"Chiuso per Kindle", Massimiliano Timpano e Pier Francesco Liofreddi – Bisogna essere attori consumati….

Fonte: Etnaweb


Quando ho caricato questo libro nella mia libreria mi sono accorta che non ero la prima a leggerlo, almeno fra i miei amici. Quando l’ho finito mi sono accorta di essere stata una delle poche ad aver dato un giudizio alto. Poi l’ho lasciato stare nella parte della libreria dei libri “sospesi”, in pratica quelli in attesa di recensione, e mi sono data il tempo di rifletterci. Oggi a distanza di qualche settimana confermo il mio giudizio perché, per quanto mi concerne, questo lavoro, seppur fuori dagli schemi previsti, è un buon libro.

Non è il primo che leggo del genere, in questo blog ho parlato anche di Marino Buzzi con il suo “Un altro best seller e siamo rovinati“, eppure questo esce dai soliti schemi perché non si limita ad affrontare l’universo libreria ma gli autori spaziano con digressioni alquanto insolite divertendosi a combinare trame, personaggi e anche autori senza soluzione di continuità collegandoli in maniera del tutto inconsueta. Per cui vi troverete ad avere elencata la nazionale scrittori per fare un paragone fra l’uomo libraio, che sempre umano è e aspetta come tutti gli altri l’inizio delle partte, e la libreria che per qualche istante diventa la trasposizione letteraria di “90° minuto”, fino a provare l’ebrezza di vedere trame di libri diversi che si incastrano perfettamente in argomentazioni, del tutto insolite, che nascono dal confronto fra libraio e il lettore in cerca di libri che trattino uno stesso argomento e che viene incoraggiato a spaziare in campi narrativi a lui completamente sconosciuti. In questo obiettivo, di stupire e dimostrare anche l’importanza di un libraio, è perfettamente centrato.

L’uomo libraio moderno deve infatti possedere – lo dicono gli autori fra le righe e, a me, sembra perfettamente calzante la descrizione- determinate qualità che possiamo riassumere in:
– deve essere dotato di pazienza e ottimo senso dell’umorismo per le balzane richieste che verranno loro fatte;
– deve conoscere buona parte dei titoli citati negli ultimi notiziari e/o giornali;
– deve essere un attore navigato – ogni giorno si va in scena e bisogna essere in grado di interessare intelligentemente il proprio pubblico!-;
– deve avere una buona parlantina e cultura;
– deve avere sempre un’alternativa.

E, in effetti, a trovarne di librai così ci sarebbe da piantare le tende in libreria, peccato che così non avviene sempre. Non tutti nascono librai e l’amore per i libri non è cosa sufficiente e necessaria perché si possa dire di essere tagliati per il mestiere e questo, noi lettori, lo sperimentiamo ogni volta che entriamo a cercare un libro fuori da quelli sponsorizzati dal marketing incalzante.
D’altro canto, i giudizi di cui vi parlavo sopra, lamentavano una mancata argomentazione a favore dei libri e a sfavore della “causa contro i Kindle”.
Ed è qui che la vediamo in maniera differente. L’uomo libraio nato e talentuoso, difficilmente potrà dire a qualcuno di non leggere, anche se questo comporta che legga ebook invece di libri cartacei. E’ proprio contro la sua natura, i nostro eroe non ce l’ha nel DNA e nemmeno nel suo vocabolario. Quello che vi dicono invece Liofreddi e Timpano è solo “fermatevi a riflettere e a vedere”.

Se da un lato le classifiche da libreria, come ci siamo detti più volte anche in questo blog, sono di facciata e di poca importanza. identica cosa. e forse peggio. avviene per quella degli ebook. dove vi può capitare di trovare, ad esempio, in tutti gli store, come primo in classifica, un classico che poi si scopre che è a distribuzione gratuita. Stesso discorso dicasi per le ricerche tematiche, dove l’accostamento non è standard, ma basato su quello che hanno acquistato altri utenti. Nessun algoritmo può sostituire l’uomo (tranne il Kobo per il quale, colui che lo sponsorizzava a Librinnovando di Milano, due anni or sono, alla domanda della giornalista “Come scegliete i titoli da suggerire?” ha risposto: “Sono io che li scelgo!”) ma per essere un buon suggeritore devi almeno farti una base di cultura generale. 

Il vero Libraio per me è una scoperta recente, dopo aver abbandonato l’idea costosa di andare a comprare i libri da Marino  -che mi è un po’ lontano da casa!! -, ho scoperto Patrizio Zurru della Officina dei libri di Cagliari e infine mi sono trovata ad ascoltare anche gli agguerriti librai della Libreria Pallottadi Roma ,tra i quali  Carmelo Calì,  e Massimiliano Timpano quando abbiamo fatto la prima edizione di #nonsonosole. Lì ho capito che i veri librai ci sono, ma sono veramente rari. D’altro canto è vero che le librerie stanno chiudendo, è anche vero che parte delle colpe sono delle librerie online, grandi store che vendono di tutto un po’ e che surclassano per offerte e sconti anche quelle indipendenti che vorrebbero fare la differenza, ma la domanda rimane: di chi è la colpa?

