[Dal libro che sto leggendo] L’ombelico di Adamo

Fonte: VivaStreet di Virgilio
 Sono molto contenta di parlavi del libro che sto leggendo proprio in questi giorni per due motivi: il primo perché appartiene alla mia collana preferita di Perrone Editore (HINC), quella che ospita anche i lavori di Giuseppe Aloe e che proprio grazie a lui ho scoperto, e l’altra perché questo lavoro arriva, fra le mie letture, come una ventata di aria fresca in un momento in cui avevo bisogno di un bel “mistero” e di una trama scorrevole da seguire in tutta tranquillità. Ecco questo è sicuramente un bel libro- e lo posso dire con cognizione di causa perché sono a 30 pagine dalla fine! -.
Ben scritto, divertente e anche tinto di giallo. Popolato di personaggi che sono al contempo immaginari e realistici, figure  che potremmo trovare ovunque, amplificate in caricature ironiche e non ossessivamente ciniche.

 C’è un sottile gioco forza cui ci si deve sottoporre, quando si scrive, per non calcare la mano o non caratterizzare troppo poco un personaggio: nel primo caso si arriva anche a rendere scadente il lavoro nel secondo il lettore non riesce a far suoi i personaggi. Stefano Tofani ottiene l’effetto perfetto, propone personaggi che fanno sorridere e riesce altresì a mantenere anche l’attenzione dei suoi lettori affrontando la sua storia con vari ritmi. Nel caso che vi inserisco sotto, che è anche il primo paragrafo, si notano questi ritmi diversi dalla camminata svogliata e assonnata del barista fino agli scatti mentre si guarda intorno.

Una penna quantomai felice, una storia decisamente scorrevole e piacevole da leggere, un mistero da risolvere seguendo le indagini di tre divertenti carabinieri e quelle dei Cùzzolesi e non Cùzzolini!
Sono certa che anche voi lo troverete irresistibile!

Buone letture,
Simona Scravaglieri
29 dicembre 
Il primo a vederla fu Pacino, il barista, poco dopo le sei.
Attraversando la piazza a piedi come ogni mattina,la sfiorò quasi, ma vuoi per sonno, freddo o distrazione cronica, giunse alla porta del bar senza averne registrato la presenza. Solo armeggiando con la saracinesca ebbe un ripensamento: si voltò e ci rimase secco.
Una statua. Che ci faceva lì, al centro di Cùzzole?
Riavutosi, tornò indietro circospetto, mettendosi ad osservarla da ogni lato: molto più alta di lui, due metri e mezzo – tre, raffigurava un tizio con un mappamondo in mano che indossava null’altro che un paio di mutandine colorate e una mascherina nera. Candido, nudo e liscio come una statua classica.
Dopo aver esaminato il monumento, volse lo sguardo intorno, credendosi vittima dell’ennesimo scherzo. guardò verso i campi: buio e nebbia. Verso la villa dei Colombo: la villa dei Colombo. Verso il bar:il bar. Ancora verso i campi: di nuovo buio e nebbia. Tutto taceva nella notte che si diradava. Frastornato cercò da sedere, ma da sedere non c’era – troppo distante la panchina -e così prese a stropicciarsi gli occhi, a fondo, dubitando della propria lucidità. Dev’essere un miraggio, pensò.
Voltò le spalle al monumento, con le mani sugli occhi, e rimase in quella posizione per un minuto o due, come un bambino che gioca a bubù sette: se era un miraggio andava colto di sorpresa, non gli doveva dare il tempo di materializzarsi. Tuttavia, quando tornò a guardare, con uno scatto che gli impennò il riporto quella strana statua era ancora lì. Si stagliava nitida contro il digradare nero dei campi, e brillava più per una qualche luce propria che per il boccheggiare giallastro del lampione o per il riverbero fiacco della luna.
La sera prima Pancino aveva chiuso il bar alle undici e prendendo la vi di casa insieme al Pellacci, si era addirittura fermato in quei paraggi per accarezzare Tobia, sbucato da dietro i cassonetti, ma non c’era nulla. Dunque la statua era come piovuta dal cielo durante la notte,anzi in quelle sette ore.Quasi ad aver prova definiva della sua esistenza decise di toccare con mano, come San Tommaso al cospetto di più alto mistero: si avvicinò titubante e l sfiorò con un accarezzare rapido, intimidito.


Questo pezzo è tratto da:

L’ombelico di Adamo
Stefano Tofani
Giulio Perrone Editore, ed. 2013
Collana “Hinc”
Prezzo 13,00€

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