"Mozart", Paolina Leopardi – Come in un romanzo…

Fonte: Le pagine della mia vita
A volte capita di parlare di qualcuno, in particolare di un autore o di un libro, e di lasciare incuriosito chi ci presta ascolto. È dovuto spesso alla passione che ci si mette a colpire l’uditorio ma, a volte, gioca un ruolo fondamentale anche lo stile narrativo che si utilizza. Si può scegliere di riassumere una vita per date o per punti cardine della stessa o anche solo per i fatti che noi riteniamo importanti.
Ecco, in questo caso, questi fatti, marcati come “importanti”, non lo sono propriamente tutti e, alcuni, assumono le fattezze di “amenità folkloristiche“. Fatto sta che il “Mozart” che Paolina ci fa conoscere, rimarrà con me – e non solo con me – per parecchio proprio perché raccontato in questo stile informale e se fosse stato scritto nella forma che ci si aspetterebbe da una autobiografia, probabilmente sarebbe rimasto relegato nell’elenco infinito dei titoli, pari genere, associati alla vita di questo compositore geniale. Invece, lo stile narrativo scelto da Paolina è completamente diverso da quello che ci si aspetterebbe anche da una da una Leopardi.

Nelle intenzioni dell’autrice sembra esserci da un lato l’ansia di raccontare ai propri lettori una vita eccezionale e di farla discendere da una famiglia unita che si spende per il talento dei propri figli. Dall’altro, quasi in forma maniacale, quella di trasmettere la passione che lei prova per questo personaggio che un po’ mitizza. Così il giovane che, coraggiosamente gira l’Europa da una corte all’altra è, nella sua figura di paladino, mitigato dall’immagine del padre bloccato a casa dagli acciacchi della vecchiaia che, dopo aver letto i suoi resoconti dalle lettere, occhieggia quasi disperato -per non poterglieli portare- i pantaloni turchini del completo da esibizione che il figlio ha dimenticato a casa. La contrapposizione delle immagini fa sorridere e anche tanto; ma il punto è che Paolina vuole dare un suo contributo al genere e lo fa con una forma completamente nuova che unisce l’iniziale formazione base, avuta insieme al fratello, e la successiva – le donne, all’epoca non avevano grandissime opportunità di studiare oltre il minimo – fatta di letture, quasi di nascosto, dei romanzi. Non è un caso che, mentre si legge,al lettore venga in mente di paragonarla a Charlotte Bronte o ad altre scrittrici del periodo; questo avviene proprio perché il suo stile narrativo ricorda quelle regole di narrazione che appartengono al romanzo e meno alla saggistica. Alla narrazione aggiunge poi anche il proprio punto di vista. Così il padre di Mozart, da tutti conosciuto come avaro e sfruttatore, diventa un amorevole genitore che gioisce per le attenzioni, dei potenti, ai figli e che si premura che essi possano, un domani, potersi mantenere. In questo caso, non le si può contestare la scelta, perché mette, a commento di questo suo pensiero, una nota corposa ove riferisce anche diverse letture del comportamento di questo padre.

Ma c’è un punto dove la magia di Paolina diventa più incisiva ed è quando finalmente Mozart si costruisce una vita propria. Alcuni dicono che potrebbe a questo punto aver ricostruito una vita che desiderava e che relegata a Recanati non poteva avere. A me, piace pensare che invece l’eroe della musica, ad un certo punto si sia svestito dai panni del mito, divenendo uomo e diventando “altro” ovvero un compositore che attinge dalla propria esperienza personale creando lavori eterni proprio perché sentiti e vissuti fino all’ultima nota.
È un eroe diverso e più umano, che racconta agli uomini e alle donne del suo tempo i “fatti della vita” in forma di note e trasforma ciò di cui non è bello parlare in pubblico- l’amore passionale ad esempio – in un qualcosa che non solo sia accettabile ma anche eterno. Per lungo tempo, la formazione personale, era affidata alla formazione materna, allora ancora molto scarsa e riservata alle mere questioni di etichetta ed una giovane aveva pertanto come unica fonte di creazione di idee su “quegli argomenti” solo dai discorsi delle amiche, che Paolina non aveva quasi mai a portata di mano e nell’unico luogo dove invece di queste cose si parlava, i romanzi. 

Probabilmente è proprio sulla scia di queste possibili considerazioni che questa biografia non si pone al suo lettore come un classico panegirico accademico. E stupisce che le descrizioni dei luoghi siano così precise, nonostante ella da Recanati non si sia mai spostata, siano così accurate. Ma Paolina non si lascia cogliere impreparata, prima di mettere su carta, ha studiato e si è informata sulle mosse del suo eroe e sui luoghi da lui frequentati con le stesse modalità descritte nell’ottima introduzione a questo libro in cui si narra del suo grande dolore alla improvvisa scomparsa di una grande soprano del periodo, che non ha neppure avuto l’opportunità di sentire direttamente ma della quale, attraverso i resoconti richiesti a conoscenze dirette ed indirette, sa praticamente tutto. Ed è la stessa cosa che avviene per questo saggio, dove i vari tasselli vengono messi meticolosamente insieme per la ricostruzione del puzzle del quadro di una vita.
Per queste motivazioni, oggi, non vi propongo un lavoro che ostinatamente rifiuta di farsi leggere ma una storia che scivola serenamente verso la fine, con il suo essere a tratti divertente, in altri quasi avvincente e, infine e sopratutto, molto sentita. Che sia perché riflette ciò che Paolina avrebbe voluto per lei e il fratello o per altri motivi che vi ho sin qui riportato, in fondo, non incide nel libro che vi propongo perché, nel far sua questa storia, essa riesce anche a distaccarsene, quasi col cipiglio dello studioso, e solo in pochi punti compare con la sua sensibilità e con la sua femminilità. È trascritto in una forma piacevole e quando sarete alla fine un po’ vi dispiacerà di chiudere il libro, lasciare questo Mozart e anche la diligente scrittrice che ve ne ha narrato le gesta.
Buone letture,
Simona Scravaglieri


Mozart
Paolina Leopardi
il notes magico Edizioni, ed. 2010
Collana “La biblioteca di Mercurio”
Prezzo 8,00€


Fonte: LettureSconclusionate



– Posted using BlogPress from my iPad

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