Il caffè dell’arte – 5 – Philippe Daverio racconta "DÜRER"

Adorazione dei Magi, Albrecht Dürer
Fonte: Art and the bible

Youtube è un grande calderone dove si trova di tutto. Buona parte dei contenuti sono di basso profilo, poi tra una ricerca e l’altra spuntano, fra le segnalazioni, questi video per i quali non si può che ringraziare chi li ha selezionati e messi in condivisione.

Siamo tra fine ‘400 e inizi del ‘500 e Philippe Daverio ci parla di Albrecht Dürer. Potrebbe non interessarvi, ne sono cosciente, ma è anche vero che la maniera che Daverio utiliza per parlare della pittura è più che affascinante e a volte, sono sicura che ne converrete con me, “ipnotica”. Il periodo è forse più bello della cultura e dell’arte italiana e avendo sentito parlare spesso di opere di questa corrente da lui nella trasmissione “Passepartout” non c’è critico migliore da ascoltare in argomento. 

Dürer, impara l’arte del bulino dal padre orafo ma è straordinariamente portato per il disegno; dipinge il suo primo ritratto a tredici anni e a 19 inizia un viaggio di 4 anni per tutta la Germania accrescendo sia le proprie potenzialità e la propria esperienza. Viene in Italia due volte, la prima appena dopo sposato, arrivando a Venezia ed, entrando in contatto con la nuova cultura nascente, cambia proprie prospettive sull’approccio alla pittura e come dice Daverio “torna a casa un’altro uomo”, aprendo una bottega tutta sua dove avrà come clienti molti signori dell’aristocrazia cittadina dell’epoca. 

Uno dei quadri di cui si parla all’inizio è “L’adorazione dei magi” è realizzato nel 1504-5 periodo che sta fra il primo viaggio in Italia e il secondo. E’ un viaggio nei codici che costruiscono la sua formazione e la sua arte e che si dichiarano quadro per quadro, a volte nascondendosi nei particolari. Come dice Daverio nel primo quadro “ha voglia di essere italiano, nonostante voglia rimanere strettamente tedesco”. 

Ascoltare Philippe Daverio (e questo è uno dei video della raccolta più interessante per i miei gusti) raccontare i segreti di quel che si vede inconsciamente nei quadri è sempre una grande avventura e sono sicura che non vi annoierete.

Buone letture e buona visione, nonché buona domenica.
Simona Scravaglieri

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