"Marina Bellezza", Silvia Avallone – E’ tutta una questione di non appartenenza…

Fonte: Moda-Azi


Nel [Dal libro che sto leggendo] vi avevo postato la raccolta del livetwetting tenutosi in occasione della presentazione di questo libro. In quel momento non avevo molto da dire in merito, visto che avevo appena iniziato a leggerlo. Oggi posso tranquillamente dire che è veramente un bel libro: ben scritto e che dimostra anche una buona dose di approfondimento sul campo (ci sono delle descrizioni dei tempi sulla produzione dei formaggi che ad un certo punto mi hanno fatto venire il dubbio che avesse veramente messo su un piccolo caseificio!).
E’ la storia di due giovani Andrea ventisettenne e Marina ventenne che “non appartengono”. E’ una ricerca della propria identità e quella di coppia, non sarà la prima e nemmeno l’ultima in ambito letterario, ma è proprio ben scritta. Parliamo un po’ della trama e poi esplodiamo il concetto.

Lui e lei sono stati insieme 8 anni prima del momento in cui è ambientata la storia (ovvero a cavallo fra 2012 e inizio 2013). Vivono il periodo di recessione come una caccia al tesoro e il premio è uno spazio che possa garantire lavoro in un’epoca dove questo rappresenta l’Eldorado ambito da tutti. I loro profili si incrociano letteralmente partendo da esperienze, famiglia e desideri completamente opposti. Da un lato lui, figlio di buona famiglia – ma al contempo ne è anche la pecora nera – cresciuto all’ombra del fratello maggiore perfetto,  vive nel rifiuto di scendere a compromessi con i suoi genitori dai quali non si sente affatto compreso. Studente fuori corso, lavora in una biblioteca con un contratto a progetto e ha un sogno da coronare: fare il margaro come suo nonno producendo anche formaggi. Dall’altro lato lei, figlia unica di una famiglia disgregata  e che è sempre sopravvissuta nella vita. Padre sempre assente da quando se n’è andato di casa e madre alcolizzata, è cresciuta partecipando ai provini e facendo pubblicità e comparsate. Il suo sogno più grande è diventare un’affermata cantante ed entrare a pieno diritto in un mondo di vip.
Le vite di Andrea e Marina si incrociano nuovamente a 8 anni di distanza proprio una sera in cui lei canta ad un concorso e lui, con gli amici, è in cerca di qualcosa da fare per passare la serata.
Le differenze non finiscono qui: Marina nonostante desideri la notorietà è una ragazza sola e ambiziosa ed è proprio la sua ambizione a tenerla in questo stato insieme ad un inconfessabile segreto. Andrea, per contro,  è ben voluto e ha amici, magari non la crème de la crème, ma sono ragazzi che gli sono affezionati come fratelli.

Questi due insiemi chiamati Andrea e Marina si trovano a tangere nel momento in cui i due giovani, nonostante le diversità che li hanno in passato divisi, decidono di ricominciare la loro storia d’amore.
Sono le differenze che definiscono la loro “non appartenenza” l’uno all’altro, ma questa è anche la caratteristica che hanno in comune, l’unica: “non appartengono” a nulla e a nessuno. Nè alla famiglia o ai luoghi che sono teatro di queste vicende e neanche agli amici o ai conoscenti. Appartengono invece ai propri sogni, che sono anche causa delle loro incomprensioni e divisioni rendendo difficile questo ricongiungimento. Lui ambisce a ritirarsi dal mondo e lei a conquistarlo. Nei loro desideri “gli altri” non sono contemplati o lo sono, nel caso di Marina, solo ed esclusivamente in qualità di spettatori. Quindi il difficile rapporto di coppia di regge su un filo labile, l’essere “coppia” ma “soli” allo stesso tempo. 

Ma la “non appartenza” non decreta il rifiuto della ricerca identitaria. Io sono in quanto penso, o vivo o anche occupo uno spazio. Qui queste affermazioni si annullano: Io esisto in quanto non appartengo e scelgo di seguire passato o futuro secondo le mie inclinazioni o i miei desideri (c’è anche un pizzico di Roth in questo, ironicamente). Posso essere margaro a Biella o nel mondo, ma scelgo di esserlo come da “tradizione” prendendo “i tempi” di un passato che ho ereditato da mio nonno e che condivido nell’ambito del mio lavoro. Scelgo una vita fatta di silenzi ma anche di famiglia, mi escludo dal mondo ma cerco qualcuno che abbia un rapporto così stretto con esso da farmi da tramite. Per contro io scelgo di fare la cantante a Biella o nel mondo. Il punto non è dove, ma è quello che voglio: fama, soldi e successo. Per fare questo mi proietto al mondo ma scelgo di tenere i piedi in due scarpe: da un lato la conquista e dall’altro tenermi i miei punti fermi, ovvero Andrea.

Due concetti all’apparenza diversi, ma in fondo molto uguali fra loro. Che si scelga la tradizione o il futuro il punto fermo, quello di riferimento, non è situato né al passato ma neanche al futuro. E’ solo il presente che, per quanto instabile e incerto, in questo periodo di crisi è l’unica cosa cui ambire. E’ il presente che ci restituisce la forma della nostra identità che non è un’entità fissa, graniticamente impassibile al passare del tempo ma con questo muta, in deroga ai tempi che viviamo, e si adatta al grado maturazione della persona che rappresenta. Detta in termini più semplici: siamo in quanto viviamo il nostro presente e mentre cresciamo il nostro essere muta con la nostra consapevolezza e la nostra esperienza.

E’ certo che i temi prevalenti che Silvia Avallone ha evidenziato nella presentazione ci sono, ma io ho trovato affascinante questo aspetto, forse per lei secondario, che per me apre a riflessioni del tutto inaspettate.
Cervo a parte , di cui non ho compreso affatto la metafora o l’imprtanza– e lascio a voi scoprire di cosa sto parlando-, la storia è ben scritta, pertinente e verosimile, quindi niente favolette, e – Grazie Silvia! – affatto smielata nonostante la storia d’amore sia protagonista di questo lavoro. Molto belle sono anche le descrizioni della provincia Biellese.
A voi non resta che leggerlo e a me solo l’inserimento fra i recensiti del blog nell’apposita nuova libreria. Una cosa sola è certa, dopo tante letture “un po’ strane” un libro così ci voleva proprio. 
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Marina Bellezza
Silvia Avallone
Rizzoli Editore, Ed. 2013
Collana “La Scala”
Prezzo 18,50€
Fonte: LettureSconclusionate

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