[Dal libro che sto leggendo] The White family

Fonte: Wikipedia


Leggendo le pagine di questo libro mi sembra di essere tornata indietro di qualche mese, a quando leggevo “Il sale“. Potremmo chiamarla: la risposta inglese a Del Amo. Il tema, per ora l’ho ancora il lettura, pare essere quello di raccontare l’uomo, i rapporti, gli amori attraverso i componenti di una famiglia, in questo caso allargata perché Thomas è un amico di uno dei figli ed è cresciuto più con Alfred e May – la moglie del guardiano del parco – che a casa sua. Poi sono cresciuti, i tempi cambiano il mondo e anche le persone.

Come in quel caso le pagine sono piene di immagini, riflessioni, caratterizzazioni dei personaggi attraverso le emozioni di chi li guarda e di come loro interagiscono nello spazio narrativo.
Un bellissimo libro di Maggie Gee trovato per caso in fiera a Roma in Dicembre,
Buone letture,
Simona Scravaglieri
1. Thomas 

Albion Park in un intenso mattino primaverile. Una pazza giornata di marzo, di ghiaccio e di fuoco. I piedi di Thomas battono il ritmo da tamburo sul viottolo. Ogni pelo, ogni setola sul suo mento è dritta. Una navicella spaziale di neuroni ardenti…

Lui fa il bibliotecario, sta andando al lavoro, semiaccecato dal sole, dal freddo e dai ricordi. Una volta veniva qua assieme a Darren, dopo la scuola (avevano sei, o forse sette anni, la prima volta che erano scappati dalle loro mamme?). E il padre di Darren, Alfred, era guardiano del parco…
Era, e lo è ancora. E’ ancora al suo posto. C’è un che di epico in questo; quasi cinquant’anni di servizio… Alfred White che difende la fortezza.
Thomas sente qualcuno alzare la voce, un po’ più in là.
Allora scorge Alfred dietro una fila di platani, una figura svelta con un pesante cappotto da militare, La sua coppola familiare, con la sottile frangia di capelli bianchi, a media distanza, vicino alle inappuntabili aiuole. E’ l’unico pezzo di prato in cui non è consentito calpestare l’erba; uno dei compiti principali del custode è allontanare i trasgressori.
Thomas nota che la donna con cui Alfred sta parlando é nera. Ci sono due bambini; lei ne tiene uno per braccio.
“E’ il mio lavoro, signora, sto facendo il mio lavoro…”. La voce dell’autorità,quella dell’infanzia di Thomas.
“Aspetti un attimo. Sto cercando di dire…”.
“Può spostarsi dall’erba, signora? Glielo chiedo gentilmente…”.
“Quelli come lei non ascoltano mai!”.
“Non deve gridare, signorina”.
“Ma io non stavo gridando…”
“E poi finirete sopra i tulipani”.
Ora la bambina comincia a piangere, un suono acuto che sembra arrivare da un regno infantile fatto di dolore e di perdite, lontanissimo da quelle delle liti degli adulti. La piccola cerca di trascinare la madre tirandola per un braccio. “Mamma, mamma, mamma, lo vedo!”
” Sta’ zitta, Carly, sto parlando a quest’uomo!”
“Mamma, mamma, voglio…”.
“STA’ ZITTA!”.
Dall’altro lato della donna, Alfred non si lascia sfuggire l’occasione. “Se tutti camminassero qyìua sopra, non rimarrebbe più l’erba”.
Incalzata da entrambi, all’improvviso la donna crolla. “Vaffanculo! Ti dico che sei FUORI DI TESTA!”.
Un uomo alto e nero si avvicina in fretta, con un pallone da basket viola, e si avvicina ad Alfred con fare minaccioso. Sembra come un minimo trenta centimetri più alto, e con sessanta centimetri di spalle in più. (Era davvero minaccioso? Si chiede dopo Thomas. Si può dire che volesse minacciarlo? No, era solo alto. E nero, naturalmente, anche questo conta).
“Qual è il problema?” domanda l’uomo, abbastanza gentile.
“Mi spiace, signore, ma non si gioca a pallone qua”.
“Non stiamo giocando a pallone. Perchè Carly piange?” domanda alla moglie, che si è calmata un po’.
“L’ha fatta arrabbiare, l’ha fatta”.
Lei indica Alfred. “Calrly ha perso l’aeroplano di Dwayne. Ed è convinta che si trova (aggiunta mia “trovi” ma non vi ho detto nulla!) nell’aiuola”.
“Allora che problema hai amico?” domanda il padre accigliato, mentre sovrasta Alfred, “qual è il problema?”

Questo pezzo è tratto da:

The White Family
Maggie Gee
Edizioni Spartaco, ed. 2010
Collana “Dissensi”
Prezzo 16,50€

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