[Dal libro che sto leggendo] l’Uomo nero ha gli occhi azzurri

Le protagoniste di questo libro, Barbara e Nunzia.
Immagine presa da qui

Questa è una storia che ha radici lontane, comincia infatti il 3 luglio 1983. In uno spiazzo che accoglie il letto di un piccolo fiumiciattolo, vengono trovati due corpicini, semicarbonizzati. Non è una storia inventata ma è una storia reale, dove la realtà supera ogni possibile fantasia. La sera prima del ritrovamento, due bimbe scompaiono misteriosamente un attimo erano lì a giocare e l’attimo dopo no c’erano più. Ci furono delle indagini e furono messi agli arresti tre giovani che subirono i tre gradi di processo e furono condannati. E allora qual’e’ il problema vi domanderete? Il problema è che tutti gli indizi ci dicono che non sono colpevoli e che sono state volutamente messe da parte tutta una serie di considerazioni, prove e dimostrazioni che attestano che proprio loro non possono essere stati. Ma servivano dei colpevoli perché, non solo non si può dare una risposta forte alla comunità colpita nel proprio intimo più caro – ovvero i figli- ma, soprattutto, perché questo caso balzò agli onori della cronaca e quelle due bambine improvvisamente divennero le figli di ogni italiano che domandava giustizia. L’indizio più grande che i tre, che vennero soprannominati i “Mostri di Ponticelli” sono innocenti? Che sono ancora vivi, ma la spiegazione di questa affermazione dovete cercarla nel libro che esce alla vigilia della richiesta di revisione del processo.
Buone letture,
Simona



Prologo

Roma, 9 Dicembre 2010
Da quel passato oscuro mi separano ventisette anni, cinque mesi e sei giorni.

Arrivo a Roma nella tarda mattinata.

Alla stazione c’è Andrea che mi aspetta

E’ uno dei due avvocati che hanno seguito questa assurda faccenda nell’ultimo decennio.

Ci siamo dapprima sentiti al telefono, poi l’accordo su come, dove e quando incontrarci.

Passano pochi giorni e sono da lui.

La stazione Termini è affollata dalla solita varia umanità e la mia città – con tutto il suo dolore – sembra lontana anni luce da lì.

Ci immettiamo sulla Nomentana, lunga striscia d’asfalto che mi pare interminabile mentre la percorriamo in auto. Cominciamo a parlare.

Comincia il racconto.

Lo scambio di opinioni.

“Come ti è venuta questa idea?”

Già. Come mi è venuta?

Me lo chiedo da quando avevo 11 anni.

Paradossalmente la stessa età di Nunzia.

Il ricordo è confuso.

Poco nitido.

Faceva caldo però.

Molto caldo.

Quello lo rammento.

Chissà perché, in fondo, i ricordi di quando si era bambini riaffiorano meglio di quelli recenti.

La sensazione è di afissia.

Poi quelle immagini.

La folla inferocita di quei piccoli paesi del salernitano ( che poi saprò essere Bellosguardo, castelcivita e Postiglione. Era lì che erano stati confinati i “mostri”.

Già.

Così li chiamavano.

Quelle facce, le loro facce, però non mi hanno mai convinto.

Ero solo una bambina, ma dentro di me m’interrogavo:” Perché sono accusati? Sono davvero loro i colpevoli? Perché tutti li vogliono morti?”

Il libro di cui si parla è:

l’Uomo nero ha gli occhi azzurri.
la storia di Nunzi e Barbara
Giuliana Covella
Guida Editore, ed. 2012
Collana “Focus”
Prezzo 11,00€

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