[Dal libro che sto leggendo] Servirà che qualcuno ci legga, alla fine

Fonte: Aenigmatica.it

Oggi sono stata un po’ cattiva in questa segnalazione, perché ho interrotto, ad arte, questo racconto proprio nel clou della risoluzione della vicenda. Badate, qualsiasi soluzione date, potrebbe non avvicinarsi a quella scelta dall’autore, ma è proprio questo racconto che detta il ritmo della raccolta. E la scelta non è casuale. Immaginatevi di essere voi davanti a quella cattedra e davanti a quei cubi di argilla, di avere a disposizione un’ora. Come la passereste? Il dilemma non è tanto fare ma comprendere quello che abbiamo davanti e creare in base alla comprensione. Insomma creare diventa sinonimo di sguardo analitico. O forse è meglio creare e da lì poi dedurre? potrebbe anche essere una soluzione praticabile. Ma creare e poi tirar fuori la teoria potrebbe richiedere del tempo e magari rifare ulteriori prove per poter affinare i dati raccolti. Oppure serve un approccio diverso, che agguanti e tasti la realtà plasmandola nel suo insieme? La realtà è modificabile, oppure dobbiamo dare al gesto della bimba mora il valore ambivalente di tastare la realtà e contestualmente smussarne gli angoli più fastidiosi o sbagliati?
Il tema è interessante e la risposta poi includerebbe, implicitamente, un finale personalizzato da parte del lettore. Vi consiglio quindi di fare la riflessione prima di sapere il punto di vista dell’autore, come ho fatto io, e avrete la prova tangibile di come siete e di come è lui.

Dicevo, questo approccio è costante per tutte le storie, alcune introdotte da interessanti disegni e foto, dove in ogni momento compaiono persone, oggetti e luoghi. L’aspetto più interessante è che hanno il sapore di un appunto dal quale in un secondo tempo è nata una storia. Ora, se dovessimo riferirci ad una teoria di Magris esposta a Pordenone Legge “L’autore scrive e alla fine scopre il significante (ovvero il tema principale o chiamatela morale) della storia”. In questo caso, credo che il significante sia nato insieme alla storia, perché tutte hanno un approccio al tema sociologico che sembra scaturire da una profonda osservazione di movenze e di attimi. E in fondo è  questa la particolarità di questo scrittore, esordiente, di cui mi auguro di avere ben presto altri testi in mano, perché è veramente piacevole e interessante da leggere per poi potersi confrontare con i temi proposti.

Io lo consiglio e in particolar modo a chi si è stufato di leggere sempre le stesse storie. Aggiungo che, se non lo trovate in libreria è disponibile online (io l’ho preso su Amazon) e che il libro è confezionato alla vecchia maniera, ovvero è un libro rilegato come non ne si vede spesso in circolazione (viva le piccole e medie case editrici di qualità) e vi arriva in un battibaleno!

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Il test

Al centro del soffitto, sopra tre piccoli banchi di scuola, grandi neon mandavano una luce forte e triste che finiva si uccidere i colori già smorti della stanza: il pavimento grigino, le pareti verdastre, i vetri opachi delle finestre azzurrognole, la cattedra legnacea. Sulle tre piccole sedie la stessa nausea da prestazione osservata – una sensazione inventata dalle cavie di laboratorio – dipingeva smorfie sui volti dei ragazzini lì seduti. Guardavano con aria assente, velata di preoccupazione, il vasto sorriso artificiale che il signore seduto in cattedra stava rivolgendo loro mentre spiegava il da farsi.

– Quello che succederà oggi non sarà in nessun caso oggetto di valutazione e non avrà ripercussioni sul vostro curriculum scolastico. E’, diciamo una specie di regalo del vostro direttore. Vi aiuterà a capirvi meglio in questa età difficile e che potrà esservi utile per decidere del vostro futuro. Un modo per conoscersi, per conoscervi. Non è una gara, non c’è competizione, anzi. prendetelo come un gioco. Vi sarà capitato già da piccoli di farne di simili. Le regole non ci sono, c’è solo un limite di tempo: un’ora. Avete un’ora per fare quello che volete con quello che trovate sui vostri banchi. Un’ora a partire da adesso! – concluse sorridendo, così come aveva iniziato , un sorriso pedagogico e rassicurante. Un brivido corse lungo la schiena dei tre ragazzini. Si scambiarono uno sguardo perplesso: prima il ragazzo con la ragazza mora, poi la ragazza mora con la bionda, poi la bionda con il ragazzo.. Lo stesso sguardo trigemino si posò poi sui tre parallelepipedi di creta grigia che i neon illuminavano impietosi sui tre piccoli banchi. Il sorriso dalla cattedra incoraggiava silenzioso, osservandoli.

La prima a muoversi fu la bionda, che con una scrollata di spalle e un leggero sbuffo prese a staccare minuscoli pezzetti di creta e a scaldarli fra i palmi rosei. La mora subito dopo allungò voracemente entrambe le mani verso il blocco e iniziò a manipolarlo tutto intero con energia esplosiva. Il ragazzo continuava a fissare il blocco, immobile e perplesso.

Il tempo passava silenzioso nella concentrazione del lavoro manuale. Il sorriso dietro la cattedra si era da un po’ immerso nel registro su cui ogni tanto veniva scribacchiato qualcosa. La bionda aveva davanti a sé vari piccoli oggettini che aveva formato con la creta, che le belle mani pallide continuavano a lavorare con precisione chirurgica e determinazione granitica. La mora sembrava stesse lottando con un qualcosa che aveva sagomato dal blocco iniziale, o che forse si era sagomato da solo fra le sue mani foti e affusolate, contro la sua volontà, e che adesso le faceva la guerra . Il ragazzo continuava a fissare il blocco, con uno strano sorriso di traverso e un che di vagamente angosciato fra le pieghe della fronte. 

L’ora a disposizione, sessanta minuti sospesi, inesorabili, eterni, dilatati dal lavorio e abbreviati dalla tensione insinuante, finirono all’improvviso con un trillo di campanello che fece sussultare ragazzini seggioline e piccoli banchi. 

– Il tempo è scaduto! Vediamo cosa avete fatto! – disse il sorriso dalla cattedra, emergendo bianco e abbagliante dal voluminoso registro, calando lo sguardo sui banchi e occupanti.

Il libro da cui è tratto questo pezzo è:

Servirà che qualcuno ci legga, alla fine
Carlo Zambotti
Gorilla Sapiens Edizioni, ed. 2013
Collana “Scarto”
Prezzo 14,00€

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