[Dal libro che sto leggendo] Lo spazio narrante

Fonte: Gum Design


Nonostante io sia nemica giurata delle introduzioni, che solitamente consiglio di leggere alla fine di un libro, in questo caso, invece già la lettura di questo pezzo è parte del libro stesso. Un libro ripubblicato da et.Al. ed estremamente piacevole per chi ama queste tra scrittrici e per chi vuole approfondire la conoscenza del loro lavori. Come detto è un libro che si presenta nei modi tipici del periodo nel quale è stato scritto, ma non per questo non manca del fascino di una studiosa che ha amato i soggetti del suo studio.
Forse è questa la molla che dovrebbe spingere a leggerlo o forse solo sapendo di affrontare un libro che si presenta come una piacevole sfida, dopotutto, zia Jane l’avrebbe presa così!
Buone letture,
Simona Scravaglieri


La più semplice definizione che si possa dare di un’ opera narrativa è forse quella proposta da Scholes e Kellogg: “Perché una composizione sia narrativa non occorre niente di più e niente di meno che una voce narrante e una narrazione”. Ma non appena questi due elementi ci vengono dati, ecco che subito ne appare un altro: il destinatario della narrazione, l’ascoltatore; è il suo desiderio che evoca la storia. Senza la curiosità del re, non avremmo le mille e una storia di Shahrazad. Fra la voce narrante e il desiderio di ascoltare si stabilisce unna tensione, una distanza, in cui germina la storia.Questa tensione, questa distanza è la prima struttura spaziale – anche se si tratta di uno spazio puramente virtuale – dell’opera narrativa. Ma spesso questo spazio virtuale ha una sua rappresentazione narrativa: è la stanza in cui si trovano Shahrazad e il re, o è la villa nella campagna fiorentina dove si raccoglie, per sfuggire alla peste, la brigata del Decamerone. Solo quando e finché voce narrante e desiderio di ascoltare si trovano insieme in quella stanza o in quella villa le storie vengono narrate. Le storie però si svolgono in uno spazio che è esterno al luogo chiuso – letto, stanza o castello che sia – dove avviene la narrazione: esse ricostituiscono anzi quel mondo che è stato chiuso fuori. Così il mondo precluso dalla peste ricompare nelle novelle.
Il re e Shahrazad (come la brigata fiorentina) sono il centro di due spazi diversi: la stanza in cui si narra e il mondo narrato che la circonda con i propri confini magici e reali; in questo modo le storie disegnano l’orizzonte a cui la stanza ha chiuso ogni altro accesso. La narrazione si articola e si svolge proprio nella separazione e nella relazione fra questi due spazi.
La figura di un luogo chiuso dove si narra nasce dall’origine orale della narrazione: è l’immagine di quello spazio che stringe insieme la voce narrante e il suo ascoltatore. Come se, una volta compiuto il passaggio dalla cultura orale alla letteratura, la narrazione scritta si sentisse in dovere di raccontare non solo la storia, ma anche la narrazione della storia e di perpetuarne dentro di sé il luogo originario.
Man mano che l’origine orale della narrazione si allontana e si perde, e la scrittura diventa la forma naturale in cui si cala la storia, come come avviene nel romanzo, le sue figure nella stanza cominciano a muoversi più liberamente e a dissiparsi: il loro spazio si dilata fino a coincidere con lo spazio in cui le storie si svolgono (è il caso del castello di Sade, dove avvengono insieme storie e narrazione, e il mondo esterno è abolito), o fino a oltrepassarlo, così che il rapporto si rovescia e il gioco in cui la storia si svolge è a sua volta contenuto e racchiuso dentro allo spazio in cui si muovono narratore e ascoltatore.
Ma, quale che sia la configurazione, il gioco fra spazi distinti continua ad essere una dette strutture nascoste della narrazione.
Un esempio singolare di questo rapporto è, fra quelli studiati in questo libro, il romanzo di Emily Bronte.
In Wuthering Heights, 1a voce narrante, si distingue dalla voce dell’autore (diversamente dai romanzi di Jane Austen), fino a contraddirne lo stile, il pensiero e la comprensione degli eventi. Per di più, nel corso del romanzo, questa voce cambia, e nel momento in cui cambia (quando cioè passa dal primo narratore al secondo) produce dentro al romanzo il proprio ascoltatore, che, oltre al primo narratore è anche il trascrittore finale della storia; o meglio, come sempre avviene, è il desiderio del primo narratore di conoscere veramente (e trascrivere) la storia, che spinge il secondo a raccontare.
A questo punto, lo spazio in cui si svolgono gli eventi e quello in cui vengono narrati, sembrano coincidere: di fatto, ci accorgiamo che questo spazio è diviso in due luoghi, e che solo in uno di questi la storia viene raccontata, per la maggior parte del tempo. In tal modo vengono di nuovo distinti il luogo in cui la storia si svolge dal luogo in cui la storia si narra.
Queste riflessioni preliminari ai tre studi che qui si propongono, vogliono indicare qual è stata l’intenzione che li ha raccolti. Ho voluto cercare, per ciascuna delle tre opere, quale fosse il rapporto che unisce lo spazio narrativo alla narrazione, intendendo per spazio narrativo non solo il luogo in cui avvengono i fatti narrati, ma il luogo d’incontro fra voce narrante e desiderio di ascoltare; e il complesso gioco che s’instaura fra di essi.
Due preziose indicazioni per questo studio sono state le opere di Jurij Lotman e di Ludwig Binswanger. Il primo ha tradotto lo spazio narrativo in termini che permettono di liberarne la sottile struttura dalla figura del paesaggio in cui i personaggi si muovono. L’altro mi ha spinta a cercare per ognuna delle tre scrittrici esaminate, quel “progetto di mondo” che prende forma nello spazio narrativo della sua opera. Solo a questa luce, infatti, lo spazio narrativo acquista tutto il suo significato, ed è proprio l’affinità fra lo spazio narrativo e il “mondo” dell’autore che spiega la solidarietà fra la struttura del luogo in cui la narrazione si svolge e la struttura della narrazione stessa. Ed è ciò che pone lo spazio fra le voci narranti della storia.

Ginevra Bompiani, Roma 1978


Questo pezzo è tratto da:

Lo spazio narrante
Jane Austen, Emily Bronte, Sylvia Plath
Ginevra Bompiani
Et.Al. Edizioni, Ed 2012 (ristampa della precedente del 1978)
Prezzo 14,00€

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.