[Dal libro che sto leggendo] Il libro è nudo

Immagine presa da qui
Di questo libro vi avevo già parlato nella sua recensione e mi ero ripromessa di mettervi questo passo del capitolo introduttivo. Questo perché, nonostante le conclusioni a cui sono arrivata nella recensione ( che trovare qui: Il libro è nudo ), alcuni concetti di base, se presi al netto degli adattamenti dello scrittore-editore, sono a mio avviso validi. Intanto non bisogna generalizzare, non tutti i giornalisti o gli scrittori o gli operatori del settore corrispondono alla descrizione che qui segue e quindi bisogna saper distinguere. Il dovere del lettore è di non prendere come “la manna che cade dal cielo qualsiasi considerazione” del primo che passa, non lo faremmo con qualcuno che ci ferma per strada raccontandoci che gli alieni hanno organizzato un festival all’Eur per organizzare “incontri ravvicinati” perché dovremmo agire diversamente con gli scrittori o i giornalisti? Franco Del Moro però tira fuori la chiave di volta per la quale in molti casi questo avviene ed è: la “rispettabilità”.

Se ho scritto un libro o un articolo di giornale quindi qualcuno, o io stesso, ho pubblicato un libro con il mio nome allora sono “uno che vale”, che è da ascoltare. E’ questo è il problema, ed è un problema grosso. Perché in Italia non si legge non perché non si acquistano libri fisici bensì perché si legge quello che qualcun altro vuole che noi leggiamo; mi spiego meglio, se ci dicono che questo o quel libro parla di una rivoluzione e magari la rivoluzione è scenario e non parte integrante della storia, molti lettori diranno di aver letto della rivoluzione. Così, per esempio, è avvenuto in un libro che si chiama “Caina” di Davide Morganti il cui cuore è il rapporto di due donne, madre e figlia, e che molti giornalisti hanno superficialmente scambiato per un “libro di camorra”. Di casi come questi ce ne sono a bizzeffe.

Questo libro mi è venuto in mente l’altro giorno mentre ascoltavo una strenua difesa del “ruolo del critico” su Fahrenheit di Gilda Policastro che pubblicizzava il suo nuovo libro “Polemiche letterarie. Dal “Nuovissimo”al Lit-blog” (Carocci Editore, 18,00€) di cui vi parlerò quando l’avrò letto anche se la “presentazione” non è il forte di questa autrice. Mentre lei parlava, mi scorrevano davanti agli occhi alcune affermazioni di Dal Moro e così, visto che non l’avevo ancora fatto, vi ho inserito un piccolo assaggio…
Buone letture,
Simona  

Alcune sbigottite osservazioni di un anziano scrittore intorno a a questo libro 

Ora vi spiego perché questo libro non farà molto parlare di sé… 

Esiste una quantità impressionante di persone che vogliono entrare nel mondo dei libri dalla porta principale, ovvero come scrittori, senza nulla conoscere della natura di quel mondo.

Tuttavia la colpa non è soltanto loro, ma è da attribuirsi anche a quel grosso congegno basato sulla menzogna e sul falso ideologico che è l’industria della comunicazione di massa i cui capitani, i Grandi Parolai del Paese, si sostengono e si difendono fra di loro.

Da qui nasce l’illusione che il mondo letterario sia costituito da persone degne di rispetto, serie, impegnate e dall’intelligenza superiore alla media…

Tuttavia chi ha avuto a che fare anche solo occasionalmente con i cosiddetti “operatori culturali” italiani sa che di illusione, appunto, si tratta.

In questo “diario militante” c’e’ una grande quantità di rivelazioni che normalmente queste persone tengono nascoste, negano, rifiutano di ammettere. 

Questo libro vi dimostrerà inequivocabilmente che librai, scrittori, editori e intellettuali di ogni sorta sono per lo più gente tronfia, narcisa, ipocrita e, sovente, ottusa.

Costoro cospirano in forma più o meno consapevole per abbassare il quoziente di intelligenza dell’intera nazione, adeguandolo al loro, in modo da dover meno faticare per mantenere il loro potere e continuare ad arricchirsi.

Giacché questo libro, oltre a essere stato scritto seguendo fedelmente il consiglio che George Bernard Shaw dava agli scrittori (“se non dite le cose in modo irritante nessuno vi starà a sentire”), contiene queste e altre verità, è facile intuire perché nessuno “nell’ambiente” si darà un gran da fare per divulgare la notizia della sua esistenza… 

L’Italia è un paese i cui abitanti sono in continua contraddizione con sé stessi. La maggior parte delle persone ad esempio ha una bassissima opinione dei giornalisti, eppure moltissimi vorrebbero fare i giornalisti; la maggior parte delle persone legge poco o niente eppure moltissimi vorrebbero fare gli scrittori…

Perché avviene questo? Cosa cercano realmente queste persone? Io non sono un sociologo ma invecchiando credo di averlo capito: cercano la strada meno faticosa per acquisire prestigio e potere, perché oramai tutti sanno che in queste due professioni i privilegi non sono direttamente proporzionali al talento: si può diventare giornalisti influenti come anche famosi scrittori pur essendo individui di media cultura e media intelligenza. Un tempo non era così, ma oggi occorre riconoscere che questa è la realtà.

[…]



Il libro è nudo
Rivelazioni sul mondo letterario ai lettori che non sanno
Franco Del Moro
Nuovi Equilibri Edizioni, ed. 2000
Collana “Eretica”
Prezzo 7, 23€ (prezzo Libraccio 3,62€)


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