[Dal libro che sto leggendo] Mozart

Sito di provenienza: Mozart.it
Se al nominare Paolina Leopardi, vi viene il dubbio, ecco sì è la sorella del più famoso Giacomo. Se vi state domandando qual è l’eccezionalità di questo libro, vi rispondo che sono due: la prima è legata al fatto che questa descrizione così accurata è scritta da una donna che da Recanati non s’è mai mossa e, la seconda è che, tutto il lavoro che Paolina fa per ricostruire la vita di Mozart, una volta trascritta assume il sapore del “mito”, anche se utilizza una formula parecchio al di fuori dei canoni della biografia classica.
Altrettanto si può leggere in due modalità differenti, una seguendo le passioni di una donna che vede questo compositore quasi come un eroe e, nel trascrivere la sua vita, continua a rivivere per se stessa il mito e l’altra invece è la studiosa che cerca di trasmette al lettore di passaggio l’entusiasmo con il quale interessarsi alla vita di quel Mozart che portò una ventata di aria fresca sulla scena operistica del tempo. Il Mozart e la sua famiglia qui rappresentati sono più umani e meno asettici di quel che ci si aspetterebbe da lavori appartenenti a questo genere.
Una chicca, che potrebbe stupirvi…
Buone letture,
Simona Scravaglieri
Seguendole rive della bella e rapida Moldau, le di cui onde scorrono romorosamente al di sotto delle verdi foreste della Boemia,vi troverete ben tosto in una valle formata da sette colline ove fieramente riposa, al paro dell’antica Roma sopra i suoi colli, 1’antica città di Praga. Venendo di Buntzlaw,voi la mirate ai vostri piedi divisa in due parti dal suo largo fiume, in mezzo al di cui ponte s’innalza, illuminata dal sole, la grande statua di bronzo di S. Giovanni Nepomuceno, che si vede da lungi attraverso le frondi di quelle fiorite isolette, dei giardini e delle ville, fra le torri del Hradschin e i campanili delle chiese. Giovanni Welflin, nato a Népomuc, era un antico vicario dell’arcivescovo di Praga. Volle un giorno il re Venceslao costringerlo a rivelare il secreto della confessione della regina, ed al rifiuto di Welflino,fu trascinato in una buia notte sul ponte della Moldau, e gettato nel fiume. S. Giovanni Nepomuceno è il protettore e l’eroe del nobile e glorioso regno di Boemia, ch’ei tanto perfettamente rappresenta su quel ponte, ove la sua statua è decorata da nastri di parecchi ordini equestri i quali si rinnovano costantemente.
Se visiterete una volta questa pittoresca città di Praga, quando avrete veduto il castello di Hradschin, la sua sala di Wratislaw, quella di Spagna: quando avrete visitato la cappella di Venceslao,e posto sul vostro capo il berretto di quel re soldato,che ha la virtù di guarire dalla micrania; quando avrete ammirato i bei quadri di Luca Cranach e di Holbein, e le statue di Canova nella galleria Colloredo; quando vi sarete fermato dai monaci Premonstraten si dinanzii superbi ritratti di Zisca e di Ragoczys; quando gli sguardi vostri si saranno perduti nella valle di Scharka e saranno discesi lungo la montagna bianca,di dove Federico, soprannominato il re d’inverno,venne a vagheggiare Praga con cupido occhio; quando avrete veduto tutte queste cose, e le graziose giovani di Wischerad, e le fresche danzatrici dell’isola di Hetz, portatevi sul Kohlmarkt, all’albergo dei Tre Leoni, e fatevi mostrare una piccola camera coperta di arazzi di saia tutti in pezzi. Salite poi il colle pieno di viti di Kosohicz,ed entrate in una casa di modesto aspetto che appartenne una volta a Dusseck,ove troverete un’altra camera tanto sucida ed oscura quanto quella dei Tre Leoni. Credete pure a me, Praga non ha da mostrarvi cosa alcuna più interessante di queste due miserabili camere ove scrisse Mozart i due atti del Don Giovanni.
L’imperatore Giuseppe, egli stesso, domandato avea a Mozart di comporre un’opera sull’intreccio del Matrimonio di Figaro che occupava allora tutta la Francia. Le Nozze di Figaro furono composte e rappresentate a Vienna, nell’anno istesso in cui venne rappresentata la cosa rara di Martino Spagnuolo. La Cosa rara fece furore, e l’opera di Mozart piacque soltanto all’imperatore Giuseppe. A Praga però successe diversamente, e il Matrimonio di Figaro venne accolto con inaudito entusiasmo. Il ritratto di Mozart venne incoronato sul teatro, le strade risuonavano d’ogni parte delle sue melodie,e uno dei membri più distinti della nobiltà andò a trovarlo a Vienna, e l’invitò, in nome della città di Praga, a venire a comporre un’opera in mezzo ai suoi concittadini, imperocché Mozart,nato a Salisburgo era Boemo, e come tale, di Ceva sovente che solo in Boemia si sapeva comprendere la musica.
A Parigi, come già v’immaginate,si sapeva allora anche meno che in Germania la musica di Mozart. Le Nozze di Figaro, tradotte in francese, vi furono rappresentate nel 1793, epoca, se vogliamo dire, non troppo favorevole ad una tal musica. Essa venne poco gustata: fu trovata troppo forte, troppo completa, troppo diffusa per una opera buffa, troppo viva e leggera per un’opera seria, poiché allora stavano tutti attaccati alle idee di Quinault per l’opera seria,e per la buffa alla musica di Gretry.
Allora Mozart, inquietandosi assai poco del gusto di Parigi, ove, diceva egli con la sua grossolana franchezza, non vi erano né orecchie per udire né anime per comprendere, se ne andò nella cara e bella sua città di Praga, ove si mise al lavoro. L’amico suo, l’abate da Ponte, che avea composto il libretto delle Nozze di Figaro,immaginò di riunire in una sola commedia la novella spagnuola di Tirso di Molina, El Convidado de Piedra,e la commedia di Molière, conosciuta sotto l’assurdo titolo di Convitato di Pietra.

Questo pezzo è tratto da:

Mozart
Paolina Leopardi
il notes magico edizioni, ed. 2010
Collana “La biblioteca di Mercurio”
Prezzo 8,00€

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