[Dal libro che sto leggendo] Il nome della rosa… E’ Rosa


Fonte: Quelle che…il tombolo


Su questo libro non vi dirò molto perché preferisco dargli lo spazio che si merita in una adeguata recensione. Però ci tengo ad anticiparvi che troverete nelle mie libreria che il voto dato è, in una valutazione da 1 a cinque, 1 stellina ma, in effetti, sarebbe invalutabile. Questa valutazione è data sì, anche da un gusto personale, ma anche da considerazioni pratiche su quale sia il limite, a volte, oltre il quale pensare bene a mettere su carta pensieri che, forse, erano divertenti nelle nostre fantasie ma che trascritte hanno tutta un’altra presa.


Il libro propone dieci “finali” successivi a quelli decisi dagli autori di capolavori del passato o best sellers contemporanei. Come al mio solito vi lascio comunque un assaggio, perché possiate, magari trovare ragioni per leggerlo e , forse, avere così motivi validi per confutare le mie tesi.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Canto di Natale
(Charles Dickens)

Ebeneezer tornò a casa col cuore ricolmo di gioia e lo stomaco strabordante di tacchino e torta di ribes. Che brava gente, quei Cratchilt! Ma che gusti di merda nell’abbinare le pietanze! Sì, decisamente il Natale più bello che il vecchio ricordasse. Il piccolino di famiglia era stato così buffo quando s’era avventato come un animale sulla torta al formaggio dicendo, a bocca piena, “ma chi cazzo l’aveva mai vista ‘sta roba?!”. E quante risate quando poi aveva vomitato tutto addosso a Ted, il cane anziano e trovatello che era morto pochi minuti dopo la mezzanotte, ucciso da una coscia di pollo, lui che aveva lo stomaco oramai abituato solo a polpette di segatura e erba prataiola.
Il calore della famiglia era una cosa che a Scrooge era mancata per tanto tempo. Per troppo tempo. E che Fred, il suo unico nipote, non era riuscito a risvegliare nonostante gli infiniti tentativi. Ebeneezer, nel tempo, era diventato un insopportabile brontolone, poco aveva fatto per debellare quell’alito importante che aveva reso tutto più difficile. Ma quella sera, qualcosa di unico, di magico, aveva sconvolto le vite di quella brava gente di Londra. Nulla sarebbe mai più tornato come prima.
E, lasciandosi il ponte del Tamigi alle sue spalle, Ebeneezer imboccò la via principale salutandola co un rutto di potenza e durata assolutamente considerevoli. L’aria fu travolta dal boato. La vecchia questuante, sdraiata sul sagrato della chiesa, ebbe un sussulto e, in lontananza, cominciarono ad abbaiare i cani. Tutto quel succo di mele faceva contrasto con il tonno al formaggio fuso e ora si riproponeva con una insistenza decisamente molesta. Sì ci voleva un digestivo, magari un liquore. E, superata la porta d’ingresso della sua splendida ed enorme dimora, Scrooge si adoperò.
Quindi anni addietro, in un baule chiuso in cantina, il vecchio aveva riposto tutti gli alcolici ereditati dal socio Jacob Marley. Quella cassa valeva una fortuna. Ma adesso erano finiti gli anni della micragna, dell’avidità compulsiva e cieca. Adesso era il tempo di basta. E un secondo, più sconvolgente, ruttone fece tremare la vetrinetta degli argenti e indusse Ebeneezer a rompere gli ultimi indugi. Ci voleva una lanterna illuminata per scendere nei sotterranei e un bicchiere capiente, da mescita. La sciarpa, però l’avrebbe tenuta.

Questo pezzo è tratto da:

Il nome della rosa…E’ rosa
10 finali per 10 storie che sembravano già finite ma magari invece no
Roberto Corradi
Imprimatur Editore, ed 2014
Prezzo 14,50€


4 thoughts on “[Dal libro che sto leggendo] Il nome della rosa… E’ Rosa

  1. che strano, me l'han regalato settimana scorsa e non conoscevo neanche la casa editrice anche se sono una che legge. io l'ho trovato geniale. secondo me son proprio i gusti personali. aspetto la tua recensione completa e ora mi giro un po'il tuo blog che ho scoperto oggi. ciao
    Chiara

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  2. Ci sono anche giudizi obiettivi, il problema è che fare della satira sui classici richiede anche che l'autore che si cimenta cerchi di essere al passo con i tempi narrati o aggiorni tutto lo scritto cui fa riferimento. C'è chi l'ha fatto, non ho ancora letto il libro, che però ho comprato, e quindi l'idea della revisione/aggiunta de “I promessi sposi” non è così nuova…le restanti storie sinceramente si commentano con questo pezzo 🙂

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  3. senz'altro tu che non l'hai letto l'avrai capito meglio di me che invece l'ho letto tutto 😉
    avevi lasciato l'assaggio per confutare la tua tesi ma non ti vedo particolarmente interessata al mio punto di vista. me lo tengo per me, no problem!ciao
    Chiara

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  4. Probabilmente parliamo di due libri differenti. Il libro che ho comprato e che non ho letto ancora completamente è “I promessi sposi” di Guido da Verona e Alessandro Manzoni censurato dal regime fascista nel 1929. Guido da Verona riscrisse completamente i promessi sposi in versione satirica irridendo anche il potere e questo suo gesto fu reputato indegno anche dalla Chiesa che lo vedeva l'originale anche come un baluardo della fede.
    Il libro di Corradi invece l'ho letto tutto, come avviene per tutti i libri di cui parlo e in particolare per quelli che boccio. Non metto valutazioni se il libro non è stato totalmente letto!
    Detto questo, mi spiace che tu abbia frainteso, ma speravo di essere stata chiara, Chiara.
    Buona serata,
    Simona

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