[Dal libro che sto leggendo] Quando i libri vanno in rete

Fonte: Pinterest


Sono stata un po’ cattiva questa volta, lo ammetto! Ma lo faccio per chi si accosterà a questo bel saggio di Claudia Consoli, perché, il proseguio  di questa introduzione, è bello quanto l’inizio. Poi il saggio veste i panni del manuale per la comprensione delle dinamiche del web. Oramai siamo iscritti a social per qualsiasi cosa, i food-social, craft-social, quelli delle immagini come Pinterest, quelli dei blog “veloci” come Tumblr (che non so pronunciate e chiamo semplicemente “Iddu”!), poi Twitter, Facebook, Goodreads, Anobii e chi più ne ha più ne metta. Ma qual’è il reale destino delle idee che si celano dietro un libro, un messaggio scritto o una recensione al giorno d’oggi?

Per evitare la dispersione delle idee nel mondo della rete bisogna avere le idee chiare, obiettivi precisi e imporsi una disciplina. Non si può prescindere dall’immagine sociale che diamo e, come diceva la Sgarzi, in un suo saggio su Twitter anche “fare un retweet” una cosa che non si è letta equivale a mettere la firma in bianco di approvazione su qualcosa che non sappiamo che impatti potrà avere sulla percezione che gli altri hanno di noi e del nostro lavoro. Imparare ad usare i mezzi che si hanno a disposizione quindi è indispensabile!

Una cosa a favore di Claudia, è un libro che sto leggendo ora e non posso darvi un giudizio definitivo, è che per la prima volta si affronta un tema spinoso come quello del lit.blogger con intelligenza sociale. Il blogger che parla di libri non ha l’obiettivo delle vendite ma quello della condivisione delle idee e della generazione di confronti che arricchiscono sempre tutti.

Lo trovo interessante e lo segnalo ai blogger, editor, scrittori e lettori che passeranno di qui. Sarò sicuramente più puntuale nella recensione, come al mio solito.
Buone letture,
Simona Scravaglieri
C’era un tempo in cui le idee, nate nelle menti degli scrittori, vivevano sotto forma di fogli sparsi e sporchi d’inchiostro sulle loro scrivanie. Per mesi – a volte anni – attendevano immobili il giorno in cui finalmente sarebbero arrivate nelle mani di uno stampatore o di un editore che pazientemente avrebbe letto, corretto e sistemato.
Trasformate in segni tipografici e per sempre fissate su carta, le idee erano pronte a circolare; sapevano che il viaggio sarebbe stato lungo e imprevedibile e che avrebbe potuto condurle anche nell’angolo più remoto del mondo. Ma un’avventura più grande le aspettava: entrare nell’animo e nell’intelletto dei lettori più diversi sotto forma di libri. Appoggiati su un tavolo o adagiati su un morbido divano, sfogliati svogliatamente o ricoperti di note appassionate, regalati, prestati (o anche rubati!), trasportati dentro borse e cartelle stracolme o portati con cura sottobraccio, letti sotto le coperte alla luce fioca di una lampada da notte o nel caos diurno di una via cittadina… la loro vita insieme al lettore era oramai cominciata.
È arrivato, in seguito, un tempo in cui le idee vivono sotto forma di caratteri sulla pagina bianca di un programma di video scrittura. La loro esistenza si è fatta più frenetica: copiate, incollate, spostate, continuamente cancellate o modificate nel corpo, nel colore e nello stile… per le povere idee ogni giorno è una prova stressante, nella speranza che lo scrittore o l’editor non premano il tasto CANC. Una volta superato tutto questo, alcune idee vengono fissate su carta con inchiostro tradizionale, ad altre è destinato l’inchiostro elettronico. Nascerà comunque un libro. sembrerebbe finita qui, ma la parte più ardua del loro percorso deve ancora iniziare: devono andare in rete. 


Questo pezzo è tratto da:

Quando i libri vanno in rete
Claudia Consoli
Bibliografica Editrice, Ed. 2014
Collana “I libri di Wuz” 
Prezzo 9,90€

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