"Io speriamo che me la chiavo", AA.VV. – Caro "porno" ti scrivo, così mi distraggo un po’….


Fonte: Il Messaggero

Oggi l’argomento potrebbe sembrare da bollino rosso e, invece, non sempre ciò che sembra è come lo pensiamo! “Io speriamo che me la chiavo” è il simpatico titolo dato all’altrettanto simpatica raccolta di lettere di presentazione di aspiranti attori porno. Ma la parola “Porno” si ferma solo al genere di lavoro e ai protagonisti, destinatari di questa corrispondenza “diversamente seria”. Non c’è niente di più.
Torniamo indietro negli anni e arriviamo fino al periodo che va dai ruggenti anni ’80 agli anni ’90 inoltrati. Il porno era ancora un tabù, internet non era diffuso, DVD non ce n’erano e l’unico modo di arrivare ad un certo tipo di film era o andare ai cinema a “luci rosse”- mai vicino casa e bardati in maniera improbabile per evitare di essere riconosciuti – o se si aveva il videoregistratore in videoteca. Persino comprare determinati tipi di giornali richiedeva una certa dose di nonchalance.
Proprio in quegli anni, l’allora fiorente industria del porno, pensava a come garantire prodotti differenziati e soprattutto un incremento di personale: in quel periodo partì una campagna di reclutamento di aspiranti attori direttamente fra gli amanti del genere tramite annunci sulle riviste specializzate e spot alla fine dei film di genere. Sembra che sia informatissima in questo argomento – siete stupiti eh? – ma è tutto scritto nella puntualissima prefazione a firma di Paolo Baron.

Cosa c’è allora in questo libro? I curricula di aspiranti attori! Sono state selezionate delle lettere di presentazione alquanto improbabili che vanno da: “Caro Rocco,[…] non vedo l’ora di seguire le tue impronte[…]” dell’aspirante “improntofilo” a quello che, dopo aver scritto di sé come stesse facendo una denuncia di smarrimento – della serie ” Io pinco pallo nato a […] residente a […] hobby, lavoro etc”-, chiude la sua presentazione con salutatemi la protagonista del film “xxx”. con baci o abbracci. C’è anche quello che scrive alla sua porno attrice e ventila la possibilità, qualora lei non sia disponibile a lavorare con lui, di accontentarsi di lavorare con le altre che ha visto in uno dei film che lei ha girato! 

Lettere che ci portano, in tutta la loro ingenuità o presunta – perdonate la ripetizione -presunzione, a fare due considerazioni abbastanza particolari:
– che, nonostante si possa pensare – un po’ per assurdo – al lavoro di porno divo come un lavoro come un altro, è difficilissimo scrivere un curriculum che ci possa rendere appetibili per quel lavoro;
– che molti aspiranti divi del genere porno dichiarano, nel loro modo di scrivere grafico e in quello di forma, la loro solitudine e soprattutto il loro bisogno di arrivare a quella che credono una vita diversa per potersi rifare su quella insoddisfacente che vivono.

Sono considerazioni che sono affrontate anche nel libro, soprattutto la seconda che viene sviscerata nella post-fazione, corredando quanto si è letto con le conclusioni di un grafologo e da considerazioni che si evidenziano anche con una veloce analisi degli scritti.
Per quanto riguarda i curricula, invece, mi sono posta la domanda di come avrei scritto io la mia presentazione per un posto del genere? Devo ammettere che mi sarebbe più facile scriverla per un posto da, come si dice in gergo, becchino che per quello di porno attrice! Cosa ci potrei inserire in fondo? Come valorizzare i dati salienti senza sembrare una maniaca? In una forma di elenco? E se poi servono pure gli hobbies? Posso sempre dire che leggo e che, in particolare, ho letto questa raccolta! Quindi, visti, i tempi documentatevi!

Scherzi a parte, l’ho letta, ho riso come una matta, l’ho fatta leggere a chiunque mi sia capitato sottomano e nessuno è riuscito a rimanere serio. Visto appunto i tempi, forse, anche in questo campo inflazionato e nell’era dei “vorrei ma non mi va di documentarmi” delle ormai noiose “50 sfumature di grigio”,  è giusto prendersi un po’ di tempo per farsi una bella risata di cuore, oltretutto a prezzo contenutissimo!
Ah e come diceva il Marco di questa raccolta: “non fate caso alla scritta “Rutelli non è il mio sindaco” sulla maglietta che ho nella foto, soprattutto se avete votato per lui.”. Nel mio caso, non fate caso ai destinatari di queste lettere! :))
Buone letture,
Simona Scravaglieri 

Io speriamo che me la chiavo
i fans scrivono alle pornostar
AA.VV.
80144 Edizioni, ed. 2013
Prezzo 9,90€

Fonte: LettureSconclusionate

2 thoughts on “"Io speriamo che me la chiavo", AA.VV. – Caro "porno" ti scrivo, così mi distraggo un po’….

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