Un po’ di tutti e un po’ di nessuno, dal mio punto di vista. Chiuso per Kindle è un titolo emblematico che identifica il “male”, ma il Kindle potrebbe anche essere un e-reader Sony (che è il primo lettore ad aver acquisito e poi rivenduto il brevetto dell’inchiostro elettronico!), e quel “male” potrebbe essere rappresentato da progetti come il Gutemberg – che è quello che dal 1971 ha lavorato per la digitalizzazzione dei testi -, da Google che ha lanciato le prime biblioteche online su larga scala, da Feltrinelli che ha portato i primi e-reader in Italia anche se allora avevano prezzi importanti, da chi si butta nel mondo dell’ebook. Ma potrebbe essere anche colpa della crisi, gli stipendi bassi, le tassazioni alte e anche i prezzi dei libri troppo alti, nonchè ed è ultima ma non meno importante dei lettori e dell’alto numero delle uscite mensili. Ognuno ha il suo diavolo da sconfiggere. Ma cosa ne rimarrà? Per ora il dato di fatto è che stanno chiudendo un sacco di librerie storiche e non. Rimarranno solo i cattivi? Non è detto, finchè ci sarà un lettore curioso probabilmente le librerie indipendenti avranno la meglio su quelle realtà appiattite, con i libri che sono un campo sterminato di “15%” di sconto. Certo è che l‘invito ai lettori a chiedere di più, che viene fuori da questo libro, è una cosa auspicabile. Il negozio o rivendita siamo anche noi e se ci accontentiamo di spazzatura o ci limitiamo a leggere il minimo indispensabile, nessuna libreria cambierà.

E’ un vero e proprio diario in cui si appuntano pensieri e riflessioni alla rinfusa, non serve che siano organizzati in maniera particolare perché il punto non è stilare una classifica ma fissare l’argomento. A questo fa eco una scrittura scorrevole e a tratti divertita, quasi canzonatoria, che serve a sdrammatizzare invece le frustrazioni di chi, dall’altro lato del bancone vede un mondo, cui vuole fortemente appartenere, sgretolarsi, da un lato per logiche economiche e dall’altro per la distrazione di chi, ad una spesa cartacea preferisce altro.
Diciamo che per apprezzare questo lavoro, come avviene per il libro recensito venerdì, l’approccio deve essere concettuale e non pratico. Non vi daranno risposte Timpano o Liofreddi perché non possono farlo se non invitandovi a non leggere. Il punto è solo quello di invitare, chi affronta queste pagine divertenti, a riflettere veramente su questo mondo conosciuto ma al contempo sconosciuto dove, come diceva anche Marino, si entra, come in chiesa, sussurrando e poi si fanno domande fuori posto con il piglio del gran conoscitore di letteratura nazionale e internazionale. Le risposte le troverete solo una volta chiuso il libro, quando prenderete in considerazione le loro riflessioni a latere.


Buone letture,
Simona Scravaglieri


Chiuso per Kindle
Diario di un libraio in trincea
Massimiliano Timpano, Pier Francesco Liofreddi
Bompiani Editore, Ed. 2014
Collana “Tascabili Bompiani”
Prezzo 9,50€


Fonte: LettureSconclusionate


4 thoughts on “"Chiuso per Kindle", Massimiliano Timpano e Pier Francesco Liofreddi – Bisogna essere attori consumati….

  1. Mmm già ero curiosa di leggerlo, adesso lo sono di più.
    Vero quanto dici tu e quanto dicono anche gli autori: di librai veri ce ne sono pochi. Certo è che anche di lettori veri in cerca di librai veri ce ne sono sempre meno. Questo dipende, come giustamente dici anche tu, da tanti fattori: colpa degli store online, degli ebook, del marketing, dei libri spazzatura, dei prezzi troppo alti, dell'Iva e delle scie chimiche (un po' di mistero fa sempre bene). Si tratta di un discorso complesso e non perché non sia alla portata di tutti affrontarlo (come spesso e volentieri mi viene detto su Twitter) ma perché bisognerebbe tener conto di tante cose. Certo è che, leggendo questa recensione, a me è venuta voglia di migliorarmi per diventare una brava e rara libraia… Anche se per adesso non sono nemmeno una libraia. Vabbè, ma perché smettere di sognare? 🙂

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  2. Ecco, più penso a questo libro e meno mi viene voglia di essere libraio. Probabilmente sono nata solo bnlogger…non riuscirei a rimanere seria a certe richieste bislacche e probabilmente sarei eccessivamente insistente nel convincere i lettori che un libro non lo è solo perché ha fogli rilegati e una copertina bellina… :DDD Probabilmente verrei immediatamente licenziata in tronco dopo 10 minuti! 😀

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  3. Ma pensa! Ho letto la recensione di questo libro (forse lunedì scorso) in un altro blog (e non riesco a ricordare quale). Se ne dava un giudizio opposto al tuo. Si evidenziava la superficialità del libro e lo sperticato e non giustificato elogio del libraio. Opinioni così contrastanti fanno venir voglia di acquistare il libro e leggerlo. Così, tanto per farsi una propria idea.

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  4. Beh si parla di librai e di librerie che chiudono, non si potrebbe trovare altro che quello. La scelta è quella di non fare l'ennesimo libro sul rapporto libraio e lettore. Ce n'è già un altro in circolazione simile a quello di Marino di un altro libraio. Va letto come scrivono nel sottotitolo, proprio come un vero diario che non ha un'omogeneità ma che raccoglie pensieri sparsi.
    Secondo me, solo con questo approccio riesci ad apprezzarlo e cmq è veramente scritto in maniera divertente 😀

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