Il dono e il blog….


LettureSconclusionate- Simona Scravaglieri
Fonte: LettureSconclusionate

Mi sono interrogata più volte sull’opportunità di scrivere questo post, poi mi sono detta che, il  non scriverlo, non sarebbe stato giusto per il mio modo di vedere e soprattutto difficilmente avrei potuto giustificare due settimane di assenza completa. Quindi eccomi qui a dire che succede nel mondo della lettrice sconclusionata.
Il mio 2013, come anche il 2012, ha deciso di rendere interessante la mia vita e, a volte, sono indecisa su quale interpretazione dare alla “questione” ma quella che mi piace di più è “Il dono”. Il problema è che questo “dono” che mi fa apprezzare non solo ogni respiro che faccio ma, soprattutto, quel che ho e mi ricorda che me la dovrei prendere con calma perché la vita è breve, mi viene donato sempre in una modalità da “Ultimatum” che mi piacerebbe evitare.
Per essere più chiari, ma premettendo che ora STO BENE (per quel che si può stare avendo avuto questa cosa eh!), tre sabati fa dopo essere stata lungamente male e trascurata dalla mia, ormai, ex-dottoressa di base e dopo un esame del sangue suggerito da un altro dottore, sono finita in pronto soccorso e poi ricoverata al San Giovanni con tanto di trasfusioni per una malattia che si chiama Anemia Emolitica Autoimmune. In pratica i miei anticorpi hanno distrutto i globuli rossi e non avevo sangue che portasse ossigeno in giro per corpo. E’ una malattia che non non è geneticamente trasmissibile e nemmeno virale, capita solamente ed è rara e chi poteva essere quell’uno sul milione? Mais c’est facile! C’est moi! Il problema è che, non diagnosticata, può portare a gravi conseguenze e basta un esame del sangue, l’emoglobina o la conta delle piastrine (c’è una malattia simile alla mia che invece di distruggere i globuli rossi distrugge le piastrine) per essere tranquilli.
Non vi racconto tutto ciò per dirvi di correre a farvi bucare, ma solo perché bisogna starci attenti e ancor di più ai medici perché se fanno come la mia, che nemmeno ti guardano in faccia mentre tenti di spiegare loro cos’hai allora, proprio in quel caso, è necessario un secondo parere e se io non avessi avuto la fortuna di conoscere un medico che veramente ci prende sempre, non sarei qui a raccontarvi queste cose.

Quindi in queste ultime due/tre settimane si può dire che mi sono presa il tempo di rinascere. Ho ricominciato a leggere senza più stancarmi o perdere l’attenzione, a respirare senza rimanere senza fiato, a camminare e via dicendo e questo non solo grazie all’immenso affetto della mia famiglia, gatti e cani compresi, ma anche degli amici e grazie anche ai medici del Reparto di Ematologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma e ai spettacolari infermieri e inservienti che mi hanno regalato un sorriso anche nei momenti più brutti, non conosco tutti i nomi ma qualcuno a nome di tutti lo cito: Ilaria, Rossana, Alba, Michele, Mirko, Debora, Francesca, Vincenzo (oltretutto un reparto di tutti belle persone dentro e fuori).
Ma non si vive di soli aiuti che si prendono direttamente per bocca e per flebo ma anche di quelli indiretti come un sorriso, una battuta uno sguardo. E forse il dono più grande avuto insieme a quello della rinascita è conoscere storie nuove, vedere occhi spaventati come i miei che non capiscono a fondo cosa succeda o come possa essere potuto accadere, affrontare le situazioni più disparate con il coraggio che parte da dentro e che a volte si chiama mamma, altre figli, altre fratelli o marito o moglie e via dicendo. E quindi, senza specificare il perché e il per come questo post è dedicato ad Anna e Ludovica e a Dan che non ho conosciuto ma di cui ho sentito tanto parlare. Donne coraggiose che hanno ripreso, o lo stanno facendo, le redini della propria vita combattendo un male che non  visibile ed è altresì dedicato a tutti che stanno combattendo le  battaglie similari. Io oggi so che significa e l’oggetto che vedete nella mia mano sarà quello che mi ricorderà quest’esperienza e che credo eviterà che la frenesia della vita moderna prenda il sopravvento su una qualità della vita che deve essere vivibile e non solo accettabile.

Come detto ho ripreso anche a leggere e tre libri hanno segnato questo ritorno alla mia vita di lettrice:
– due sono di un’unica casa editrice 80144 Edizioni “Babbo Natale è strunz” e “Se il mondo finisce a Dicembre non pago Equitalia” e sono due raccolte di racconti veramente belle;
– lo spettacolare “Mussolini Censore” di Bonsaver appena uscito per Laterza che consiglio a tutti i lettori che amino la storia e la sua analisi senza preconcetti e recrimanzioni.

Pertanto il blog riprenderà la sua consueta programmazione.
Mi dovrete sopportare ancora per parecchio con le mie “buone letture!”,
ma intanto vi auguro anche una buona giornata dalla mia “clausura protetta”
Simona Scravaglieri  

6 thoughts on “Il dono e il blog….

  1. Ahi che brutta storia! Simpatici i medici di base quando ti guardano con quell'aria di sufficienza pensando che sei la solita esagerata mentre tu cerchi di spiegargli che qualcosa non va.
    Comunque, l’importante è che tu abbia risolto.
    Buone nuove letture e buona vita!

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  2. Quella è la cosa importante, ma purtroppo non tutti hanno la mia stessa fortuna e dei fratelli, mogli e ragazze che si mettono nel mezzo del pronto soccorso a cerare sangue o posti in ospedale.
    Sono i miei angeli insieme a mia madre che mentre dicevo “mamma sto diventando gialla” mentiva dicendo che era l'effetto della luce o al suo compagno che faceva avanti e indietro per verificare che tutti avessero le stesse informazioni. Sono veramente felice di poterlo raccontare e anche di poter rileggere in tranquillità Tant'è che ho finito tre libri ad oggi.
    Ci leggeremo quindi la prossima settimana!
    Baci e buone letture anche a te!
    Simona

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