[Dal libro che sto leggendo] Vertigo

Immagine presa da qui

Di questo libro già vi avevo parlato in questa recensione, ma ho ritenuto carino postare il primo capitolo per farvi scendere in questa storia da toni del giallo. Lo trovo proprio un bel libro per chi ama il genere ed è anche relativamente recente perchè è uscito il 4 Luglio scorso. La trama è semplice e differente dagli impianti tradizionali. Qui il problema non è solo individuare chi ha commesso il delitto iniziale, ma chi lo copre e capire cosa fare. Ahmed di cui leggete in questo pezzo è il fotografo che si trova, suo malgrado, coinvolto in questa storia. Vive a metà tra il mondo tradizionale cui è attaccato non solo per antichi retaggi e il mondo moderno che porta, anche nei luoghi più tradizionali, abitudini provanienti dalle nazioni occidentali.
Un libro scorrevole che non delude, ma non fatevi ingannare dalla definizione in copertina “Il primo thriller di successo dal mondo arabo” e tenete sempre conto che, per il mondo arabo, l’impianto del thriller potrebbe non essere come lo intendiamo noi, per me, infatti, è un giallo ben congenato e scritto.
Buone letture,
Simona

1.
Aprile 2005
Hotel Grand Hyatt, ore 22:30

All’ingresso della sala ricevimenti il frastuono del corteo nuziale annunciava la caduta di una nuova vittima. Il suo nome figurava, insieme a quello della sposa, su una targhetta dorata davanti alla porta: CONGRATULAZIONI, KHÀLED E NANCY.
Il corteo avanzava lento, consentendo alle annoiatissime danzatrici del ventre abbondante, con candelieri sulla testa di eseguire svogliati movimenti che a stento mantenevano viva la danza.
In testa al corteo, il percussionista dai lunghi capelli neri che gli ricadevano sulla fronte si dava arie da direttore d’orchestra e, per distinguersi dagli altri componenti del gruppo, vestiti di un rosa acceso, portava un gilet azzurro chiaro il cui colore strideva orribilmente con quello delle frange che ornavano la camicia. I suoi colleghi gli facevano largo tra gli invitati, come fosse un pioniere dello spazio, mentre lui avanzava completamente assorto nel pezzo che stava suonando alla tabla.
Ahmed Kamàl era il solo fotografo delle nozze. Come tutti i fotografi, era consapevole dell’importanza del suo ruolo in quell’evento, anche se purtroppo il suo lavoro non riceveva mai un riconoscimento adeguato. Eppure, a suo aprere, un matrimonio non era cosa da poco: bisognava lottare per cogliere l’istante che sarebbe diventato un ricordo per la vita, anche se nessuno avrebbe più pensato a lui. Un po’ come il fuco, che si accontenta del suo ruolo di fecondatore e subito dopo muore come un martire, per far sì che la vita continui e gli altri mangino il miele.
Ahmed aveva un colorito olivastro. Non abbandonava mai i suoi jeans e la giacca marrone chiaro, da protagonista di una serie tv anni ottanta. Gli mancavano soltanto delle toppe in pelle più scure sui gomiti per sembrare Chuck Norris, anche se in cuor suo era convinto di somigliare mollto ad Amir Diab. Di fatto però per quanto si sforzasse di vestirsi e persino di camminare come il famoso cantante, nessuno aveva mai notato quella somiglianza. Ci teneva moltissimo ad apparire elegante, e per questo – oltre che per qualche sporadico esercizio di body building al Salah Golden Gym, che gli dava l’aspetto di un giovane sportivo – spendeva la maggior parte delle sue entrate. Di statura media, portava degli occhiali da vista che mitigavano l’insolenza dei suoi occhi, sotto i quali comparivano le note mezze lune nere tipiche di chi lavora la notte, e compensavano una vista talmente debole che persino lo scrittore cieco Taha Hussein ne avrebbe avuto compassione.

Il libro da cui è tratto questo pezzo è:

Vertigo
Ahmed Mourad
Marsilio Editore, ed 2012
Collana “farfalle”
Prezzo 18,00€

– Posted using BlogPress from my iPad

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