[Dal libro che sto leggendo] Lettere di guerra ad André Breton e ad altri surrealisti


Fonte: LettureSconclusionate


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Non leggete subito l’assaggio ma guardate bene le fotografie! E’ un libro :Duepunti Edizioni e il libro in sé è un libro. Hanno un po’ una filosofia tutta particolare, i loro libri lo sono nel contenuto ma anche nella forma. E per capire, leggere e avere l’intonazione giusta per apprezzare quanto riportato qui sotto bisogna capire come Vaché scriveva le sue lettere. Lo faceva disegnando e scrivendo attorno ai disegni o scriveva di sbieco, faceva dei rimandi a pezzi di testo con frecce e le sue lettere erano opere d’arte non solo in quanto a modi di esprimersi ma anche come veri e propri schizzi. 

Quindi, come detto nella recensione di Lettere di Guerra, spogliatevi non solo dei panni contemporanei ma anche dei modi di approcciare al testo. Ricordatevi che gettò le basi del surrealismo e qui, secondo me, c’è una buona rappresentazione del suo modo di vedere e di esprimere il distacco da quanto di pesante e opprimente venga dal secolo precedente.

Un libro che è piccino sia nella sua lunghezza che nel suo formato a testimonianza della sua discrezione, si tratta sempre di corrispondenza privata, ma curato nei minimi dettagli, come si conviene ad un autore definibile e che ha vissuto come un dandy.
Lasciarsi andare tra il serio e il faceto di queste frasi è stato uno spasso e le note, discrete ma puntuali, di chi ha curato la traduzione sono state illuminanti.
Scegliere se leggerle o no è personale, decidere di averle, leggerle e metterle nella propria libreria è probabilmente una azione rivoluzionaria di questi tempi.

Spero di avervi incuriosito,
buone letture,
Simona Scravaglieri


[….]Per altri versi.-

L’ARTE non esiste, senza dubbio – Dunque è inutile cantarne le lodi – eppure: facciamo arte – perchè è così e non altrimenti – Well – che volete farci?

Dunque non ci piace

l’arte, e neppure agli artisti (abbasso Apollinaire) E come HA RAGIONE TOGRATH DI ASSASSINARE IL POETA! Tuttavia, poiché in questo modo è necessario rigurgitare un po’ d’acido o di vecchio lirismo, farlo darà un forte strattone – perché le locomotive vanno veloce.

Dunque modernità, anche – costante, e uccisa ogni notte – ignoriamo MALLARMÉ, senza odio, ma è morto – Non conosciamo più Apollinaire – PERCHÉ – sospettiamo che faccia arte con troppa coscienza, e che rabberci del romanticismo col filo telefonico senza conoscere la dinamo. Abbandonare GLI ASTRI una volta per tutte! – è irritante – e poi a volte non parlano seriamente! Un uomo che crede è qualcosa di strano. MA VISTO CHE QUALCUNO É NATO GUITTO…
Ebbene – vedo due maniere di lasciar passare la collisione fiammeggiante di parole rare – non spesso, diciamo – oppure disegnare angoli, o quadrati privi di sentimenti – quelli del momento, naturalmente – Lasceremo all’Onestà logica- l’onere di contraddirci – come a tutti quanti.
OH DIO ASSURDO! Perché tutto è contraddizione – non è vero? – e sarà umore chi non si lascerà mai conquistare alla vita nascosta  e SORNIONA di ogni cosa – Oh sveglia mia – occhi- e ipocrita – che mi detesta tanto!-…e sarà umore chi avvertirà il pietoso tromp dl’oeil dei simil-simbolisti universali – Essere simbolici è nella loro natura.[…]


Questo pezzo è tratto da:
Lettere di guerra
ad André Breton e ad altri surrealisti
Jacques Vachè
:Duepunti Edizioni, ed. 2005
Collana “Terrain Vaugue”
Prezzo 6,00€

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