[Dal libro che sto leggendo] Il nome giusto

Immagine presa da qui

In questo caso ho avuto un sacco di problemi a trovare il “pezzo” da segnalarvi, questo perchè ogni pezzo che avevo scelto anticipa qualcosa, sin dall’inizio. Quindi ho dovuto scegliere fra anticipare qualcosa oppure inserirvi solo l’inizio. Questo, è un libro tutto particolare e, già dal primo capitolo, si capisce che la maggior parte della trama di sviluppa su una serie di contraddizioni che qualificano rapporti materiali e immateriali, mischiandosi per restituire il quadro di “ciò che fu una vita”. Garufi sdogana, già da questo punto, un tabù non è “una fine” e nemmeno “un inizio” è uno “stato di fatto” e , contemporaneamente, per i vivi  è “il nulla”.
Al di là di questo, il raccontarsi è sempre un processo di revisione, revisione che si esplicita in questo caso sia attraverso gli affetti di una vita e sia attraverso i libri e l’arte. Un libro da leggere non soltanto per questo ma anche per la forte carica emotiva e di partecipazione che emana.
Buone letture,
Simoma


Capitolo primo

Finì così, con un referto autoptico di 73 parole e 567 battute. In quello stile neutro e gelido si compendiava la storia di un morto, la mia storia. Niente sentimenti, niente da interpretare, nessuna preoccupazione formale per eventuali cacofonia, ripetizioni, onomatopee. Un paziente come un altro, uno dei tanti che capitavano ogni giorno in ospedale. L’individuazione aveva a che fare solo col funzionamento degli organi, per cui risultavo essere politraumatizzato giunto all’osservazione in asistolia, al quale erano stati somministrati in ambulanza dei farmaci ef era stato praticato invano un massaggio cardiaco.

Seguiva l’esame obiettivo, che rilevava lo sfondamento della parte anteriore del torace, la midriasi fissa, l’assenza dei parametri vitali e del riflesso corneale. Quindi si effettuava un elettrocardiogramma, che confermava l’asistolia completa, e si decretava come causa di morte la rottura dell’aorta ascendente con spandimento emorragico cardiaco.

Tutto qui. Il resto, ciò che veniva taciuto della mia vita, riguardava sopratutto il riflesso corneale prima che si spegnesse: volti, paesaggi e situazioni immagazzinati negli anni.

L’ultima immagine da vivo impressa sulla mia retina fu quella di una corona di facce raccapricciate, il capannello dei curiosi che mi si accalcò intorno quando giacevo sull’asfalto della circonvallazione Trionfale. Ricordo di aver pensato che la prospettiva di quella scena era la stessa della Camera degli sposi del Mantegna; e infatti, sotto uno spicchio di cielo azzurro, tra quelle persone che mi circondavano sbucò un bambino con le lentiggini e i capelli rossi, che somigliava tanto a me alla sua età. Aveva un sorriso impaurito e indossava una maglietta bianca col disegno stilizzato di un tirannosauro. Fu allontanato subito da un tizio calvo cone le mani ossute e grinzose, lo stesso che poco prima mi aveva girato per accertarsi che fossi ancora vivo, mentre gli altri gli sconsigliavano di spostarmi.

Poi più niente, un silenzio oscuro, compatto, come nelle ultime parole attribuite a Federico II: post mortem nihil.

[…]


Il libro da cui è tratto questo prezzo è:

Il nome giusto
Sergio Garufi
Ponte delle Grazie Editore, ed. 2011
Collana “Romanzi”
Prezzo 16,00€

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