"Linea di fondo", Claudio Grattacaso – Lo specchio e l’istante…

“Quando la felicità non la vedi, cercala dentro”
Scampia
Fonte: Inchiestanapoli

Ho pensato a come iniziare a parlare di “Linea di fondo” un sacco di volte ma non trovavo la formula giusta poi, scartabellando nel vecchio PC ho trovato il link a questa immagine e mi è venuto in mente che, trattandosi di un autore campano, forse avrei potuto iniziare da ciò che conosco di più: Scampia. Non sono campana e nemmeno ci ho vissuto ma, per pregresse ricerche mi è capitato spesso di leggere autori campani e, Grattacaso, rientra perfettamente negli standard di narrazione di questa regione. Quando, in passato, mi è capitato di parlare di altri titoli ho sempre sottolineato una linea comune che si fonda su un realismo che spesso è scambiato per “denuncia romanzata”. E’ avvenuto per Gomorra, Caina, Fuoco su Napoli e tanti altri titoli commentati in questo blog. Hanno anche un’altra caratteristica che non ho evidenziato  ma che qui esce prepotentemente ovvero non hanno un impianto definito iniziale ma si compongono in un unico puzzle che solo alla fine restituisce al lettore il quadro completo della storia (fatta eccezione solo per il “caso Gomorra” in cui c’è una spiegazione tecnica a questa caratteristica ).

In questo libro si parla di calcio nella misura in cui, questo sport, è metafora della vita e dei rapporti con gli altri. L’onestà, il gioco di squadra, la lealtà verso gli obiettivi societari o di squadra, il successo, la fama e le amicizie sono tutte cose che fanno parte della nostra vita vissuta e/o desiderata. C’è un risvolto della medaglia però: potrebbe succedere che la nostra immagine pubblica, o lavorativa, non corrisponda a quello che realmente siamo per gli altri e con gli altri. E quindi Josè così “ingenuo ma leale” nel suo lavoro nella vita privata pecca solamente di ingenuità, caratteristica che non lo mette al riparo dai danni che il suo approccio affettivo superficiale può recare alla sua sfera familiare privata.

A questa contrapposizione ne fa eco un’altra. Quella dello scorrere del tempo che modifica chi siamo e i nostri desideri e le nostre scelte. Cresciamo, non è una novità. Ma il focus non è in quello che siamo nei tempi, bensì riguarda “come dovremmo osservarci” nell’immaginario specchio che riflette la nostra immagine giornalmente. Lo fa senza memoria. Ogni giorno ci propone quel che vede, non ci fa vedere un confronto fra il giorno prima e quello di un mese prima. Ferma solo l’attimo per poi lasciarlo andare. Così siamo anche noi, che vediamo scorrere la nostra vita correndo all’impazzata alla ricerca di una felicità che non troviamo. Probabilmente, se lo specchio conservasse un memoria sulla dinamica della nostra trasformazione ci direbbe quello che riporta il porticato del centro Hurtado di Scampia: “Se la felicità non la trovi, cercala dentro di te”.

José non sa dove sia, o almeno, pensa di saperla sommersa nei “se” del  passato: ” se non avessi preso parte alla partita che ha decretato la fine della carriera…”  “Se fossi sceso a compromessi con il racket della compravendita delle partite…”, “se non avessi detto a sfilatino di andare a prendere il pallone…”, “se avessi dato più retta a Barbara…” “se non fossi sparito dalla vita di Irene…”. Quello che non capisce è che la felicità è un attimo, che la serenità dura una vita e che gli affetti si costruiscono con la partecipazione e la presenza. Non importa chi sia il tuo compagno di viaggio in questo passaggio terreno, ma la felicità è in te e solo tu la puoi creare.
Quindi vita pubblica e privata hanno la stessa esigenza di azioni che non siano solo una facciata di professionalità. Richiedono attenzioni paritetiche e costanti.
José voleva giocare a calcio, amava Barbara, aveva un gran rispetto per la propria famiglia e per gli amici. José pensava di conoscere il mondo in cui viveva, ma era troppo impegnato a costruire la propria carriera per accorgersi di cosa succedeva accanto a lui. José cercava la felicità nel pallone, in una famiglia che voleva a immagine e somiglianza di quelle patinate e sempre perfette superficialmente. José scopre a mano mano quello che lo circonda e evolve. Diventa maturo e un giorno si vede più vecchio. Non è vecchiaia è realtà e da qui si può iniziare nuovamente a vivere. Nulla di nuovo forse, ma è la formula che cambia. Lo specchio che non ha memoria non riflette la nostra immagine ma questa storia e attraverso la sua trama possiamo vedere e magari correggere quella della nostra vita. E sta a voi ,leggendo questo libro, scoprire se questa “partita” José la vincerà.

Un lavoro complesso, quello di Grattacaso, ma molto profondo e, come nella migliore tradizione campana, pieno di sfaccettature e simboli terreni; è estremamente rappresentativo delle potenzialità narrative della nostra epoca. 
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Linea di fondo
Claudio Grattacaso
Nutrimenti Edizioni, ed. 2014
Collana “Greenwich”
Prezzo 16,00€



Fonte: LettureSconclusionate

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