Gideon a rapporto – J.J. Marric – Senza infamia ma sicuramente senza lode…


Fonte: Detective method

Non è il giallo del secolo, quello di cui vi parlo oggi, ma nemmeno del decennio in cui è stato scritto – è del 1960 (Inghilterra), pubblicato in Italia prima nel 1974 e ristampato 4 anni dopo -. I suoi limiti sono dati dal fatto che si sentono tutti i suoi anni e che, sopratutto è malamente uno di 21 libri che compongono la saga di Gideon. Jhon Creasey, che qui si firma J.J. Marric, è un autore prolifico sotto diversi pseudonimi e in questo caso, essendo la saga iniziata già dal 1955 – questo dovrebbe essere il 5°-, i personaggi non sono caratterizzati a dovere. Si scopre quasi alla fine il ruolo di Gideon, Ispettore capo della polizia di Scotland Yard, grazie ad uno dei confronti che si tiene fra lui e il procuratore. Gideon è affiancato da personale professionale con esperienza sul campo, cosa che non sempre avviene nei gialli contemporanei dove, per creare l’eroina viene demandato al protagonista l’onere di vivere in prima persona lo svolgersi delle indagini e la risoluzione del mistero, qui, invece, l’ispettore dirige la storia analizzando i casi attraverso i rapporti di chi li segue.

Non c’è un caso principale, bensì, probabilmente nell’obiettivo – ma potrebbe essere un effetto derivato e non voluto – di far sentire il caos che regna quando un ufficio segue più casi, ci sono parecchi delitti, e qui in particolare pare che non esista una “specializzazione”, si parla infatti di furti d’auto o di pellicce, minacce, percosse e infedeltà e il caso “principale”, che cerca di farsi spazio fra gli altri, è quello che riguarda un grande personaggio della city, Borgman, che diventa ricco sposando una ereditiera e che successivamente muore dopo una malattia dovuta ad un brutto incidente d’auto. C’è una confessione in punto di morte di chi sa, da un racconto altrui, che cosa è successo in realtà ma è difficile capire come sia successo e dimostrarlo! Riuscirà Gordon a risolvere il caso? Non ve lo dico! Mai fatto fino ad oggi, figuriamoci se comincio ora! 

Ora se la domanda che vi sovviene è: “Ma com’è che la lettrice sconclusionata è passata ai Gialli Mondadori?” la risposta più veloce è che partecipa ad una sfida, che non vincerà ovviamente mai, a chi legge in un anno più libri di questa collana. Non la vincerò per due motivi: non riesco a leggere sempre lo stesso genere – e questo blog ne è la testimonianza – e non ho alcuna intenzione di comprarmi i libri della collana attuale perché pare, da una ricerca che ho fatto, che siano disponibili solo in versione ebook e, sinceramente, non ho voglia di fare questo investimento in bit! Quindi leggerò quel che trovo nei tempi che riuscirò a dedicargli. In più libri come questo mi fanno anche un po’ sorridere, nonostante una serissima indagine con una soluzione che possiamo reputare in fondo accettabile, ci sono particolari che ti ricordano anche le mode dei tempi andati. Quello più simpatico in assoluto è l’ansia dell’autore di specificare che Gideon è molto peloso: ci tiene veramente tanto! qui e lì lascia una descrizione che alla fine mi fa considerare quest’uomo come fosse un tappetino! Un’altra cosa divertente è data dalla traduzione – chi mi sopporta da tanto tempo sa perfettamente che ho la fissazione per queste cose – per cui, oltre ai soliti errori di composizione della pagina – pochi rispetto quel che circola oggi anche nei libri di altro livello! -, compare ad un certo punto la traduzione di quella che dovrebbe essere una macchina con la “marmitta truccata” tradotta come “Macchina con la marmitta in disordine”. Ecco, ci ho riso per mezz’oretta buona!

Un’altra caratteristica che mi ha fatto pensare al mio eterno dubbio di come si possa affermare che un libro in particolare debba essere considerato o no un “classico” è l’ingombrante presenza del telefono – che detta da una che, nella vita normale, lavora nel campo delle telecomunicazioni è un assurdo, lo so! -. Questo romanzo si svolge rasentando non i muri ma i telefoni,  stanno sempre al telefono e dovunque lo cercano. Pare che Gideon si sposti, anche per andare a vedere i luoghi di un delitto, solo se c’è un apparecchio telefonico nei paraggi. Un vero incubo! Ecco, riflettendo, sta anche in questo – non nel telefono ma nel concetto di annullamento del tempo – la differenza fra un libro qualunque e un classico intramontabile, ovvero nella costruzione di una trama fatta di situazioni “in cui la presenza  la mancanza di oggetti non facciano balzare all’occhio del lettore la loro continua persistenza o assenza”. E forse questa potrebbe essere una tesi che potrei mettere in questa eterna ricerca di definizione di quello che, molto spesso, rimane indefinibile perché preso come concetto primitivo: il classico.

Lettura simpatica ma non eterna e che, probabilmente, facilmente dimenticherò di aver fatto.
Buone letture,
Simona Scravaglieri


Gideon a Rapporto 
(Titolo originale Gideon’s Risk)
J.J.Marric
Mondadori Editore, ed. 1974 rist. 1978
Collana “I classici  del giallo “
Prezzo 900£

Fonte: LettureSconclusionate

2 thoughts on “Gideon a rapporto – J.J. Marric – Senza infamia ma sicuramente senza lode…

  1. una recensione perfetta, del genere e del personaggio, arricchita dalle tue considerazioni personali.
    un po' di curiosità sul peloso Gideon, ti confesso, mi è comunque venuta. 😉
    Buona lettura, qualsiasi sia il genere nel quale sei immersa

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