"Marineide. Lo Stradivari Rubato", Ioan Viborg – Il film dentro un libro….

Fonte: National Gegraphic

Tra Palermo e provincia si svolge la trama del libro di oggi e più precisamente in 3 punti principali: un teatro di provincia, una casa d’aste palermitana e lo studio di un restauratore di violini. A far da protagonista e a condurre le indagini c’è l’Ispettore Marineo e l’occasione è data dal furto di uno Stradivari la sera dell’inaugurazione del suddetto teatro. La violinista, Marjna Tukallanchova – ringrazio il cielo di non dovere pronunciare questo nome ma di doverlo solo scrivere!-, viene trovata a terra, svenuta, nei camerini quando, invece, la si attende con ansia sul palco. Tra le autorità presenti, i semplici spettatori e amanti della musica classica siede anche Marineo che è un grande ammiratore dell’artista.
La Tukallanchova è stata aggredita e le è stato rubato il prezioso Stradivari che era stato da poco acquistato. A condurre l’indagine è Marineo, come detto, coadiuvato dal suo team di improbabili poliziotti e distratto da un capo che si trova canzonato da una scritta gigantesca, fatta sull’edificio della Procura, che non si riesce a togliere e di cui non si conosce il colpevole.

Avevo accennato alla serie di questo Ispettore in passato e, nonostante ne abbia letto due titoli dell’intera saga, non mi è mai capitato, o meglio mi sono scordata, di riportarne la recensione. Inquadriamo l’uomo e capiremo il genere di giallo che ci si presenta. Marineo è un siciliano DOC e felice di esserlo. E’ inserito perfettamente nel contesto ed è circondato da un nugolo di collaboratori che gli permettono anche di esternare la propria ironia e sagacia e di emergere anche se non ci sono situazioni rocambolesche che decretano picchi di tensione nelle trame, o meglio nelle indagini, che lo vedono coinvolto. E’ una versione più marcata nella caratterizzazione del corrispettivo ispettore di Camilleri. Lo stile narrativo viborghiano non tende e non si rifà allo stile del thriller ma, come avviene – ma prendetelo con le pinze perché Camilleri non è uno dei miei scrittori preferiti- per Montalbano, siamo di fronte a veri e propri gialli che richiedono tempi di indagine approfonditi.

A questo aggiungiamo che Viborg non si distacca dallo stile vigente della giallistica dove è l’ispettore protagonista  ad avere tutte le chiavi di risoluzione dei vari misteri, che si trova a sbrogliare. E’ nello stile dell’autore e quindi del suo protagonista dare la spiegazione  sempre dopo la risoluzione del caso. Tutto questo si arricchisce e diventa travolgente grazie alle gag, alle battute e allo stile scorrevole in cui viene svolta la trama con un’attenzione particolare a che tutto sia plausibile e verosimile. Attenzione che, peraltro, si rivela vincente. Nel caso de “Lo stradivari rubato” c’è anche un particolare ancora più simpatico. L’editore ci ha messo del suo e ha costruito il libro come fosse un film dividendolo in sezioni – primo e secondo tempo – inserendo delle pubblicità divertenti che non mancano di strappare un sorriso. Personalmente io preferisco Marineo e i suoi prodi poi ad ognuno il suo ispettore! Ma certamente difficilmente deluderà.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Marineide
Lo Stradivari Rubato
Ioan Viborg
Navarra Editore, Ed 2012
Prezzo 12,00€

Fonte: LettureSconclusionate

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