[Dal libro che sto leggendo] L’ultima seduzione di Francesco Orlando

Sono cosciente che suggerire un libro di critica, d’estate, con il caldo potrebbe sembrare pedante, ma un motivo specifico c’e’. Per chi, come me, finisce un libro ed entra velocemente in un altro, a volte, serve un rinnovamento e un confronto; si crea una situazione strana quando passi da un argomento all’altro perché, ad un certo punto, hai davanti i libri da recensire e sai che ci sono milioni di bellissime motivazioni per le quali la gente dovrebbe leggerli, ma sai anche che non hai le parole per descrivere quello che secondo te è importante, magari in forma incisiva o anche visionaria. Leggere un saggio d’inverno è facile come d’estate, ma in quest’ultima stagione è anche possibile trovare momenti di silenzio per poter concedere un’attenzione diversa a questi testi.
Testi che, dovrebbero essere alla base della lettura non solo dei semplici lettori ma anche degli aspiranti scrittori. Molti bistrattano questa pratica, che invece servirebbe loro per poter capire e dinamiche della scrittura e dell’analisi morfologica del testo. Orlando è stato allievo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e per lui appuntò a mano e fece a stesura finale de “Il gattopardo”. Critico molto conosciuto in questo libro, che è una raccolta di contributi per una conferenza organizzata a Palermo, si presenta in veste di autore di un libro scritto da giovane e poi rimaneggiato una vita prima di consegnarlo all’immortalità come “La doppia seduzione”. 

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Ero alla fine del liceo, o forse agli inizi dell’università, e Orlando era stato invitato a Palermo, a tenere una conferenza presso la Fondazione Palumbo. Orlando parlava di Proust. Non ricordo tutto, ma ricordo vividamente il suo commento su un passo della Recherche in cui viene descritta la pioggia. Proust, osservava Orlando, non dice “aveva cominciato a piovere”, ma descrive a lungo e con precisione un po’ visionaria gli affetti sonori, visivi, olfattivi della prima gocce sui vetri e riesce a creare nel lettore uno stato d’attesa talmente intenso, che il lettore ha quasi un moto di sorpresa quando alla fine di questo lungo paragrafo il narratore annota: “Era venuta giù la pioggia”. Questo, diceva Orlando, è quello che fa la letteratura, o almeno quella riuscita. Raccontare il mondo, quello naturale e quello interiore, con una intensità che generalmente alle nostre facoltà percettive è negata.

Simona Corso


Questo pezzo è tratto da:

L’ultima seduzione
Francesco Orlando
Interventi di Mariolina Bettini, Simona corso, Gioacchino Lanza Tomasi, Salvatore Nicosia, Francesco Orlando
:DuePunti Editore, ed 2011
Collana “Dossier”
Prezzo 10,00€

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