[Dal libro che sto leggendo] Stoner


Immagine presa qui


Era un po’ che non inserivo in questa sezione dal “Libro che sto leggendo” per davvero in questo momento, e quindi eccolo qui. Non c’è moltissimo rispetto ad altri che sono stati citati in passato, ma non c’e’ molto altro da leggere, nel senso che il libro si articola proprio nel lasso di tempo segnalato, senza alcuna situazione di rilievo e finirà come scritto senza un motivo scatenante a monte…ma nemmeno a valle. E’ un libro e una storia raccontata quasi a riempire le pagine. Dovevo capirlo dal fatto che in copertina, il nome dell’autore è riportato tutto in minuscolo…
Perché dell’immagine? Perché lo sto leggendo in un gruppo di lettura e probabilmente grazie alla loro scelta (io mi sono inserita all’ultimo) mi sono chiesta: “Ma vale la pena con tutti i libri che hanno qualcosa da dire, di soffermarsi su qualcosa che si racchiude in queste poche righe senza aggiungere null’altro al mio essere lettrice?”. Non mi sono ancora data una risposta definitiva anche se alcune frasi di una cara amica, qui, sembrano avere un senso quasi profetico anche se sono state pronunciate per tutt’altra tipologia di letture. Vi farò sapere se la storia migliora nelle ultime 100 pagine, anche se non sono così ottimista.


William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni.

Otto anni dopo al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla morte, nel 1956. non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i cuoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido. Quando morì, i colleghi donarono alla biblioteca dell’università un manoscritto medievale, in segno di ricordo. Il manoscritto si trova ancora oggi nella sezione di “Libri rari”, con la dedica: ” Donato alla Biblioteca dell’Università del Missouri in memoria di William Stoner, dipartimento di Inglese. I suoi colleghi”

Può capitare che qualche studente, imbattendosi nel suo nome, si chieda indolente che fosse, ma di rado la curiosità si spinge oltre la semplice domanda occasionale. I colleghi di Stoner, che da vivo non l’avevano stimato granché, oggi ne parlano raramente, per i più vecchi il suo nome è il monito della fine che attende tutti, per i più giovani è soltanto un suono, che non evoca alcun passato o identità particolare cui associare loro stessi e o le loro carriere.

Il libro da cui è tratto:


Stoner
john williams
Fazi Edidtore, ed 2012
Collana “Le strade”
Prezzo 17,50€ 



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