"Rue de l’Odeon", Adrienne Monnier – Diario segreto di una vita tra libri e autori…

Parigi 1925 Fotografia di Roger-Viollet
Presa da qui

Non sono loro, ma è così che vorrei che ve le immaginaste per il tempo di questa recensione Adrienne Monnier e Silvia Beach (nel ’25 avevano rispettivamente 33 e 38 anni) proprietarie di librerie e di una casa editrice, innamorate della letteratura di avanguardia prime estimatrici di Joyce, amate anche da Hemingway che firma la petizione che fecero contro la pirateria libraria sopratutto nei confronti dell’Ulisse di Joyce che in America, era stato censurato e veniva diffuso sottobanco in copie contraffatte. Due normalissime donne  che amavano la letteratura e la poesia innanzitutto e che con il loro lavoro sono state per lunghissimo tempo un punto di riferimento per quel periodo che va dal 1915 al dopoguerra a Parigi. Non avranno entrambe una vita facile, libri e riviste culturali non l’hanno mai avuta e così anche loro finiranno, dopo aver chiuso la casa editrice e venduto la libreria che con il tempo avevano gestito insieme, la loro vita con un suicidio a distanza di pochi anni, ma la libreria Shakespeare&Co e la casa editrice in Rue de l’Odeon con le sue pubblicazioni rimangono ancora punti fermi importanti per conoscere la cultura di quel particolare e vivace periodo storico.

La confidenza con cui, le due donne dell’immagine, parlano corrisponde a quella che Adrienne Monnier concede ai suoi lettori, in questo libro che è un castone nella letteratura di genere. La stessa ci tiene implicitamente, nemmeno poi tanto, a specificare che non è un’autrice bensì una estimatrice e studiosa.  Così, attraverso piccoli racconti biografici, recensioni e discorsi fatti alle varie presentazioni abbiamo l’opportunità di conoscere questa donna dai suoi primi passi come impiegata e studiosa e successivamente il grande passo fatto nel mondo del commercio librario. Ma Adrienne, non vende libri per mero ritorno, condivide una passione e quindi chiunque sia passato di lì una volta, tornerà successivamente. E questa donna intraprendente, per i libri più costosi o più rari, crea anche un sistema di prestiti in maniera da rendere i testi disponibili per chiunque. All’interno della sua libreria nasceranno gruppi di poesia di avanguardia e ogni scrittore lo scoprirà come un luogo dove potersi confrontare con altri e con persone arse dallo stesso spirito di ricerca intellettuale. In fin dei conti ha saputo creare un microcosmo, che si è interrotto solo nelle fasi più cruente del secondo conflitto mondiale quando Parigi fu occupata, e che riprende probabilmente a respirare nel momento in cui arriva Hemingway con la sua uniforme ad accertarsi che Silvia Beach e la Monnier stiano bene. E’ la prima volta che si vedono, ma l’eco di quello che queste due donne fanno ha valicato anche l’oceano ed è arrivato anche in America.

Perché leggere questo libro. E’ una balla domanda! Innanzitutto per scoprire un mondo di cui in fondo si conosce molto poco, è facile conoscere le biografie degli artisti, ma difficilmente si ritrovano i punti di riferimento che hanno creato le condizioni o hanno supportato ricerche stilistiche e di nuovi registri linguistici. E poi il modo in cui è scritto che trasforma questa grande finestra sul periodo storico in una visita ad una grande biblioteca, ci si trova di tutto e serve solo scegliersi un testo, sedersi e cominciare a leggere. Un punto che ritengo necessario non trascurare è il formato in cui è realizzato questo libro. L’editore :DuePunti Edizioni ha fatto un lavoro sopraffino traducendo il tono del testo, così confidenziale da assomigliare in parecchi punti ad un diario, in una confezione, di un libro fisico, piccola a riservata come ci si aspetterebbe che fosse, per l’appunto, un vero e proprio diario. Quindi, non vi arriverà un tomo pesantissimo ma un libro piccino ed elegante con una foto discreta e preziosa, quanto il contenuto che nasconde, di primo acchito a chi la guarda. Solo la sensibilità di una casa editrice che fa della qualità non solo del testo, ma anche del suo contenitore, può ottenere risultati simili.
Il testo è scorrevole, quanto mai ci aspetterebbe da una autobiografia tradotta da articoli, racconti e atti di conferenze, proprio perchè alla sua autrice importa introdurre il lettore al periodo e non annoiarlo con pomposi discorsi che lo allontanerebbero dallo scopo finale.
Provate e mi darete ragione!
Buone letture,
Simona


Rue de L’Odeon
La libreria che ha fatto il Novecento
Adrienne Monnier
:duepunti Edizioni, ed. 2009
Collana “Terrain vaugue”
Prezzo 12,00€

Immagine di LettureSconclusionate

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