[Dal libro che sto leggendo] Io sono Malala

Fonte: AsiaNews
Non è la prima volta che parlo di libri del genere, e rispolvero qualche ricordo di quando ero piccola. Mio padre aveva frequenti rapporti con gli emirati arabi per questioni di lavoro e spesso era a Ryad. Ora, per chi non lo sapesse, in questa splendida città esistono leggi che sono simili a quelle vigenti nello Swat anche se, molte donne vivono in condizioni migliori di queste, perché gli emirati arabi sono notoriamente ricchi. Quando tornava da quei paesi, e magari lo aveva accompagnato anche mia madre, si parlava di quel che succedeva lì. Le donne sono considerate anche meno dei cani e non è una metafora ma realtà. Le donne viaggiano dietro, non possono uscire se non con un parente diretto (padre o figlio), vestono magari riccamente ma, quando escono, devo portare il burqa nero come quelli che vedete in foto. 

Ora, non si può fare di tutta un’erba un fascio, ovvero ci sono donne che – seppure incredibile per noi – credono nel loro stile di vita. Ce ne sono altre come Malala che nascono con altre motivazioni. In paesi come questi dove, se non c’è un medico donna, la donna malata o incinta non può essere visitata e rischia anche di morire una ragazzina come lei, che rivendica il diritto all’istruzione è una mosca bianca che può sempre fare paura. Infatti, nel 2012 (quindi a 3 anni dall’articolo linkato da cui ho preso la foto) mentre torna a casa il bus della scuola viene fermato e un talebano le spara colpendola in pieno volto. La colpa? Tenere un blog da quando aveva undici anni e ricevere un premio per la sua battaglia per poter studiare. Malala è nata per altro, per volare e per decidere di farlo nonostante la realtà che vive. Oggi quel che vede fuori dalla sua finestra non è più la valle dello Swat e non deve più coprirsi per andare a scuola. Ma lo sradicamento dal proprio mondo le fa sentore la nostalgia per quei luoghi che l’hanno quasi vista morire ma che sono anche ragione della sua identità, anche se questa è un’identità rifiutata da un potere nemmeno tanto antico ma sicuramente molto antiquato.

E’ un libro che sto leggendo in questi giorni ma che è uscito in simultanea in tutto il mondo l’8 ottobre  e si può trovare sia sullo Store del Corriere della Sera (il link sotto i riferimenti del libro) o in libreria con il marchio Garzanti Libri.
Un libro per tutti, ma sopratutto per le donne, non solo per ricordarci quanto siamo fortunate, bensì per ricordarci quanta fatica ma quanta volontà e coraggio dobbiamo sempre metterci nelle cose in cui crediamo senza perdere la nostra identità.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Prologo 
 Sono nata in un paese creato a mezzanotte. Quando sono quasi morta era appena suonato il mezzogiorno.
 Un anno fa sono uscita per andare a scuola, e non ci sono mai più ritornata. Sono stata colpita da una pallottola talebana e mentre mi portavano lontano dal Pakistan non ero cosciente. Qualcuno dice che non rivedrò più la mia casa, nel villaggio nella valle dello Swat, ma io voglio credere con tutta me stessa che invece ci tornerò. Essere strappati dal paese che si ama è qualcosa che non auguro a nessuno.
 Ora, ogni mattina, quando apro gli occhi, vorrei vedere la mia vecchia stanza con tutte le mie cose, i vestiti sparsi sul pavimento e i miei premi scolastici sulle mensole. Invece vivo in un posto che è cinque ore indietro di fuso orario rispetto al Pakistan. Ma il mio paese è indietro di secoli rispetto a quello dove mi trovo ora. qui ci sono tutte le possibili comodità: acqua corrente che sgorga da ogni rubinetto, calda o fredda, a seconda di come la si desidera; luci che si accendono con un colpetto all’interruttore, giorno e notte, senza bisogno di lampade a petrolio; forni e fuochi per cucinare, che non ti obbligano ad andare al bazar a comprare le bombole di gas. qui è tutto così moderno…Si trova cibo già cotto e confezionato!
 Quando sto alla finestra e guardo fuori, vedo edifici alti, lunghe strade piene di veicoli in file ordinate, siepi e prati verdi ben curati,marciapiedi puliti. Allora chiudo gli occhi e per un istante ritorno nella mia valle – le alte montagne dalle cime coperte di neve, il verde ondeggiante dei campi e le fresche acque azzurre dei fiumi – e il mio cuore sorride guardando la gente dello Swat. La mia gente mi riporta a scuola, e lì ritrovo le mie compagne e i miei insegnanti. Trovo Moniba, la mia migliore amica, e ci sediamo insieme, chiacchierando e scherzando, come se non me ne fossi mai andata.
 Poi mi ricordo di essere a Birmingham, in Inghilterra. 


Questo pezzo è tratto da:

Io sono Malala
Malala Yousafzai Con Christina Lamb
Garzanti Libri Editore per Corriere della Sera*, ed speciale 2013
Prezzo 12,90€ 
*L’edizione speciale cui si fa riferimento in questo pezzo è acquistabile solo sul Corriere Store

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