"Il libro è nudo", Franco Del Moro – Pensieri di una lettrice curiosa….


Immagine presa da qui
Mosè Bianchi “La lettrice”,1867


Ho comperato questo libro perchè stuzzicata da una recensione in video e precisamente quella di Luca Celea Gabriele che trovate qui. La questione è che, da qualche tempo a questa parte, sono molto incuriosita dal mondo che sta dietro la creazione di un libro, non tanto per questioni di lavoro ma perché più ci entro in contatto per caso e più, a volte, rimango stupita.

Con il libro di Lottman di cui vi ho messo un breve passaggio qui il punto della dissertazione è equidistante. Ovvero lo studioso si pone in mezzo ai vari attori della filiera (editore, libraio, marketing e lettori) per guardare il “mondo libro” da punti di vista non usuali sviscerando la questione in tante risposte ad altrettante domande. In questo caso, un editore (come è stato il caso di Ferri con “I ferri dell’editore” casa editrice E/O) si siede a tavolino e spiega il suo punto di vista.

Possiamo fare anche un piccolo confronto E/O è una casa medio-grande (sopratutto perchè opera su più paesi traendo vantaggio dall’essere nata come casa di traduzioni) Ellin Selae è una piccola casa editrice piemontese che ha anche una sua rivista. Nonostante i giudizi verso i grandi siano similari, in Ferri non c’e’ questa ansia di denigrare il “comparto”, cosa  che però è comprensibile nel caso di Moro. Non che abbia tutti i torti. Combattere in un mercato, imbibito come una spugna grondante di acqua, di milioni di titoli non è facile come, non lo è, attirare l’attenzione del cliente o vendergli un libro. Subentrano fattori come:
– incontrare il gusto della clientela;
– incontrare clientela che sia debitamente formata per quello specifico argomento;
– avere mezzi per la diffusione dell’informazione del proprio prodotto e mission e della propria disponibilità nel fornirlo in tempi adeguati;
e infine quello che poi decide tutto: “il prezzo giusto” che non è solo quello che l’editore valuta che sia da dare a quell’opera ma è quello che il cliente è disposto a pagare che diviene basilare. Se il lettore sente puzza d’imbroglio non farà uscire dalle sue tasche 20-30€ per un libro che non sia interessante e sopratutto non rischia tale prezzo su un nuovo autore, anche se osannato, perché la fregatura può essere dietro l’angolo e perché uno sconosciuto è difficile da rivendere anche a metà prezzo.

Triste? Abbastanza, ma è il mercato. Che ci possa piacere o no, viviamo nel villaggio globale da parecchio e il villaggio globale ha i suoi pro e i suoi contro, che saltano all’occhio per tutto lo scorrere del libro e si evidenziano anche tutte le contraddizioni in cui l’autore sembra cadere. Quella più simpatica è la contestazione, ai libri della collana de “I Miti” della Mondadori, di avere in fondo una pagina da ritagliare e spedire all’editore…e indovinate cosa c’e’ in fondo a questo libro che è di Nuovi Equilibri?

Certo, non è un questionario di gradimento da ritagliare, ma come ci sono persone che non ritaglierebbero mai una pagina di un libro, ce ne sono altrettante che non ci penserebbero due volte a strappare questa pagina e a mandarla all’editore! Altra cosa che mi ha fatto sorridere è che sebbene ad inizio libro questo editore ci tenga a dire che vendere libri non è come vendere prodotti come gomme della macchina o formaggi, nelle valutazioni successive, i suoi confronti e le sue domande fanno proprio pensare che i suoi dubbi si fissino sulla difficoltà di vendere i libri come prodotti di qualsiasi altro tipo. Quest’ultima visione è quella più pruriginosa per il settore editoriale, perché troppo bieca e bassa, ma in fondo reale perché tutte le case editrici non vivono di aria ma di vil denaro. Così se la qualità delle case editrici si è abbassata e questo lo dico da un po’ (Quando la legge non è uguale per tutti) di contro i lettori hanno deciso di scegliere il “meno peggio” e scelgono prezzi più bassi, come fanno oggi facendo la spesa scegliendo di andare in un discount invece che in un supermercato normale o di andare dal singolo commerciante. Ma questa non è una situazione di oggi, ma che ora si è aggravata in maniera definitiva.

Tra il serio e il faceto Moro attraversa una parte della sua vita, raccontando dei suoi dilemmi nel rapportarsi con altri editori, con i librai e anche con i lettori ma non è decisivo e incisivo nelle sue riflessioni che rimangono parziali perché affidate al giudizio di chi vede solo dal suo punto di vista. E se rimane condivisibile il suo giudizio sul mondo giornalistico le motivazioni che adduce per i lettori sono sempre le stesse che oggi ci sentiamo ripetere “leggiamo roba commerciale perché ci facciamo volutamente del male”. Oramai a questa affermazione mi sono talmente abituata da non farci quasi più caso anche se so che le cose che mi sono capitate per le mani spesso non lo sono.

In sostanza, il libro è da leggere (chiaramente se lo trovate è del 2000). Non è un libro diffusissimo di cui e su cui si è parlato probabilmente per questa sulla fallibilità di prendere sul personale ( ed è difficile farlo nella sua situazione) un lavoro che, invece, deve essere preso con altri presupposti, pertanto anche il lettore, accompagnato per mano nei meandri dei “gironi dell’editoria” si sentirà un prossimo abitante di quei luoghi inospitali. Diciamo che mi aspettavo di più viste anche le premesse in calce al libro stesso, ma confido nell’altro titolo che Luca cita per risollevare la situazione. Però, in fondo prima del famoso questionario in foto, ha una bibliografia interessante per chi si interessa dell’argomento e assolutamente da non perdere!

Buone letture,
Simona


Il libro è nudo
Rivelazioni letterarie ai lettori che non sanno
Franco Del Moro
Nuovi Equilibri Edizioni, ed. 2000
Collana “Eretica”
Prezzo 2,30€ (all”epoca costava 7.000£)



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