[Dal libro che sto leggendo] Un incontro casuale

Henry James Sr. ed Henry James Jr.
fotografati da Mathew Brady
Fonte: LettureSconclusionate


L’Henry James Jr. che leggerete qui undicenne nella metà dell’ottocento è lo stesso del libro che stavo leggendo e che ho recentemente finito “Ritratto di signora“. Non nascondo che tale lettura non sia capitata a caso, quando un libro cita in maniera interessante libri io li appunto e alla prima occasione li compro (nel caso del libro citato l’occasione è stata data dal fatto di trovarlo in seconda edizione del 1952 a 10,00€). Anche questo è stata un’occasione era un rimasuglio di magazzino e lo vendevano a 5,20€ e quindi come potevo lasciarlo lì da solo?


Tra me e il lavoro della Cohen è stato amore a prima vista, cinquecento pagine, più o meno, in meno di 5 giorni lette avidamente perché è un libro cui difficilmente ci si distacca perché realtà e finzione sono così ben omogeneizzate da restituire al lettore una serie di vicende avvincenti e quantomai realistiche da richiedere all’autrice di inserire, in fondo al libro, una serie di note dove segnala cosa ha aggiunto di fantasia e cosa non lo è.

E’ sicuramente un libro ancora in catalogo magari in versione più aggiornata, ma il clou del libro non cambia, attraversare 100 anni di storia (dalla metà dell’ottocento a quella del novecento) che è stata il fulcro della letteratura americana che è venuta dopo, formandosi fra i movimenti sociali dell’epoca come ad esempio il riconoscimento dei diritti civili della popolazione di colore. Non è sempre un percorso facile, e spesso guarda all’Europa come la culla della vera cultura (tant’è che James di trasferirà e vivrà in Inghilterra parecchio tempo dopo aver girato l’Europa) sia artistica che letteraria.
Questo di cui vi riporto un assaggio, è proprio il primo capitolo, dove tutto comincia e vi assicuro che dopo le prime righe farete fatica a non farvi incuriosire. Lo dico per esperienza diretta.

Prosa scorrevole, temi interessanti che toccano anche lo spettacolo e l’arte contemporanea, il modo omosessuale, l’informazione e le riviste letterarie vi porteranno anche sui campi di battaglia della rivoluzione civile senza soluzione di continuità. Se avete voglia di una lettura diversa e stimolante, questo è il libro che fa per voi.

La recensione che era già stata proposta la trovate qui: Un incontro casuale
Buone letture,
Simona Scravaglieri


1. 

Henry James e Mathew Brady

 Erano venuti dalla campagna. In quei giorni d’agosto, la casa estiva aveva cominciato a perdere le sue attrattive e Henry James Senior si era ricordato di avere u impegno al “Tribune” di New York: doveva assolutamente vedere un tale, per parlargli di un suo progetto. Aveva baciato la moglie, preso con sé il figlioletto Henry James Junior e insieme erano saliti sul traghetto. Una volta in viaggio, a James Sr. venne la felice idea di fare una sorpresa alla signora james regalandole un dagherrotipo di padre e figlio. Anni dopo, Henry James Jr., scrivendo a proposito di quella giornata, affermò di non rammentare con precisione ma di essere abbastanza sicuro che il padre si fosse tradito non appena tornato a casa: “Entrò avvolto, direi circonfuso dal desiderio trepidante di divulgare” il suo segreto.  

Era il 1854, l’anno in cui il piccolo Henry James compiva undici anni e la famiglia aveva il suo domicilio sulla Quattordicesima Strada, non lontano da Union Square. Il ragazzo e il padre avevano l’abitudine di fare lunghe passeggiate per la parte bassa di Manhattan. A Henry James Sr. piaceva molto passeggiare, anche se all’età di tredici anni aveva perso una gamba in un incendio (sostituita con una protesi, prima di legno, poi di sughero) e il figlio era felice di avere il padre tutto per sé, lontano dall’ingombrante presenza dela fratello maggiore William, sempre più brillante di lui. Arrivati a Union Square, si fermavano a leggere i manifesti che annunciavano gli ultimi spettacoli teatrali, quindi scendevano per Broadway e raggiungevano la Quarta Strada. Lì chiacchieravano con la signora Cannon, che gestiva un accogliente negozio di articoli maschili: fazzoletti da tasca, colletti, cravatte, bottiglie di acqua di colonia rivestite in paglia; poi scendevano nella parte più bassa di Broadway, dove c’era una libreria, il Bookstore, il cui proprietario, un inglese dai modi cordiali, cenava qualche volta a casa loro. Non mancavano mai di chiedere l’ultimo numero di “The Charm”, un periodico dalla copertina gialla che pubblicava in Inghilterra. Henry James Sr. aveva sottoscritto l’abbonamento a nome del figlio che l’attendeva sempre con ansia.

Senza dubbio i due andarono  piedi anche allo studio di Mathew Brady, al 359 di Broadway, un po’ più a nord del museo di P.T.Barnum. Lo studio si trovava al primo piano. sopra il Thompson’s, dove la famiglia di james andava spesso a prendere il gelato, a quel tempo rara prelibatezza (e i James ne mangiavano ogni settimana!). Nell’autobiografia Un bambino e gli altri James ricorda che erano soliti frequentare due gelaterie, la Thompson e la Taylor:”La prima, lo rammento benissimo, solenne e antica; la seconda più recente, ma sfavillante”.
Lo studio di Brady era in posizione felicissima, vicino a un negozio di pianoforti, fra sartorie e altri studi fotografici, proprio al centro della strada affollata dai residenti agiati. Nel 1854 tra Manhattan e Brooklyn si contavano oltre cento studi fotografici e quello di Brady era fra i più lussuosi: tappeti di velluto, tende di pizzo, oro e sete alle pareti, un lampadario enorme, salette d’attesa ammobiliate con divani e tavoli di marmo, lucernari grandi e luminosi,disegnati da Brady in persona. Alle pareti erano appesi dagherrotipi di generali, presidenti, re, regine, membri dell’aristocrazia.

Il pezzo è tratto da:

Un incontro casuale
Rachel Cohen
Adelphi Edizioni, ed. 2006
Collana “La collana dei casi”
Prezzo 30,00€


2 thoughts on “[Dal libro che sto leggendo] Un incontro casuale

  1. Sì, ma se continui di questo passo, istighi all'acquisto compulsivo di libri seguito da un periodo di presunta malattia in cui potersi sborniare di letture tutto il dì… Ah, che bello sarebbe!

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  2. Io eh? Perché tu scherzi!!! 😀
    Comunque se passi in quel di Frascati alla libreria che si trova nell'ex cinema potresti trovarlo allo stesso prezzo che ho pagato io! 😉
    Mi piacerebbe da morire sborniarmi di letture tutto il giorno, ma poi mi dico che, senza rapportarmi col mondo, avrei non avrei gli stessi “mezzi e stimoli” per commentare quel che leggo…
    Quindi alla fine va bene così 😉
    Buona giornata mia cara!
    Simona

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