[Dal libro che sto leggendo] Marineide



Fonte: n3po


E’ da parecchio che vi volevo parlare di questo libro che è uno di una serie di gialli che raccontano le avventure dell’Ispettore Marineo. Oltretutto è una scoperta fatta per puro caso grazie alla segnalazione della casa editrice quando sono stata alla fiera della piccola e media editoria di Roma. Navarra, infatti è un editore molto impegnato nel mondo sociale che pubblica scritti e raccolti focalizzati su temi caldi dell’apparato sociale, talmente seri che alla “politica”, se così la vogliamo chiamare, cerca sempre di non affrontarli. Temi come l’immigrazione, le mafie, il giornalismo vittima  dei poteri oscuri sono concetti che ben conosciamo ma che, se ci soffermiamo a pensarci, difficilmente sono oggetto di serie discussioni se non portano l’acqua al mulino di questo e quel rappresentante politico.

E in questo catalogo impegnato (nel quale alcuni testi hanno i diritti devoluti ad associazioni) spunta la saga dell’ispettore Marineo, l’anti-Montalbano. Irriverente, talmente tanto da sembrare a volte maleducato, sempre un po’ scocciato, circondato da una serie improbabile di collaboratori sembra un po’ il Kojac siciliano. Ma la domanda sorge spontanea: “Com’è che uno scrittore che, dal nome e cognome, tradisce origini straniere scrive un libro dalle tinte e dal dialetto prettamente siciliano?” Semplice! Il padre è danese ma la madre è siciliana e lui ha passato parecchio tempo in Sicilia e dalla madre ha appreso le tradizioni di quest’isola bellissima.

Ecco, io ho veramente riso tanto di questi due omicidi, non per i morti (letterari) ma per le uscite dell’ispettore. Ho trovato racconti accattivanti, che tradiscono l’affezione dell’autore per la terra d’origine materna, e, al contempo, un autore che riesce ad orchestrare situazioni verosimili che non facciano sembrare campata in aria l’inchiesta. Diciamo che se Marineo è l’anti- Montalbano, Viborg è l’anti-Dicker.

Buone letture e, in questo caso, buone risate.
Simona Scravaglieri 


Omicidio sotto la rocca 
Prologo 
Non era una notte buia e tempestosa. Anzi, era calma, calda e illuminata dalla luna piena.
All’interno della scuola, temporaneamente chiusa perché sede di seggio elettorale, quattro uomini giocavano a carte seduti ai quattro lati di un banco troppo piccolo per loro.
– Scopa! Col settebello: due punti, – disse uno dei quattro.
– Ma se stiamo giocando a briscola, Collura! – rispose il giocatore al suo fianco.
– Mi ero distratto. Stavo guardando la televendita dell’idropulitrice – si giustificò il primo.
– Andate a fare in culo tutti e tre, compresi voi due che non c’entrate. Non gioco più, – sbottò il più anziano del gruppo.
– Dai ispettore, la notte è lunga, che facciamo se no? – intervenne il quarto.
– Vi guardate le televendite, Guzzo, – rispose l’ispettore. Poi, guardandosi intorno come cercando qualcosa con gli occhi, aggiunse – ma che hanno portato poco fa da mangiare?
– Pizza, pani cà meusa e gelati,- rispose qualcuno.
– Gelati? Ma perché c’erano i gelati? – chiese come risvegliandosi di soprassalto l’uomo che, poco prima, aveva fatto scopa giocando a briscola.
– Sì, – gli fu risposto.
– Allora non ce ne sono più.
– E perché?
– Perché mi sembravano cannoli e non li ho messi in freezer.
– Andate di nuovo a fare in culo tutti e tre. Vado a fare una telefonata, – disse incollerito l’ispettore. Si alzò, uscì e si diresse all’esterno dell’edificio, illuminato oltre che da una splendida luna anche dalla luce giallognola dei lampioni. Si godette l’aria pulita e frizzante della tarda serata per qualche minuto, poi, preso il cellulare, compose il numero. Attese qualche secondo che la persona chiamata gli rispondesse e quando questi lo fece disse:
– Commissario Guccione? L’ispettore Marineo parla. Ma nessuno c’era che si poteva fare ‘sta nottata con questi tre deficienti al seggio elettorale?
– Sì, – rispose il commissario Guccione.
– E chi?
– Io. Ora ha capito perché lei è lì? Si vada a coricare che domani mattina vi verremo a dare il cambio. Va bene?
– No.
– Fa lo stesso Marineo, buonanotte.
– Vafanculu puru tu! – disse Marineo, a un ricevitore già muto.


Il pezzo è tratto da:

Marineide
Omicidio sotto la rocca – Il sultano Rhomen Al Fasud
Ian Viborg
Navarra Editore, Ed. 2009
Prezzo 10,00€

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