[Dal libro che sto leggendo] Winesburg, Ohio

Fonte: Assedio al monolocale

Se volessi aver ragione, senza dovermici impegnare più di tanto, potrei dire che questo libro è da leggere perché è un classico che ha fortemente influenzato la narrativa americana dagli anni ’20 in poi. Ma come avrete ben capito, a me le strade semplici non piacciono! 

Ricordavo una connessione con “Un incontro casuale” e ho scoperto anche un collegamento con “Rue de l’Odeon“. Infatti Sherwood Anderson, autore di questa raccolta di racconti che si profila come un romanzo e di cui si dice che l’autore fosse stato influenzato dall'”Antologia di Spoon River” (infatti qualcuno soprannominò Winesburg, Ohio come la “Spoon River in prosa”), nel 1916 divorzia dalla sua prima moglie, Cornelia, e subito dopo sposa la seconda Tennessee Mitchel, andando con lei a Parigi si ritrova a conoscere Getrude Stein (uno dei soggetti di “Un incontro casuale”) in una libreria, ancora oggi molto famosa, per gli americani della capitale francese che rispondeva al nome di “Shakespeare&Co”, di proprietà di Sylvia Beach, sita in Rue de l’Odeon (citata nell’omonimo libro) di fronte alla libreria (e casa editrice nonché ritrovo della crema dei letterati dell’epoca) di Adrienne Monnier. Chi presentò Gertrude ad Anderson fu proprio Sylvia, forse, ignara di quanto la Stein, con i suoi lavori pubblicati anche da Steiglitz, abbia influenzato Sherwood che di lei (incontrata più volte anche nei rendez-vous a casa sua in Rue des Fleurs), in seguito, disse:
“Immaginate una donna forte con le gambe come colonne di pietra che si siede in una stanza tappezzata di Picasso… Quella donna è il simbolo di salute e forza. Lei ride. Fuma sigarette. Racconta storie con una scaltrezza americana tanto da pungere e dar piacere nel pronunciarle.”

Una descrizione che corrisponde a quella fatta dalla Cohen; la ritrae come una donna grossa ma con delle mani estremamente femminili e una voce vellutata e decisa. Esprime i suoi giudizi senza mezzi termini e ama l’arte sopra ogni cosa, condividendo la sua passione con il fratello Leo con cui, dopo 40 anni di condivisione di successi, qualche anno prima dell’arrivo di Anderson, dopo un litigio, non parlerà più.
Winnesburg, Ohio” esce tre anni dopo, nel 1919.

Tornando al libro, e lasciando le casuali e amene coincidenze, questo è un romanzo e una raccolta di racconti al tempo stesso. Tutto si svolge all’interno della città, che da il titolo alla raccolta, e che, in realtà pare essere Clyde, città dove visse dagli 8 ai 19 anni e dove sono stati rintracciati i protagonisti di questo libro. A parte il primo racconto, che pare rappresenti l’autore che fa da introduzione al libro, il punto d’unione, che trasforma la raccolta in romanzo, di tutti i racconti è un personaggio George Wiilard, figlio dell’albergatore del paese e aspirante giornalista che compare in tutti i capitoli. Ogni racconto ha come soggetto uno specifico personaggio come l’ex maestro, il farmacista, l’albergatore e via dicendo. E’ una raccolta con una forte punta di realismo e, a volte, definita come decisamente pessimista. A me piacque (è una lettura dello scorso anno) perché aveva un certo retrogusto noir e perché la rappresentazione così vivida mi rese caro ogni personaggio descritto nella sua umana sofferenza interiore.

Se un lettore appassionato deve porre attenzione a non trascurare i classici, questo, rientra fra quei libri intramontabili cui mai prescindere e che hanno cambiato un’epoca e influenzato l’approccio alla scrittura di molti famosi autori come Hemingway, Faulkner (che fu maestro di Carver), Thomas Wolfe, John Steinback e molti altri.
Ritroverete il fascino di una narrativa oggi poco praticata e che si nutre della rappresentazione degli stati d’animo dei suoi personaggi in funzione dei naturali accadimenti della vita. Non serve porsi con spirito critico, ma farsi avvolgere da questo incedere lento ma inesorabile tra le vie, i prati e i boschi di Winesurg per scoprire un’umanità, di fine ‘800 e inizio ‘900, che non è poi così diversa da quella che troveremmo oggi al netto della tecnologia.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Lo scrittore, un vecchio signore con i baffi bianchi, ebbe qualche difficoltà ad andare a letto. Le finestre della casa in cui viveva erano in alto e il vecchio voleva poter vedere gli alberi fuori, svegliandosi al mattino. Un falegname era venuto a sistemare il letto in modo che fosse all’altezza della finestra.
Si fece un gran chiasso riguardo alla faccenda. il falegname, che era stato soldato durante la guerra civile, entrò nella stanza dello scrittore e si sedette per parlare  della costruzione di una piattaforma per elevare il letto. Lo scrittore aveva dei sigari e il falegname fumò.
Per un po’ i due uomini parlarono dell’elevazione del letto e poi parlarono di altre cose. Il soldato iniziò a toccare l’argomento della guerra. In realtà fu proprio lo scrittore a condurlo su quell’argomento. Il falegname una volta era stato prigioniero nel carcere di Andersonville e aveva perso un fratello. Il fratello era morto di fame e ogni volta che il falegname toccava quell’argomento piangeva. Egli, così come lo scrittore, aveva i baffi bianchi e quando piangeva arricciava le labbra all’insù e i baffi saltellavano su e giù. Quel vecchio che piangeva con il sigaro in bocca era ridicolo. Il progetto che lo scrittore aveva per l’elevazione del letto fu dimenticato; il falegname, poi, fece a modo suo, e lo scrittore, che aveva superato la sessantina, dovette aiutarsi con una sedia quando andò a letto quella sera.
Nel suo letto lo scrittore si voltò su un fianco e rimase disteso immobile. Per anni era stato assediato da problemi al cuore. Era un fumatore incallito e il suo cuore aveva le palpitazioni. L’idea che aveva in testa era che una volta o l’altra sarebbe morto all’improvviso e quando si metteva a letto ci pensava. Ma questo non lo turbava. In realtà l’effetto era singolare e non facilmente spiegabile. Lo faceva sentire più vivo lì, nel letto, che in qualunque altro momento. Se ne stava disteso perfettamente immobile, il suo corpo era vecchio, non aveva più una grande utilità, ma qualcosa dentro di lui era del tutto giovane. Era come una don a incinta, solo che la cosa dentro di lui non era un bambino, bensì un giovanotto. No, non un giovanotto, ma una donna, giovane, con indosso un’armatura di ferro, come quella di un cavaliere. E’ assurdo, si capisce, cercare di spiegare cosa ci fosse dentro il vecchio scrittore, mentre se ne stava sdraiato sul suo letto alto, ascoltando l’agitazione del suo cuore. C’è piuttosto da capire che cosa lo scrittore, o la giovane cosa dentro di lui, stesse pensando.

Questo pezzo è tratto da:

Winesburg, Ohio
Sherwood Anderson
Baldini Castoldi Dalai Editore, ed. 2012
Collana “Classici Tascabili”
Prezzo 7,90€ 

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