"Servirà che qualcuno ci legga, alla fine", Carlo Zambotti – Quel gran mercatino delle pulci che è il mondo…

Fonte: Vivere Monaco

Ho sempre amato i mercatini delle pulci perché adoro gli oggetti che hanno una storia e più sono vecchi e consunti e più mi piacciono, un po’ come i libri che quando son vecchi e impolverati, nonché ingialliti, destano la mia curiosità più di quelli nuovi con copertine sgargianti. Poi c’è quel sottile godimento non solo nel selezionare gli oggetti che attirano la nostra attenzione ma anche nello scegliere o no se farci raccontare la storia che si cela dietro la loro usura; in fondo abbiamo due strade, la prima è quella che ci dice che ci basta la storia che immaginiamo abbiano vissuto e l’altra è quella che decidiamo di chiedere al venditore la versione di una vita di cui, si spera, sia a conoscenza. E un po’ come fossero oggetti di un mercatino di cianfrusaglie che vengono presentati i personaggi del libro di cui vi parlo oggi. Sono normalissimi esseri umani esposti sul grande banco della vita che raccontano ognuno la sua storia, ma non lo fanno direttamente, è l’autore che ne coglie, dai tratti e da come si muovono sulla scena, quello che è il loro vissuto attestato dalla “consunzione”, in alcuni più evidente e in altri meno a seconda della loro età.

Non c’è un solo protagonista perché è una raccolta di racconti, 37 per la precisione, che hanno un comune denominatore uno sguardo attento sulle azioni dei personaggi senza pregiudizi e giudizi. Ci vuole una buona dose di “amore”  per scegliere un oggetto logorato dal tempo e dall’utilizzo e, allo stesso modo, ci vuole l’amore del collezionista per scegliere di condividere storie, al netto delle proprie convinzioni, permettendo al lettore di trarre le proprie conclusioni da solo. Grazie ad un approccio “sociologico al racconto”, che assomiglia tanto a Ballard (che cita anche Zambotti in uno dei testi proposti), abbiamo l’opportunità di dare uno sguardo nella sua personale collezione di comportamenti e riconoscere fra questi anche qualcuno dei nostri. Il motivo per cui mi è tanto piaciuta questa raccolta probabilmente è proprio questo, ovvero che dà la percezione che, solo staccandoci da ciò che riteniamo personale e guardandoci dal di fuori, siamo in grado di capire chi siamo e dove stiamo andando. E’ un lavoro solitamente poco praticabile, perché come diceva Carr, e lo dicono tanti altri storici al pari suo, “è difficile raccontare un fatto più nel momento in cui si svolge che  a distanza di tempo” perché, in quel momento, si subisce l’influenza di tutta una serie di fattori e del proprio coinvolgimento nel periodo storico di riferimento. Io trovo che succeda la stessa cosa nelle decisioni e scelte personali di tutti i giorni.

A questo tipo di approccio si affianca una scrittura fresca, diretta e scorrevole che non teme la moda e non ha bisogno di colpi di scena per conquistare i lettori; si aggiunge a questa un’organizzazione dei testi estremamente armoniosa che permette di fruire di queste storie con una semplicità estrema. Non ti accorgi nemmeno che le pagine scorrano; ogni nuova storia è preludio di una nuova avventura che lascia sempre il buon sapore di una nuova conferma o scoperta. Si passa dai bambini, ad improbabili coniugi scrittori virando nel passato e alla giovane borghese che voleva una vita diversa e al giovane povero, che l’amava, che trova la morte in una manifestazione. I temi sono tanti, i tempi sono quasi tutti contemporanei, gli spazi quasi mai definiti perché non necessari, il focus è puntato sulle azioni e sul tempo impiegato per metterle in pratica, un po’ come il ticchettio delle macchine da scrivere dei coniugi scrittori (che danno il titolo alla raccolta) veloce e inesorabile e a volte difficile da interrompere.

E’ una bellissima collezione quella che Carlo Zambotti ci propone al suo esordio, con una piccola e decisamente promettentissima casa editrice come Gorilla Sapiens (ho un  altro titolo acquistato recentemente ad una loro presentazione di cui spero di relazionarvi presto), cui vi consiglio di prestare molta attenzione perché ha una cura tutta particolare sia per i suoi autori e sia per le collane, nonché nella fisicità dei libri (e sapete già quanto io tenga ai libri fatti a regola d’arte!) che propone libri che sono fatti “alla vecchia maniera” e sono quindi oggetti che si conservano volentieri nella propria libreria. Probabilmente, anzi sicuramente, questo libro potrebbe essere un buon compagno di letture per questa strana estate che stiamo vivendo e se seguirete il mio consiglio, mi farà piacere sapere che ne pensate.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Servirà che qualcuno ci legga, alla fine
Carlo Zambotti
Gorilla Sapiens Edizioni, ed. 2013
Collana “Scarti”
Prezzo 14,00€

Fonte: LettureSconclusionate




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