[Dal libro che sto leggendo] Moby Dick e altri racconti brevi

Alessandro Sesto
Fonte: LettureSconclusionate
Se Chartier leggesse questo racconto probabilmente si farebbe una bella risata. Non è di lui che parliamo oggi, bensì di Alessandro Sesto, approdato nel coloratissimo catalogo Gorilla Sapiens e che, qualche settimana fa mi è capitato di vedere a Roma la presentazione del suo lavoro all’HulaHoop Club Eternauta. In quell’occasione il racconto che vi ho trascritto per oggi non è stato letto – quindi è veramente un’anteprima – e che mi permette di mostravi perché questo libro ci mancava.
Sesto, con particolare maestria, e come potrete vedere dal testo riportato, anche con eleganza riesce a trattare un argomento complicato come il rapporto autore e opera, su cui hanno scritto grandi come Segre e Chartier e moltissimi altri, e a semplificarlo infilandolo in un cornice più “sicura” per il lettore che, tra una risata e l’altra – e vi assicuro che si ride veramente parecchio-, riesce anche ad apprezzare (e avvicinare!) il concetto più complicato. E probabilmente gli rimarrà più in mente di quanto lo avrebbe immagazzinato ascoltando un simposio in merito.
Non troverete solo queste ironiche scene ma anche delle analisi, a tratti irriverenti, ma molto puntuali su generi, protagonisti, trame e finali che, se non guardate solo superficialmente, vi faranno ritornare con la memoria a quel che avete letto per capire se fa sul serio o dice solo per scherzo. Io un’idea ce l’ho, ma ve la racconto nella recensione. Frattanto credo che, visto il racconto scelto, sia superfluo aggiungere che questo è un bel libro da regalare a Natale, tanto per non rimanere nella massa dei libri regalati e mai letti che popolano le librerie delle persone cui li regaliamo pedissequamente ogni anno.
Miglioriamo le nostre condizioni di lettori e il nuovo anno che è alle porte con libri di qualità.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

L’autore 
Ieri sera al bar, fresco di wikipedia parlavo di Tolstoj credendo di fare la mia porca figura, quando la cameriera mi ha informato che nessuno più ritiene che un testo possa avere un autore definibile come individuo. Poi ha aggiunto che l’autore, se proprio se ne vuole parlare ma sarebbe meglio di no, è una sorta di composto magmatico formato dall’insieme delle rappresentazioni che il pubblico ha delle narratore; rappresentazioni determinate dal testo stesso, dalla posizione della critica letteraria, dall’interpretazione di ogni lettore effettivo, potenziale e immaginario, dall’ambiente sociale in cui viene prodotto e letto, dal vissuto infantile dell’impaginatore, dagli archetipi sognati dal correttore di bozze e da altre cose che, complice un eccessivo consumo di vino della casa, ricordo solo confusamente. A ogni modo è irritante: gli autori non esistono più e io a parlare di Maupassant, Austin e tutti gli altri come un fesso. Nessuno mi dice niente, sono sempre l’ultimo a sapere.
Protestando comunque che tutto ciò mi era notissimo ho intanto indagato sulle fonti relative a questa sparizione dell’autore, così cambio bar e mi rifaccio un nome. Lei ha menzionato il libro di un certo Hix, lo ricordo perché era come il rumore del singhiozzo con la ics, e io avevo appunto il singhiozzo per colpa di quel vinaccio. Comunque il libro si intitola Morte d’autore, un’autopsia, o Autopsia della morte di un autore, insomma, l’essenziale è che l’autore è morto. Ho sorriso come a dire, ah certo, Hix lo conosco bene, ma la cosa non è così semplice, e bevuto l’ultimo me ne sono tornato a casa da solo con la mia ignoranza.
Oggi quindi sono andato alla biblioteca comunale. Chiedo il libro, e la bibliotecaria a sua volta mi chiede l’autore, con tono assolutamente meccanico e privo di intenzione, come se fosse la domanda più ovvia possibile. Devono proprio pensare tutti che sono un deficiente. Ribatto che come è noto, l’autore non è certo una persona fisica, ma piuttosto, e a essere riduttivi, una descrizione approssimativa delle rappresentazioni mentali della figura narrante da parte dei lettori potenziali del testo. Mi risponde che se non le dico il nome dell’autore non può trovare il libro. Da non credersi. L’autorino con nome e cognome che scrive con la penna d’oca… intendo, siamo tutti adulti, abbiamo fatto le nostre, non c’è proprio motivo che ci raccontiamo storie. Niente l’impiegata è inamovibile. E tutti intorno che le danno ragione, come negli incubi. A questo punto credo che mi stiano mettendo alla prova.
Questo pezzo è tratto da:
Moby Dick e altri racconti brevi
Alessandro Sesto
Gorilla Sapiens Editore, Ed. 2013
Collana “Caramella acida”
Prezzo 12,90€

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.