"Io, Nojoud, dieci anni, divorziata", Nojoud Ali – La saggezza delle donne…

Immagine presa da qui

La saggezza è un punto di vista sulle cose. 
Marcel Proust

Si pensa che la saggezza sia un qualcosa che si acquisisce in tarda età. E in effetti non è sempre così. Proust asseriva infatti, nell’aforisma sopra citato, che corrispondeva ad avere un punto di vista. Anche Nojoud potrebbe essere individuata come “saggia” e rientrerebbe nella categoria indicata da Proust, perché un punto di vista lo ha, anche a 10 anni, ed è stata talmente determinata da ottenere quello che voleva andando anche oltre, comprendendo che la sua storia avrebbe aiutato anche altre bambine, nonlesinando con nessuno il racconto delle sue peripezie.

Torniamo un po’ indietro nel tempo, siamo nel 2008 e  nello Yemen, nazione che vorrebbe essere moderna ma a causa della forte povertà e del grande analfabetismo nonché delle tradizioni mai evolute secondo i tempi, non riesce ad uscire da un profondo stato di arretratezza. Povertà, ignoranza e cieca sottomissione a regole che non si comprendono ma che si seguono “perchè s’e’ sempre fatto così” sono fattori sociali determinanti per la resistenza al nuovo; la società si spacca e da un lato ci sono coloro che si possono permettere tutto e quindi possono vedere al di là del muro della tradizione e dell’oscurantismo e quelli che non sanno nemmeno se domani mangeranno che si rifugiano in regole tramandate dai posteri quasi sperando che i tempi passati, che vengono individuati come migliori, ritornino presto a salvarli. E’ qui che è nata e vive Nojoud. Una bimba come tante altre, gioca, vorrebbe studiare, le piace correre e anche guardare le vetrine. Vorrebbe anche andare a scuola, ma per le donne c’e’ l’insensata regola che non serve che studino ma che si sposino. Non è detto che la tradizione non abbia nulla da insegnare, il problema è che se la tradizione viene supinamente riportata nel tempo da chi non conosce il “perché” determinati atteggiamenti sono stati seguiti nei secoli, la tradizione non ha ragione di esistere, anzi diventa altro. Così le donne diventano vittime dei loro mariti, che diventano aguzzini -perché s’e’ sempre fatto così!- e imparano la lezione deviata, se ti sei sposata a 9 o 10 anni ed è tuo padre ad averti data in sposa, allora questo è giusto ed è la normalità.

Il punto di vista di Nojoud sulla questione è invece un altro:”Va bene che Maometto aveva delle mogli giovani, ma mio padre dovrebbe accorgersi che i tempi sono cambiati!”. E così quando a 10 anni viene data in moglie ad un trentenne in cambio di una cospicua dote si ribella. Violentata, malmenata, quasi schiavizzata da marito e suocera, diventa grande prima del tempo. E le tessere del puzzle che cercano di far luce su quello che la sorella maggiore ha già passato prima di lei e che è tabù da non ricordare in famiglia, diventano improvvisamente chiare anche nella sua mente di bambina.
E tutto come detto si avvera e si ripete solo per ignoranza, che vede il gesto di svendere la propria figlia come un fatto di “onore per un uomo” o in quello di violentare una ragazzina come “il rispetto dei patti matrimoniali”, per povertà perché avendo dei soldi in cambio si pensa che i figli maschi potranno fare matrimoni più favorevoli e per tradizione che tutto sembra giustificare semplicemente cambiando quasi solo il modo di leggere le regole. Ma Nojoud non ci sta, lei vuole andare a scuola, vuole diventare grande e vuole qualcosa di differente per la sua vita e così scappa, arriva a quello che per lei è l’unico luogo dove può aver ragione del suo punto di vista, il tribunale, e la fortuna la mette in mano a giudici che hanno una coscienza. Fortuna perché in paesi così retrogradi, non sempre lo stato ha voglia di contrastare lo stato di fatto, anzi a volte è più conveniente continuare a coltivare l’ignoranza. Nojoud vuole il divorzio che è parola quasi troppo grande per lei, non sa  esattamente che implica e nemmeno come l’otterrà ma, con la stessa caparbietà dei bambini che cercano di comprendere il mondo attraverso milioni di “perché” rivolti agli adulti, non si arrende e pretende la sua giustizia.

L’otterrà, ma la lezione di questa storia non sta nel come si risolve bensì in quello che genera, ovvero l’odio per il matrimonio e un’avversione preconfezionata verso quel gesto d’amore che spinge a due persone a congiungersi anche fisicamente. Sono solchi di dolore aperti nel suo intimo che non si rimargineranno mai, ma nonostante questo Nojoud, che sa che ci sono altre bambine nella sua stessa condizione, non si risparmia e ignorando il malcelato dissenso familiare e della comunità i cui vive continua ostinatamente a raccontare la sua storia a chiunque gliela chieda.

Leggere pertanto questo libro, per le donne, è non solo un gesto fatto per non dimenticare e per impedire che si ripeta ma è anche un gesto d’amore verso se stesse e per gli uomini una lezione impartita da una fanciulla che ha dimostrato più saggezza degli adulti che la circondano. Comprendere che non si è sole, per le donne che adulte o bambine vivono situazioni come queste di maltrattamenti e riduzione in schiavitù mentale o fisica, è cosa basilare perché il primo sintomo dello stato deviato in cui vivono, quando queste situazioni si creano, è proprio il silenzio e la discrezione malata, nonché l’isolamento. Quindi, pensare di leggere o regalare questo libro a chi sappiamo o pensiamo possa vivere in questa condizione può essere sempre una cosa buona. E se siamo fortunate tanto da non vivere in quelle condizioni possiamo, in queste righe, trovare la forza di capire che non serve poi molto per finire in condizioni similari e che per chi la vive non è sempre così facile parlarne. saremo altresì più consapevoli dalla fortuna che ci circonda e forse anche più felici di condividerla con chi ne ha di meno. 

E’ una ristampa di Piemme di un’edizione precedente, non mi ricordo quale casa editrice precedente, ma è un libro da comprare, non in ebook qualora vi fosse un’edizione digitale; deve essere presente nella nostra libreria e l’immagine di copertina deve ricordare fisicamente alle donne che non siamo solo madri, sorelle, spose o amiche ma soprattutto esseri umani pensanti e che abbiamo dei sentimenti e soprattutto che possiamo anche fare la differenza, nonostante qualcuno a volte, per oscurantismo religioso o convinzione ignorante sostenga il contrario. E’ così che la storia di Nojoud rimarrà nelle nostre menti e nei nostri cuori come monito di quanto dovremmo amarci da sole tutti i giorni solo per quello che siamo.

Buone letture,
Simona


Io, Nojoud, dieci anni, divorziata
Il riscatto di una bambina che ha sfidato la legge degli uomini
Nojoud Ali
Edizioni Piemme, ed 2010
Collana “Oro Piemme”
Prezzo 6,50€


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