
Questa volta non è proprio l’inizio che vi riporto di seguito, ma, un capitoletto che viene un po’ più avanti. Questo libro è un piccolo gioiello della casa Voland che secondo me andrebbe letto solo perchè svela il mondo maschile come non fatto solo di pacche e calcio. Ci sono anche uomini che sanno dar valore all’amicizia non presa solo nel senso di “convivialità e gruppo” ma anche come sincero sentimento che non si vergogna di essere tale. In più parliamo di amici particolari non si scrivono ma tengono una corrispondenza per immagini. Già solo questo dovrebbe convincervi a non perderlo questo libro!
Buone letture, 
Simona

Ciò che unisce Alex e Jari è lo stesso segreto che lega un pescatore al suo porto: si nutre di arrivi e partenze, di paura a invidia, e riesce a ottenere stabilità solo nella lontananza. Un’amicizia che trova equilibrio a metà strada tra un “buon viaggio” e un “ben tornato”, che gode del perdersi e del ritrovarsi; un’amicizia i cui sentimenti si rincorrono senza davvero mai incrociarsi, come due linee quasi parallele.

Alex regge la busta gialla con le mani che gli tremano. Mentre prepara ala spedizione ne è convinto: sta vivendo uno dei momenti più importanti di sempre. Mai come oggi un banale inoltro postale gli ha messo tanta agitazione. E’ nervoso legge l’indirizzo da un post-it e cerca di scriverlo alla meno peggio sull’involucro.

In vecchio foglietto azzurro ha resistito per settimane solidamente appiccicato al frigorifero, in cucina. non si è mai mosso da quella posizione dalla sera in cui Jari ci ha annotato il proprio indirizzo, per poi abbracciare forte Alex, per l’ultima volta prima di partire. Un abbraccio che conteneva rabbia e passione.

Era il ventidue gennaio delduemiladieci. Venerdì.

oggi è il ventisei marzo, sempre del duemiladieci, sempre venerdì. E’ da un paio di mesi che Alex consulta quel post-it per spedire all’amico una busta in un luogo sperduto della Siria. Una busta contente una fotografia e nient’altro.

No lettere, biglietti del treno, ritagli di giornale.

Nemmeno diari di viaggio, scontrini o frasi da cartolina.

Una stampa e basta.

Alex trasferisce la curiosità e la malinconia  della distanza nella pressione da dare al dito per scattare. Legge racconti scritti al buio, e scrive storie da ripercorrere con le immagini. Tutto ciò che voglio dire a Jari, pensa, è stampato tra i contorni di questa foto. Il resto, lo legga tra gli accenni del nero e nel bianco.

Sono lettere, ma fatte di colori e ombre, diari privi di voce.

Sono lettere, ma hanno l’aspetto di una finestra. Da aprire con calma, allentandone i cardini con emozione.

Sono lettere ma senza lettere. O meglio, sono tutti racconti che possono essere scritti in ventiquattro millimetri per trentasei, una superficie sufficiente per incastrare chilometri di esperienze. In una fotografia.


Il libro da cui è tratto è:
Senza passare per Bagdad
Luigi Farrauto
Voland Editore, ed. 2011
Collana “Intrecci”
Prezzo 13,00€

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