"L’inconfondibile tristezza della torta al limone", Aimee Bender – Quando è tutta una questione di strati…

Immagine presa da qui
Non è una torta a limone, l’autrice forse mi perdonerà, ma la trovo rappresentativa, quanto la copertina scelta da Minimum Fax e il titolo, della bella trama del libro di cui parliamo oggi perché, questo lavoro, è una minuziosa sovrapposizione di strati, dalle epoche che caratterizzano la vita ai sapori delle pietanze che si mangiano giorno per giorno fino ad arrivare alla sovrapposizione di esperienze che si fanno conoscendo nuove persone o riscoprendo quelle che si conoscono già e via dicendo. E’ veramente una torta a strati con sapori differenti e avulsa da quelle torte che oggi associamo allo stile americano che vengono coperte da quegli strati di zucchero, che ne nascondono particolarità e imperfezioni che le rendono perfette nel gusto, regalando però al tutto quell’effetto di eleganza ordinata visiva che tutto uniforma e che altrettanto appiattisce. Ecco questo libro non ha affatto coperture di zucchero. E’ un dolce un po’ crepato in superficie e non ha quello strato superiore piatto e perfetto quasi fosse stato livellato con l’aiuto di una livella. E’ un dolce fatto in casa, con amore, e a cui, proprio per dargli un aspetto più bello, è stato messo più di uno strato di un riempimento. Non serve altro, il resto lo farà il gusto.

E dietro una copertina di tutto rispetto, curata fino alla scelta dei colori, si nasconde la dolcezza della torta raffigurata e l’asprezza di due toni differenti quella del verde lime che fa da sfondo, più pungente, e quella gialla limone (quarta di copertina), meno intensa nella sua acidità. Devo ammettere di essermi chiesta se veramente coloro che hanno fatto questa scelta cromatica l’abbiano intesa come ho fatto io. Comunque, parlando strettamente della storia, si racconta della tipica famiglia americana, padre madre e due figli maschio e femmina, classica casa in un agglomerato tipico per le famiglie. Scuola incombenze, insoddisfazioni tipiche da casalinga e silenzi altrettanto tipici dei rapporti familiari. Quello che differenzia questo lavoro da quelli del genere di riferimento risiede nella scelta narrativa dell’autrice di concentrarsi su quel che non si vede e non su quel che ci immagineremmo di leggere. L’attimo in cui la figlia minore, un giorno di ritorno da scuola, mentre assapora la torta al limone fattale dalla madre, improvvisamente sente che quel che mangia si trasforma in emozioni che non sono sue, bensì quelle di chi ha cucinato la pietanza è il momento che da l’inizio alla stratificazione delle emozioni. E’ una scelta narrativa alquanto bizzarra ma la storia sembra staccarsi dalle mani della sua autrice che detta le situazioni che però vengono riempite dai sapori conditi dalle emozioni di chi le ha preparate e questa dualità ci accompagnerà fino alla fine della storia ad un finale per nulla scontato.

E’ una scoperta terribile quella di poter capire qualcuno attraverso qualcosa che fa, e che sopratutto fa per noi. Non tanto perché toglie la magia di una scoperta fatta nel tempo, quanto perché ci metterebbe in uno stato di presenza continua nell’intimità di chi ci circonda. Ci sono infatti momenti in cui le emozioni ci sorprendono e non sono sempre motivate ma sono attimi privati e tali devono rimanere anche perché nemmeno noi sapremmo darne conto a chi ci vuole bene. In più il momento in cui a questa ragazzina, si apre il mondo delle emozioni altrui segna la chiusura anticipata della sua infanzia. La comprensione che il mondo, che fino ad allora, era popolato di spensieratezza e di normalità diviene improvvisamente pieno di migliaia di declinazioni di emozioni vecchie e nuove che come nei gusti degli ingredienti delle varie pietanze hanno effetti diversificati a seconda delle associazioni far loro o della preparazione o cottura. E anche questo fattore si contrappone al dualismo precedente, ma la confusione del lettore viene risparmiata proprio grazie al fatto che i tre grandi strati appartengono per consistenza tutti allo stesso argomento e, potremmo dire, alla stessa torta.
Oltretutto, quel che si racconta qui, ovvero questa “scoperta” della nostra piccola protagonista, è un po’ quello che tutti i genitori, anche quelli della storia, vorrebbero risparmiare il più possibile ai propri figli cercando il più possibile di rendere loro il mondo ovattato il più a lungo possibile. Ma non so quanto questo demandare possa effettivamente essere efficace anche se, in cuor mio, farei la stessa scelta. Questo perché questo stacco corrisponde ad una nuova fase della vita, un po’ come una rinascita sensoriale ed emozionale. E’ un punto di profonda rottura con il passato innocente e inizia una nuova vita, più consapevole e magari spesso non piacevole, ma è una rinascita che ci permette di andare oltre noi stessi e diventare delle persone definite, diverse dalle altre proprio grazie alle stratificazioni, leggi esperienze,  accumulate fino a quel momento dalla vita di ognuno. Un po’ come i cerchi delle sezioni degli alberi.

E’ in questo continuo depositare strati che le emozioni e gli amori, gli affetti che vanno e che vengono ci rendono più forti e aggiungono nuovi strati e nuovi sapori, proprio come avviene in questo romanzo, dove le persone si nascondono e si scoprono e non è necessario che ci sia comunicato più di tanto su quel che non vediamo, perché il punto non è la scoperta di quel che succede ma il sapore dell’emozione che si prova. E’ un romanzo affascinante proprio per questa sua resa attraverso delle parole di tutti questi sapori dolci, salati e ora acidi del sapore delle emozioni. E la stratificazione che in parte è causale a seconda di quel che avviene nella vita cucinata con le nostre scelte e le nostre soluzione a decretare il successo o l’insuccesso della torta che rappresenta la nostra vita e il condimenti di quella di chi vive o che entra in contatto con noi casualmente. E’ una prova d’autore contemporanea quanto basta a riuscire a raccontare il mondo di oggi nei cambiamenti nelle sue fondamenta, la famiglia, e, al contempo, a lasciare quel sapore retrò che tanto ci piace che è tipicamente americano. Una storia leggera e allo stesso tempo profonda che scorre agilmente fra le pagine e nelle nostre mani rimanendo a mio avviso intramontabile e godibile nonostante le varie mode del momento.

Buone letture,
Simona

L’inconfondibile tristezza della torta al limone
Aimee Bender
Minimum Fax Editore, ed 2011
Collana “I sotterranei”
Prezzo 16,50€   

Immagine di LettureSconclusionate

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