[Dal libro che sto leggendo] L’amore bugiardo

Fonte: Arte & Interior Design

Il sottotitolo di questo libro è: Ogni storia ha due facce. Direi in aggiunta che ogni storia assomiglia al cubo di Rubik. Questo è un thriller estremamente intricato che solo una donna poteva scrivere e svolgere in maniera coerente. Non sono femminista e nemmeno di parte. E’ proprio così, la cura della descrizione millimetrica, maniacale quasi, delle cose, di caratteri e della fisicità dei protagonisti è propria di un carattere femminile. E’ una storia di presunta colpevolezza e di presunta innocenza che si ribalta nel proseguire della trama e rivelare un nuovo status quo.
E’ al contempo una storia di contrapposizione: lui da un lato e lei dall’altro. C’è un po’ di teatralità tra ciò che si vuole apparire agli altri e quello che invece si è.

Ora detta così sembra un gran caos, invece scorre armonicamente verso una fine difficilmente prevedibile con un unico filo conduttore a quale si riconducono tutti gli opposti: l’amore incondizionato. Amore incondizionato che può essere di vario genere: dei genitori verso i figli o viceversa, di amicizia o anche quello che conduce al matrimonio. Il problema è che nell’amore incondizionato bisogna scendere a compromessi e di solito non sempre piacevoli ma che spesso fanno sentire che cede più debole e sopratutto perdente e chi guadagna come un vincente. Anche qui la Flynn da un’altra interpretazione: chi cede diventa il benefattore o il burattinaio e che acquista è colui che guadagna anche un debito.

Come potrete leggere dal pezzo trascritto ha un incipit che attira la curiosità, oltretutto in queste righe si nasconde anche il cuore pulsante di tutto il libro – cosa che capirete solo quando arriverete alla fine-, e non ci vuol molto ad aprilo per sbirciarlo e a  ritrovarsi ben oltre pagina 100 senza essersi accorti del passare del tempo. essendo una scrittrice gli indizi sono nascosti qui e lì e vi ritroverete a sbrigliare una matassa con Nick Dunne non poco intricata.
Un libro particolarmente indicato a chi ha amato la trilogia Laarson, Nesbo e tutti gli autori di quel genere perché  sebbene l’autrice sia americana, la costruzione di questa intricatissima trama richiede descrizioni accurate, quindi non ve la caverete con 300 pagine bensì in 560! Sicuramente, per il mio gusto, e confrontando le mie impressioni avute con gli altri scrittori  di quel genere, che mi è capitato di leggere, questo è di gran lunga migliore.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Nick Dunne

Il giorno che

Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa. Alla forma che ha, per cominciare. L prima volta che l’ho vista, è stata la sua nuca che ho notato, e nelle sue curve c’era qualcosa d’incantevole. Come un chicco di mais, duro e lucente, o un fossile nel greto del fiume. La sua è quella che i vittoriani definirebbero una testa dalle proporzioni squisite, che lascia intuire la forma del cranio. 

La riconoscerei ovunque quella testa.

E ciò che contiene. Penso anche a quello: la sua mente. Il suo cervello, con tutte quelle circonvoluzioni, e i suoi pensieri che fanno avanti e indietro rapidi e frenetici come scolopendre. Con la curiosità di un bimbo, m’immagino di aprirle il cranio, srotolarle il cervello e frugarci dentro, per catturare i suoi pensieri. A cosa pensi Amy? la domanda che ho fatto più spesso durante il nostro matrimonio, magari non ad alta voce, magari non alla persona che avrebbe potuto rispondermi. Suppongo che domande simil incombano come nuvole nere su ogni matrimonio: A cosa pensi? come ti senti? Chi sei veramente? cosa ci siamo mai fatti? Cosa faremo? 

I miei occhi si sono spalancati ale sei di mattina in punto. Nessun stormir di ciglia, nessun battito preliminare in direzione della coscienza. Il risveglio è stato meccanico. un inquietante scatto di palpebre, come il pupazzo ventriloquo: il mondo è buio, quando d’un tratto, ecco che si va in scena! 6-0-0, diceva l’orologio, fissandomi: la prima cosa che ho visto. Curiosa sensazione. Di rado apro gli occhi a un’ora tanto esatta. Sono un uomo dai risvegli frastagliati: 8:43, 11:51, 9:26. La mia vita è una vita senza suonerie.

In quel preciso istante, alle 6-0-0, il sole spuntava sopra le sagome delle querce, rivelandosi in tutta la sua divina collera estiva. Il suo riflesso divampava oltre il fiume, un lungo dito fiammeggiante puntato contro di me attraverso le tende sottili della camera da letto. Mi accusava: Sei stato scoperto. Non puoi nasconderti.

Sono rimasto ad oziare nel letto, quello che abbiamo portato da New York nella nostra nuova casa, che chiamiamo ancora nuova casa anche se siamo qui da due anni. E’ una casa in affitto affacciata sul Mississippi, un posto da nuovi ricchi di periferia, del genere a cui, ancora da bambino, aspiravo, nella mia parte di città fatta di ammezzati e moquette alta due dita. Il genere che riconosci subito: vagamente maestosa, rassicurante, nuova, nuovissima, un posto che mia moglie avrebbe detestato, e che di fatto appassionatamente detestava.

“Devo sfilarmi l’anima prima di entrare?” era stato il suo primo commento all’arrivo. Si trattava di un compromesso: Amy aveva preteso che affittassimo, e non comprassimo, nella mia piccola città natale del Missouri, nella convinzione tenace che non saremmo rimasti lì a lungo.


Questo pezzo è tratto da:

L’amore bugiardo
Ogni storia ha due facce
Gillian Flynn
Rizzoli Editore, Ed. 2013
Collana “Vintage”
Prezzo 13,00€

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