[Dal libro che sto leggendo] Caravaggio segreto

“I bari” Caravaggio
Fonte: Mole ventiquattro
In linea con i titoli  che andavano in voga qualche anno fa, potremmo intitolare questo “Il libro che Dan Brown e colleghi non vorrebbero farvi leggere”. Perché non lo vorrebbero? Semplice! Non è mai stato così facile e piacevole leggere la storia di un pittore. Non vi racconterà per filo e per segno le pennellate facendo paragoni alla Argan, e di questo Carla Lonzi sarebbe stata probabilmente fiera, restituendo ai lettori curiosi il ritratto di un uomo ambizioso e un irrequieto. É proprio l’inquietudine che ne decreta successo e condanna, è quella che lo spinge ad andare oltre concetti e stili in voga all’epoca spingendosi in un racconto del divino che passa per le strade comuni e le facce del popolino.
Un libro che sono veramente orgogliosa di inserire in quella che è la mia biblioteca ideale proprio per questa sua caratteristica e spero che Costantino D’Orazio non si fermi al solo Caravaggio anche se, lavori come questi, denotano ricerche puntuali e molto approfondite.
Buone letture,
Simona Scravaglieri
Introduzione 
Ecco il solito libro su Caravaggio, direte voi.
Cosa mai si può dire di un nuovo artista così commentato, analizzato, ispezionato, criticato, esaltato, amato, disprezzato e censurato? Cos’altro scrivere sulle sue opere strepitose, provocatorie, ambigue, ingannevoli, scandalose, devote, blasfeme, irriverenti e rivoluzionarie?
Forse non molto, se l’obiettivo del libro e quello di entrare in competizione con la schiera di studiosi che si azzuffano da decenni per rivelare clamorose scoperte sul Merisi o assegnargli nuove opere, anche senza alcuna prova.
Ho scritto queste pagine per un motivo diverso. Vorrei fossero uno strumento per chi ama Caravaggio e vuole capirlo al primo sguardo, come una persona che si conosce da tempo.
Senza dover sbattere la testa su manuali di storia dell’arte o testi scientifici e perdersi in complicati riferimenti incrociati.
Non è sempre possibile leggere la pittura antica senza un ricco bagaglio di informazioni storiche iconografiche, liturgiche e simboliche. Gli artisti danno spesso per scontato che i propri ammiratori dispongano  di una cultura che permetta loro di riconoscere immediatamente i personaggi, divinità, allegorie e luoghi. I pittori si divertono a nascondere il senso delle proprie opere dietro i dettagli all’apparenza irrilevanti.
Molte volte basta un oggetto , un colore o un’espressione per restituire a un’opera il loro significato. I fiamminghi sono stati maestri in questo senso. Leonardo da Vinci si è dimostrato un assoluto genio nel trasformare i suoi dipinti in veri e propri cruciverba. Ma capita spesso che soltanto gli esperti  sappiano usare quelle chiavi di lettura. I semplici appassionati sono tagliati fuori.
Caravaggio è diverso. Le scene che appaiono nella sue tele, prima di essere racconti sacri o immagini pagane, sono brani di realtà. I suoi personaggi compiono gesti “normali”, vestono espressioni “comuni”, non sono stravolti dall’enfasi che spesso ispira i protagonisti raffigurati da altri pittori del suo tempo.

Questo pezzo è tratto da:

Caravaggio segreto
I misteri nascosti nei suoi capolavori
Sperling & Kupfer, ed 2013
Collana “Saggi”
Prezzo 18,00€

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