[Dal libro che sto leggendo] Nomi, cognomi e infami

Immagine presa da qui


A volte ho un ritmo di lettura molto serrato sono capace di finire un libro e avere il successivo praticamente pronto da aprire. Poi, quando mi arriva in mano un libro sulle mafie, mi dico che in fondo dovrei considerarlo un testo come gli altri e che a lui posso dedicare un “tempo” stabilito e che con quello nuovo sarà diverso e io sarò veloce. E invece, ogni volta che me ne capita in mano uno, scopro che questo genere di libri, se scritti da chi ha qualcosa da dire veramente, non possono avere tempi stabiliti perchè capaci di inserire volta alle storie conosciute sempre nuovi particolari e nuove riflessioni. E così nonostante non sia un tomo questo libro l’ho in mano da due settimane, ma fatico a leggerne più di un capitolo per volta proprio perchè questo libro è configurato in maniera da lasciarmi riflettere e guardare in maniera diversa ciò che mi circonda quando alzo gli occhi dalle parole scritte.

Questo pezzo è uno dei tanti spettacolari momenti di narrazione che si alternano ma mano, dove la paura, quella dei buoni che sono “costretti” a regimi restrittivi perchè vigilati, “E’ un re nudo” e dove la comunicazione che verrai messo sotto scorta è un’informazione che ti fa riflettere al bar “pensando o malpensado” che qualcuno che non sai chi è ti osserva o che lo fa anche quando lavori instillandoti un “tarlo”, che automaticamente ti separa dai tuoi simili. Questo è Giulio Cavalli che, con un fare ora teatrale e ora semplice, anticipa i monologhi del suo spettacolo con delle ricche introduzioni fatte per spiegare gli antefatti, da dove nascono le sue parole. E quella che vi riporto è la “fiaba per non dormire” su una storia che ha toccato tutti, la morte di Borsellino un uomo che per mezza giornata pure mezza festiva “sperava di non essere un eroe, ma un figlio al citofono”. E’ volutamente un assaggio,trascrivere tutto il pezzo magari vi commuoverebbe come ha fatto con me oggi (ieri), ma non vi spingerebbe a leggere le altre “brutte favole” che il genere umano italico ha permesso che venissero create nell’indifferenza completa.
Buone letture, 
Simona


Ecco Leonardo,

questa sera per non addormentarsi mi viene con un nodo di raccontarti una storia, Una storia di quelle che non dormono, una storia che a guardarla di fretta, di passaggio, o da lontano ha la gonna della favola per un giro beffardo di sensi unici del rione del destino. Una favola con i buoni, un re, una guerra e addirittura un castello. Una Favola con tutti i trucchi  e gli ombretti per finire dritta nei libri rilegati di azzurro e di rosa, sullo scaffale del conforto e della buona notte. E’ che succede, caro Leonardo, che una mattina, sarà che c’era un umido che gocciolava tra le ossa, l’onestà e il cuore, o sarà stato che era una mattina che si era acceso a tutti il diritto di rivendicare un dubbio, un punto di domanda. Un punto di domanda che si stiracchia appena nato e morde il guscio. Un punto di domanda che è andato a riprendersi un libro, il libro della storia con i buoni, con i re, con la guerra e addirittura il castello. Ma una favola da rendere, restituire perchè ce l’hanno venduta scassata: ci hanno venduto una favola in cui mancano i cattivi.

Prima c’e’ un buco: un buco e Palermo che gocciola tutto intorno. Dentro il buco c’e’ una fetta di mondo. C’è un figlio che è a un mezzo centimetro dal primo ciao di oggi per sua madre. C’è Emanuela, Vincenzo, Claudio, Agostino ed eddy che anche oggi sono a misurarsi per un mestiere con la pistola in tasca al posto delle ali. C’è quell’alone  sempre stonato e che sa di metallo di costringersi a illudersi  che si possa veramente, anche per oggi, almeno per mezz’ora pure mezza festiva, si possa veramente, non essere un nemico, non essere un eroe, essere un figlio attaccato al citofono. […]

Il libro da cui è tratto è:


Nomi, cognomi e infami 
Giulio Cavalli
Edizioni Ambiente, ed 2010
Collana “Verdenero”
Prezzo 16,00€

Giulio Cavalli ha un suo sito che trovate qui: http://www.giuliocavalli.net/


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